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Stadio della Roma, la Soprintendenza rinvia il parere: chiesti nuovi scavi archeologici a Pietralata

La Soprintendenza archeologica non dà ancora il via libera al progetto e chiede di approfondire le indagini sulla domus e sulla cisterna romane. Arriva invece l’ok sull’impatto acustico.
Il profilo del nuovo stadio della Roma nel render presentato dalla società giallorossa (Da Roma Capitale)
Il profilo del nuovo stadio della Roma nel render presentato dalla società giallorossa (Da Roma Capitale)

Il provvedimento autorizzativo unico per il nuovo stadio della Roma a Pietralata va avanti e sul sito del Comune si affollano le risposte dei vari enti che partecipano alla conferenza dei servizi decisoria. Pochi, però, sono i veri e propri pareri, mentre in molti hanno inviato "richieste di integrazione documentale". Fra questi c'è la Soprintendenza, che con una comunicazione datata 19 giugno ha richiesto – ribadendo quanto già comunicato a dicembre – alla società giallorossa di proseguire le indagini archeologiche e anche di estenderle rispetto a quanto finora programmato.

Nessun parere, chiesto di proseguire gli scavi

Nessun parere, quindi, né favorevole né contrario, ma al Ministero della Cultura vogliono vederci chiaro. Nella comunicazione, firmata dal funzionario archeologo responsabile Fabrizio Santi e dal funzionario architetto responsabile Barbara Buonomo, si fa riferimento in particolare a due manufatti d'epoca romana trovati nell'area intorno a via dei Monti di Pietralata dove dovrebbe sorgere la nuova casa giallorossa: i resti di un'antica villa e una cisterna. Sono alcuni dei 60 reperti trovati nelle indagini nell'area di progetto e in una fascia di sicurezza di 250 metri.

Indagini su una domus e una cisterna d'epoca romana

Per quanto riguarda la domus, la Soprintendenza "ritiene indispensabile che il suddetto complesso venga riportato in luce, eventuali stratigrafie antiche ancora presenti vengano indagate e che la documentazione venga aggiornata, anche a livello grafico e fotografico, con l’ausilio delle moderne tecnologie". Nelle particelle catastali interessate, secondo il progetto dello studio britannico Populous, dovrebbe sorgere una grande rampa di accesso allo stadio con le relative opere di fondamento, per cui, ribadisce la Soprintendenza, "dovranno essere adottate inoltre adeguate misure di tutela a protezione dei resti".

Inoltre, per avere il parere favorevole della Soprintendenza, i tecnici assunti dalla società giallorossa dovranno realizzare nuove trincee di scavo nello spazio compreso fra la domus, i resti dell'antica strada romana e la cisterna che si trova sotto dove dovrebbe sorgere la curva nord dell'impianto e che dovrebbe essere musealizzata. L'area, infatti, "non è stata in precedenza oggetto di indagini" ed è ritenuta di "elevato potenziale" e "alto rischio archeologico".

Più sbrigativa la Sovrintendenza Capitolina, che si occupa dei beni archeologici e culturali di proprietà del Comune e ha espresso parere favorevole al progetto in quanto "la cisterna emersa durante gli scavi verrà valorizzata attraverso il mantenimento della sua posizione originaria e l’integrazione nel disegno complessivo dell’intervento, con misure di tutela e fruizione che ne consentano la conservazione e la leggibilità".

Nel riquadro la cisterna romana, posizionata sotto la curva nord (Da Roma Capitale)
Nel riquadro la cisterna romana, posizionata sotto la curva nord (Da Roma Capitale)

Stadio della Roma, via libera sull'impatto acustico

Da quando il commissario straordinario del governo, Massimo Sessa, ha emesso un decreto che riduce i tempi massimi del provvedimento autorizzatorio unico regionale a 90 giorni sulla base del carattere "strategico nazionale" dell'opera in vista degli Europei maschili di calcio nel 2032, anche altri soggetti hanno richiesto ulteriori documenti prima di esprimersi. RomaNatura, l'ente regionale gestore delle aree naturali protette della Capitale, ha chiesto una "puntuale individuazione delle aree di impianto delle essenze arboree ed arbustive di compensazione, con specifico riferimento alle soluzioni progettuali previste presso il Parco Regionale Urbano di Aguzzano, nonché la definizione delle modalità tecniche di attecchimento, sviluppo e stabilizzazione dell’apparato radicale, coerentemente con le finalità di riequilibrio ecologico e funzionale dell’intervento".

Rete ferroviaria italiana è proprietaria di alcune strutture adiacenti e anche Areti e alcuni uffici dell'Asl Roma 2 negli ultimi giorni hanno chiesto ulteriori approfondimenti per quanto di loro competenza. Mentre è arrivato il parere favorevole del Dipartimento di Prevenzione e Risanamento degli Inquinamenti Ambientali in merito all'impatto acustico del nuovo stadio.

Molti di queste osservazioni e pareri si intrecceranno e sovrapporranno rendendo non semplice il compito di districare le competenze. Ma entro il 31 luglio la Conferenza dei servizi dovrà essere a buon punto. La Federazione italiana giuoco calcio potrà così valutare se inserire o meno a il nuovo stadio della Roma nella rosa di stadi da presentare alla Uefa. Qui la scadenza è a ottobre. La corsa verso Euro 2032 continua.

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