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Dopo le proteste delle insegnanti Mad il Campidoglio cambia rotta: nuovi elenchi provvisori per le supplenze

Un interpello per nuovi elenchi e graduatorie basate sui titoli e gli anni di servizio: questo è l’accordo raggiunto fra sindacati e Comune di Roma sulle insegnanti a chiamata Mad.
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Dopo settimane di mobilitazione si è aperto uno spiraglio per le insegnanti a chiamata con la Messa a disposizione, Mad. Da metà maggio la protesta delle insegnanti a chiamata ha iniziato a farsi sentire e, come Fanpage.it, abbiamo raccolto le storie e le testimonianze delle lavoratrici precarie della scuola. Ciò che è emerso nei giorni di mobilitazione è che il ruolo delle insegnanti a chiamata nelle scuole di Roma è ancora estremamente necessario per lo svolgimento delle regolari attività scolastiche negli asili e nelle scuole dell'Infanzia: quando le Mad, per protesta, hanno risposto alle chiamate dalle scuole manifestando la loro indisponibilità, intere classi sono state costrette a richiamare i genitori poiché non riuscivano ad essere garantite le attività a causa di mancanza di personale.

Dopo una lunga discussione, iniziata nelle scorse settimane con riunioni e delegazioni ricevute dall'assessora alla Scuola Claudia Pratelli e sviluppatasi con l'approvazione di tre mozioni in Assemblea Capitolina, fra cui quella presentata per prima da Linda Meleo, il capitolo Mad sembra aver finalmente trovato una soluzione, anche se provvisoria. Come appreso da Fanpage.it, si tratta dell'organizzazione di nuovi elenchi municipali integrativi da cui attingere per cercare insegnanti a chiamata che possano svolgere il ruolo di supplenza. Stavolta, però, a decretare l'ordine delle graduatorie non sarà la data di invio della domanda tramite Pec, come invece era stato fino ad ora. Ma la valutazione dei titolo e gli anni di servizio.

Il tavolo sindacale del 12 giugno: la soluzione all'emergenza Mad

Nella giornata di venerdì 12 giugno 2026 si è tenuto un tavolo sindacale con le sigle CISL FP, UIL FPL, CSA Regioni Autonomie Locali e i rappresentanti della RSU di Roma Capitale. La delegazione di parte pubblica, invece, è composta da Angelo Ottavianelli, direttore del Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane; Andrea Vecchia, Direttore del Dipartimento Scuola, Lavoro e Formazione Professionale; Antonio Lanza, Direttore della Direzione Programmazione, Regolamentazione e Gestione dei Servizi Educativi e Scolastici del Dipartimento Scuola, Lavoro e Formazione professione; il vicecapo di Gabinetto Giulio Bugarini e, ovviamente, l'assessora alla Scuola, Lavoro e Formazione di Roma Capitale, Claudia Pratelli.

"In considerazione delle difficoltà  che le strutture capitoline incontrano quotidianamente a causa della ridotta disponibilità di personale che accetta incarichi di supplenza breve, le parti convengono circa la necessità di formare degli elenchi municipali integrativi per il conferimento di incarichi di supplenza in caso di incapienza della Graduatoria capitolina per le Supplenze nelle scuole dell'infanzia in corso di adozione e della Graduatoria Unica per le assunzioni di personale a temp determinato e indeterminato".

L'interpello per essere inseriti nei nuovi elenchi Municipali

Per formare questi elenchi municipali sarà attivata una procedura di interpello su avviso predisposto e pubblicato dal dipartimento Organizzazione e Risorse umane per garantire uniformità della procedura in tutti i municipi a cui potranno partecipare le insegnanti che non hanno partecipato alla procedura selettiva per la Graduatoria Capitolina per la Supplenti. Ogni candidato o candidata potrà scegliere di essere inserita nell'elenco di uno o più municipi a partire dal prossimo primo agosto: fra i requisiti essere in possesso di almeno uno fra i titoli di studio che fino ad oggi sono stati considerati "affini".

Un interpello di questo genere, però, potrebbe non bastare per tutte le insegnanti a chiamata che in questi anni hanno prestato servizio nelle scuole di Roma. "Ci riserviamo di consultare le lavoratrici e i lavoratori", fanno sapere intanto da Sgb. Il problema del precariato delle insegnanti a chiamata rischia di non essere risolto completamente, ma piuttosto potrebbe trattarsi di una soluzione rimandata a data da destinarsi. 

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