Stadio della Roma a Pietralata, dal Tar via libera ai tagli degli alberi ma non su tutta l’area

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Lo schema del progetto per il nuovo stadio della Roma a Pietralata (da Roma Capitale)
Respinto il ricorso dei comitati contro i tagli preliminari agli scavi per il nuovo stadio della Roma, ma solo su una particella catastale. I residenti annunciano ricorso al Consiglio di Stato.

Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato da vari comitati locali contro l'abbattimento di 26 alberi nell'area di Pietralata dove dovrebbe sorgere il nuovo stadio della Roma. L'autorizzazione rilasciata dal Campidoglio è stata ritenuta legittima è rappresenta un passo avanti nella vicenda amministrativa che dovrebbe portare all'inizio dei cantieri dell'impianto sportivo, ma è solo un piccolo tassello e non significa che sia stata scritta la parola ‘Fine' sulla diatriba che vede contrapposti Roma Capitale e la società giallorossa da una parte e i comitati di cittadini contrari all'opera dall'altra.

Valida l'autorizzazione a 26 tagli

Il taglio in questione è preliminare non all'avvio dei lavori – per cui ci sono ancora vari passaggi istituzionali da fare – ma alla realizzazione delle trincee per effettuare gli scavi archeologici, le indagini geognostiche e ambientali: tutti studi necessari prima di arrivare alla Conferenza dei servizi decisoria. Nonostante le rimostranze dei comitati sulle caratteristiche ambientali meritevoli di tutela rafforzata dell'area, l'autorizzazione che ha consentito l'abbattimento di 26 tagli, di cui 12 già eseguiti, è valida.

Una vittoria per Comune e AS Roma, ma piccola. Il tribunale amministrativo non si è espresso sulla validità amministrativa dei tagli su tutta l'area di Pietralata, ma solo quelli eseguiti su una singola particella catastale. I 12 alberi abbattuti insistevano sulla particella 95 del foglio 601, mentre i restanti 14 sono ancora in piedi sulle particelle 89 e 287. Su questi è ancora in corso un valutazione del dipartimento di tutela ambientale, in quanto fanno parte delle zone che, come dichiarato anche dall'agronomo assunto dall'Amministrazione, presentano aree boscate.

Il comitato contro lo stadio: "Non presi in considerazione gli abbattimenti da noi contestati"

Il ricorso è caduto sia perché le altre particelle indicate dal provvedimento di autorizzazione non sono di interesse ambientale, ma anche perché in quelle che invece lo sono – la 89 e la 287 – non sono stati eseguiti tagli. Una sentenza che preannuncia una battaglia legale che proseguirà palmo a palmo, con ricorsi e appelli su ogni angolo di terreno. "I tagli effettuati ad aprile sulla particella 92 (una di quelle di interesse ambientale, ndr) da noi impugnati hanno distrutto 5000 mq di area boscata certificata da perizia e atto prodromico comunale, ma non vengono trattati nella sentenza", scrivono dal comitato ‘Sì al Parco Sì all'Ospedale No allo Stadio', "si costruisce così una valutazione parziale che prende in considerazione interventi su aree non boscate, mentre si omettono quelli avvenuti su aree riconosciute come boscate"

Inoltre il Tar ha respinto l’eccezione di Campidoglio e società che contestavano una presunta mancanza di legittimazione dei ricorrenti, ovvero comitati, associazioni e singoli cittadini. Questi, sostengono i giudici, hanno diritto di agire in sede di giustizia amministrativa per tutelare interessi ambientali. Sulla particella 95 sono stati sconfitti, ma hanno già annunciato che ricorreranno in Consiglio di Stato.

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