“Faccio l’insegnante a chiamata a Roma da 7 anni: ora il Campidoglio ci butta fuori dagli asili”: la storia di Barbara

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"Ho 48 anni e tre figli, da sette anni sono una Mad e lavoro a chiamata. Ora ci vogliono togliere anche il nostro lavoro precario. Era un lavoro complicato, con tutte i difetti del precariato, ma era il nostro lavoro e ci serviva per vivere". A parlare a Fanpage.it è Barbara, un'insegnante precaria di Roma. Anche lei, come altre centinaia di insegnanti precari lavora come Mad, messa a disposizione: quando c'è bisogno di loro, sono i municipi a chiamare per coprire ruoli mancanti in classe, negli asili nidi e nelle scuole dell'infanzia.
"Dopo anni di servizio, in cui abbiamo dato tutte noi stesse e abbiamo garantito l'apertura degli asili nido, soprattutto durante il periodo estivo ma non solo, ci vogliono buttare via perché manchiamo di requisiti. Per questo oggi ci troviamo a protestare per difendere un posto di lavoro precario, quando la prospettiva è quella di restare anche senza quello". Barbara, con molte altre Mad, oggi pomeriggio si troverà in Campidoglio per un presidio organizzato dal Sindacato Generale di Base.
Il lavoro della Mad a rischio: "Non siamo state inserite nelle nuove graduatorie delle supplenze"
Negli ultimi anni il sistema basato sulla messa a disposizione delle e degli insegnati precari è stato fondamentale per sostenere il sistema degli asili nido e della scuole dell'infanzia. "Dal 2019 i nostri contratti non sono stati mai sporadici: si inizia con sostituzioni giornaliere e poi si continua, spesso con contratti più o meno continuativi. Nel mio caso, ad esempio, lo scorso anno sono riuscita persino ad ottenere degli incarichi – spiega Barbara – Da una modalità per sopperire alle assenze in stato emergenziale, alle Mad è stato richiesto sempre più impegno e responsabilità. Non solo sostituiamo persone assenti, in malattia, in gravidanza o per altri motivi, ma siamo noi a occupare i vuoti di organico per garantire il miglior servizio possibile ai bambini e alle loro famiglie".
Barbara all'inizio era nelle liste per il nido, poi vista la laurea affine è stata trasferita a lavorare nelle scuole dell'infanzia. "Stavo anche per laurearmi in magistrale, ma con la vita che faccio da precaria e la mole di lavoro è stato impossibile", aggiunge.
Le nuove graduatorie per nidi e scuole dell'infanzia: "Noi totalmente escluse"
Dopo anni di chiamate da parte del municipio per prestazioni a chiamata, il 12 settembre sembrava fosse arrivata la svolta: "Dopo il rientro a scuola è stata emanata una circolare con indicazione operative a tutti i municipi che hanno ricevuto nuove direttive su come comportarsi con le priorità di chiamata: chi chiamare prima e secondo quali criteri, chi chiamare dopo – continua a spiegare Barbara – Io improvvisamente supero altre colleghe che in graduatoria erano sempre state più alte di me. Ci abbiamo creduto, pensavamo che anche per noi sarebbe arrivato il grande salto. Invece sono state create le GCS, letteralmente Graduatoria Capitolina per le Supplenze per la Scuola dell'Infanzia. Dove noi mad non siamo contemplate".
Il problema, però, è che in queste nuove graduatorie, nonostante venga garantito l'accesso a chi si trova già in graduatoria per gli asili nido, sono escluse le Mad. "E dal Campidoglio ci hanno messo le une contro le altre, ma soltanto insieme possiamo ottenere qualcosa. Vuoi tutelare le altre insegnanti in graduatoria? Giustissimo. Ma perché escludere noi?", si chiede Barbara e come lei tante altre Mad.
"Da anni ci occupiamo di incarichi di integrazione, soprattutto in presenza di bimbi con disabilità. E non siamo esentate dalle altre attività: abbiamo gli obblighi di ogni altra insegnante, dalle riunioni con i genitori ai consigli di classe, dalla formazione costante ai corsi di aggiornamento, oltre alle ore in classe. Ho seicento ore di lavoro, ma non me ne faccio un cruccio. L'ingresso nelle scuole, però, deve essere garantito a chiunque".
Le previsioni per settembre: "Senza di noi il sistema scuola crolla"
Le mad sono insegnanti già formate con molti anni di esperienza: "Escluderle dalle graduatorie rappresenta un rischio concreto per la stabilità del sistema scolastico – è il commento di Cinzia Conti RSU di Roma Capitale diffuso un comunicato da Sindacato Generale di Base – Con una carenza organica ormai strutturale, privare le scuole di queste professionalità significa condannare gli istituti al caos già dal prossimo settembre 2026, a danno non solo delle lavoratrici, ma dei bambini, delle bambine e delle loro famiglie". Una opinione diffusa soprattutto fra chi fa questo mestiere.
"Ho lavorato sempre costantemente e con impegno e come me tante altre colleghe – aggiunge Barbara – Noi chiedevamo solo di essere regolamentate, però c'era bastato. Andava bene anche il lavoro precario, purché fosse lavoro garantito e dignitoso. Nonostante tutte le difficoltà che il precariato porta con sé". Oggi Barbata parteciperò al presidio in Campidoglio con un libro sulle api: "Perché la scuola funziona proprio come un alveare dove ognuno sa quale è il suo compito e lo svolge con coscienza e serietà. E questa è soltanto la prima protesta. Sono state proprio le colleghe di ruolo a dircelo: Fate lo sciopero perché se mancate voi Mad possiamo anche chiudere – riporta ancora Barbara – Se il Comune di Roma vuole davvero bene ai suoi servizi, non può dimenticarsi di noi. Eliminarci dalle graduatorie, invece, rappresenta una storia di discriminazione e sfruttamento al lavoro".
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