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“Mi chiamano alle 7.50 per coprire le classi alle 8 ogni giorno, ma ora vogliono eliminare le insegnanti mad”

“Ci chiamavano alle 7.50 per stare a scuola alle 8, siamo noi a garantire l’apertura delle scuole: da settembre chi lo farà?”, la testimonianza a Fanpage.it di Sonia.
Sonia.
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"Ci hanno detto che siamo un errore di sistema. Da settembre non serviremo più. Eppure per anni abbiamo garantito l'apertura delle scuole quando le insegnanti di ruolo non c'erano". A parlare a Fanpage.it è Sonia, insegnante a chiamata che lavoro nel Comune di Roma. Da settembre anche lei, insieme a centinaia di lavoratori e lavoratrici, resterà senza lavoro a causa delle nuove graduatorie che non contemplano la partecipazione di chi ha prestato servizio negli elenchi Mad, letteralmente "messa a disposizione", negli ultimi anni.

Il racconto di Sonia: "Chiamate all'ultimo, ma senza di noi il sistema collassa"

Le nuove graduatorie entrano in vigore dal mese di settembre e centinaia di insegnanti a chiamata resteranno senza lavoro. "Eppure siamo state noi a garantire il servizio attivo dal 2019, mentre le assenze e le carenze di organico lo mettevano a rischio – spiega – Ogni giorno mi arrivavano chiamate all'ultimo. Alle 7.50 il telefono squillava. Ho bisogno di una supplenza qui, ci vai tu?, mi dicevano. Ovviamente i dipendenti addetti alle chiamate non hanno alcuna responsabilità. E io, già vestita e pronta prima ancora di sapere dove sarei dovuta andare, mi muovevo verso la destinazione". Sempre una scuola diversa, una classe diversa, bambini diversi.

Il lavoro di Sonia con i bambini è iniziato decine di anni fa e non comprende soltanto l'esperienza a scuola. "Ho 53 anni, una Lauree in Scienze della Formazione e la magistrale in Scienze pedagogiche oltre a tre master post lauream in Supervisore dei servizi educativi e in Educazione affettiva per infanzia e genitorialità. Ma secondo le nuove graduatorie non ho i requisiti per svolgere supplenze presso le scuole per l'infanzia del comune di Roma, nonostante negli ultimi anni sia stato quello il mio lavoro".

La storia di Sonia: "Dalle comunità alle supplenze. Da settembre chissà"

Sonia ha deciso di iniziare a lavorare fornendo la sua Messa a disposizione dopo anni di lavoro nelle comunità. "Ho lavorato con donne e minori in comunità protette dopo casi di violenza di genere e in case rifugio per giovanissime vittime di violenza all'interno delle proprie famiglie, spesso dopo aver fatto coming out in casa, in altri casi con bimbi migranti e i loro genitori. So come rapportarmi a bambini e adolescenti – spiega – È stato un lavoro appagante, ma dopo vent'anni al lavoro di notte e durante i festivi ho deciso di cambiare. Ho tolto molto alla mia famiglia, ero assente ai compleanni dei miei figli. Così ho deciso che avrei concluso la mia vita lavorativa facendo la supplente in classe".

Una vita con un lavoro precaria, condiviso con tante altre insegnanti. "Per noi il nuovo bando, che vede esclude le Mad, è inaccettabile e inaspettato. Dopo anni di supplenze abbiamo accumulato esperienza. Siamo sempre state in prima linea con amorevolezza e disponibilità, anche all'ultimo minuto – ribadisce – Riuscire ad ottenere supplenze più lunghe è più difficile, a meno che non si sia una Mad veterana", precisa Sonia.

Supplenze in scuole diverse ogni giorno: "È sempre una sorpresa"

"Ogni mattina è una sorpresa. Può capitare la sostituzione di una settimana o due, al massimo quattro giorni. Ma spesso si va giorno per giorno. Spesso capita che possano restare scoperti i venerdì, così come, spesso, siamo noi a lavorare nell'ultima fase dell'anno scolastico", a cui si aggiungono sostituzioni per malattia o maternità.

"Organizzare la propria vita è difficile, se non impossibile, ma non lavoriamo per la gloria: abbiamo bisogno di un'entrata economica per vivere. Siamo state disposte a sacrificarci, sempre in prima fila. Finché siamo servite alle scuole del Comune di Roma andavamo bene anche per lavorare con una ventina di bambini per classi, da sole, con bimbi con certificazioni per disabilità. Ma a settembre saremo buttate via, come errore di sistema".

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