“Ogni giorno da Frosinone a Roma per lavorare come insegnante a chiamata: a settembre non so che fine farò”

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"Da Frosinone a Roma ogni giorno per lavorare come insegnante a chiamata. Cosa farò da settembre? Non lo so ancora. Ci hanno detto che noi Mad siamo state un errore e vogliono buttarci via così. Mi inventerò qualcosa, non so ancora cosa. E incrocio le dita". A parlare a Fanpage.it è Chiara che laora come insegnante Mad, letteralmente Messa a disposizione per il Comune di Roma. "Ogni giorno da sei anni ho dato la mia disponibilità a lavorare a scuola. Ogni giorno è una scuola diversa, classi diverse, bambini diversi – spiega – Ogni giorno in treno, andata e ritorno, nonostante gli scioperi sempre presente e sempre con il telefono in mano in attesa di questa chiamata per scoprire dove lavorerò il giorno dopo o il giorno stesso".
La storia di Chiara, da Frosinone a Roma tutti i giorni per lavorare come insegnante a chiamata
La storia di Chiara non è così diversa da quelle di tante altre insegnanti a chiamata che lavorano a Roma e che, dopo anni, si trovano a dover fare i conti con le nuove direttive e la nuova graduatoria, da cui le Mad sono state escluse, in vigore dal prossimo settembre. Valeria si è trasferita da Napoli per poter continuare come insegnante a chiamata. Daniela ogni giorno parte alle 4.30 dal suo Comune in provincia di Caserta e torna a casa non prima delle 20. Barbara, infine, rischia di restare a casa senza lavoro a 48 anni e con tre figli, dopo sette di insegnamento come Mad.
"Ci svegliamo prestissimo ogni giorno, perché sappiamo che alle 7 potrebbe arrivare la telefonata che ci comunica delle assenze o di scuole in difficoltà. Questo significa dover partire subito. E una nuova giornata di lavoro – spiega Chiara – Soltanto in alcuni casi le telefonate arrivano il giorno prima: anche quella può essere considerata una fortuna. In altri casi, soprattutto chi arriva da più lontano, c'è chi addirittura raggiunge Roma Termini e poi aspetta direttamente in stazione la telefonata che potrà cambiare la loro giornata".
La protesta delle Mad a Roma: "Noi non siamo un errore"
Negli scorsi giorni, come spiegato direttamente dalle Mad a Fanpage.it, è in corso la protesta e molte classi rischiano di restare senza personale. "In questo periodo di mobilitazione, noi Mad non stiamo dando disponibilità. Che, tradotto, vuol dire che non rispondiamo alle chiamate. Nessuno copre le assenze. Ma questo, d'altra parte, significa anche che noi restiamo a casa senza stipendio", spiega.
"Le prospettive per il futuro? Scoprire di essere fuori dalle graduatorie è stata una doccia fredda. Onestamente non so cosa potrei fare. Per adesso riprovo a mandare il curriculum e vedo se qualche asilo privato ha bisogno – ipotizza – Forse andrò a fare dei concorsi al nord, potrei provare a trasferirmi, forse è l'unica soluzione. Ma anche dopo il concorso non è detto che si venga assunte subito", precisa ancora Chiara.
"Ma io posso permettermelo perché ho una quarantina d'anni. Lavoro con colleghe molto più grande di me, magari con famiglia e figli. Per loro è più complicato fare i bagagli e partire per andare a vivere altrove. Alcune non lo escludono. Dicono che in caso inizieranno col trasferirsi loro, poi si faranno raggiungere dai figli. Ma è sicuramente un forte sacrificio. E trovo assurda l'idea di trovarsi in queste condizioni, calcolando che a settembre senza così tante colleghe Mad, la scuola rischia anche di non riaprire", conclude poi.
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