“Le insegnanti a chiamata negli asili sono fondamentali: oggi nessuno vuole più fare questo lavoro”

Hai una storia di discriminazione e ingiustizia al lavoro che vuoi raccontare? Puoi farlo inviando una segnalazione al link di Fanpage.it.
"Le insegnanti a chiamata sono più che fondamentali. E dirò di più: a volte capita che neanche loro bastino per colmare i vuoti di organico". A rivelarlo a Fanpage.it è Franca, insegnante di ruolo a Roma. "Spesso capita di ritrovarsi fuori rapporto: un'insegnante per sette bambini. Ma a volte i bambini sono molto di più in realtà. In altre occasioni, quando ci sono assenze ci viene risposto che sono fine le Mad. Neanche loro bastano. Questo lavoro non lo vuole fare più nessuno, a quanto pare. Allora perché far scappare loro che invece vorrebbero lavorare nella scuola?".
Molte delle Mad, letteralmente Messa a disposizione per lavorare come insegnanti a chiamata a Roma, a settembre, con l'arrivo delle nuove graduatorie, rischiano di trovarsi senza lavoro. "Ma senza di loro il sistema collassa", sottolinea.
Il lavoro delle Mad: "Servono in tutti gli asili, non bastano più neanche loro"
"Quando ci ritroviamo fuori rapporto, è un problema. Quasi tutte le supplenti che arrivano sono Mad. Anche lo scorso venerdì, quello di sciopero, è riuscita a venire una di loro per la supplenza. Veniva da Ciampino al Quadraro, dove insegno io – spiega – Non si aspettava di essere chiamata perché è in fondo all'elenco, ma molte hanno scioperato non rispondendo alla chiamata". Una mobilitazione per cercare di far comprendere la necessità delle scuole romane di continuare a ingaggiare le Mad.
"Dal Campidoglio è stato detto loro che sono un errore del sistema. Io capisco che possa essere complicato pensare a un'assunzione, ma rischiano di essere tagliate fuori dalle supplenze. Si parla di titoli affini, ma ci sono persone che da lavorano da anche sette anni con la Messa a disposizione – spiega – Prima c'era una graduatoria ogni due -tre anni, ci si metteva in pari con dei titoli validi. Ora le insegnanti a chiamata vengono spesso chiamate nell'ordine in cui viene inviata la Pec. Non importa quanto si è lavorato. E con tre indisponibilità, si è cancellate, si crolla nell'elenco.
Anche per questo è scattata la necessità di presentare un certificato", come spiegato da Francesca a Fanpage.it nelle scorse settimane. "Ma noi siamo insegnanti a chiamata, non dovremmo presentare un certificato. Spesso i medici si rifiutano di farlo. A rimetterci, anche in questo caso, siamo noi che vediamo il nostro nome crollare nell'elenco della Messa a disposizione".
Fare a meno delle Mad a Roma da settembre: "Così la scola rischia di crollare"
Franca parla di regole molto ferree. "Ma se si tratta davvero di lavoratrici di cui si può fare a meno, perché fare delle regole così stringenti? La realtà è che anche al Comune di Roma sanno quanto sono importanti le Mad per salvaguardare tutto il nostro sistema scuola. Senza di loro il rischio è quello di dover trovare soluzioni alternative, come mandare a casa i bambini. Ma spesso non è possibile neanche farlo – spiega ancora – Va sempre peggio. E a rimetterci prima sono le lavoratrici, poi le famiglie. E naturalmente, anche di più, i bambini".
Anche per Franca, così come già espresso da Angela, la scelta di eliminare il sistema della Mad a Roma rischia di far collassare la scuola. Oltre alle storie personali di ognuna, che Fanpage.it ha raccolto nelle scorse settimane. Da quella di Daniela che ogni mattina si sveglia alle 4.30 per arrivare a Roma da Caserta a Chiara che arriva da Frosinone fino a Valeria che, invece, si è direttamente trasferita o Martina, che durante la settimana si appoggia a casa della sorella: "Per lei sono come una quarta figlia ormai".
Le chiamate per lavorare, come sottolineato da Sonia, arrivano anche dieci minuti prima dell'inizio del turno. Fino a quel momento le insegnanti non sanno in quale scuola saranno mandate. C'è chi ha trascorso molti anni a vivere così. Barbara fa questo lavoro da sette anni, Francesca invece da dieci. Alcune hanno iniziato a lavorare subito dopo la laurea come Sandy, altre ne hanno prese più di una per lavorare nelle scuole, come Martina. "Sono troppo vecchia per il mercato del lavoro e giovane per la pensione", è la considerazione di Valentina.
Cosa fare a settembre: "Mettere d'accordo tutti e non lasciare nessuno indietro"
"Tagliare la Mad mette i bastoni fra le ruote anche a noi insegnanti di ruolo. Insegnanti che sono andate in pensione, usano i permessi della legge 104 e che hanno cambiato mansione, diventando coordinatori: si crea un vuoto di organico enorme, difficile da riempire". Rischia di scatenarsi una guerra, più che fra poveri, fra precari. Occorre trovare una soluzione che metta d'accordo tutti e che, soprattutto, non lasci indietro nessuno".
Ti riconosci nel racconto di Franca? Manda la tua storia a Fanpage.it rispondendo al form di segnalazione e ti ricontatteremo.