Emma Marrone non sei sola su quel palco, noi siamo con te
Cara Emma Marrone, noi non ti lasciamo sola contro chi ti insulta. Su quel palco c'eri tu ma c'era anche l'Italia migliore, quella che apre i porti perché ragiona a pensieri spalancati. L'Italia degli insegnanti, dei fratelli Cervi, l'Italia dei più giovani a cui le differenze di colore della pelle fanno lo stesso effetto della vita che moltiplica se stessa. Un continuo arricchirsi.
Recesso della caparra confirmatoria e contratto plurilaterale
Cassazione 31.1.2019 n. 2969 L'azione diretta all'accertamento della legittimità del recesso ex art. 1385 cc implica l'accertamento della inefficacia del contratto, producendo un effetto analogo alla risoluzione per inadempimento (ossia la sopravvenuta inefficacia del contratto e la conseguente eliminazione del rapporto giuridico) ove tale accertamento coinvolga più parti, sussiste il litisconsorzio necessario tra tutti i contraenti ex art. 102 cpc
"Minoritarizzazione linguistica": quando nel mondo virtuale si perde la propria lingua
La notizia allarmata viene dall'Islanda: l'islandese è sempre meno usato, in favore dell'inglese. E fra le nuove cause c'è il suo essere tagliato fuori dal mondo digitale: ad esempio Facebook parla male in islandese, Siri non lo parla. Le nuove generazioni optano quindi per un uso dell'inglese che trabocca anche nelle interazioni di persona, a discapito della lingua madre. Qual è il problema generale? E l'italiano corre rischi simili?
Chi ha paura di Bella Ciao? La storia del canto che terrorizza Salvini
Non è "Fischia il vento", non è il "Sol dell'Avvenire", non è "Bandiera rossa". Insieme a "Volare", "Bella Ciao" è il canto popolare italiano più famoso al mondo. La sua origine risale ai canti delle mondine padane, e non è mai stato un inno comunista, ma di tutta l'Italia liberata. È solo una canzone, eppure fa uscire dai gangheri il Ministro Salvini.
Alfonso Bonafede, il ministro invisibile
Il ministro della Giustizia Bonafede dà vita a uno spettacolo davvero poco edificante dalla Gruber. Si contraddice, accampa scusanti poco credibili e sul caso Diciotti propone una ricostruzione dei fatti assolutamente illegale e parla degli altri  ministri come se lui fosse capitato lì per caso.
Prima l'anoressia, poi il tumore: la battaglia di Celeste che è viva e vuole vivere
“Quando io ne avevo dodici, mio cugino di otto anni è morto in pochi mesi per un tumore cerebrale maligno. Mia zia paterna, dopo la morte di sua figlia tredicenne, si lasciò morire rifiutando le cure per la sua malattia. In questo momento di tragedie concentrate ho scoperto di avere un idrocefalo."
Perché parlate sempre di migranti?
Perché parlate sempre di migranti? È questa l'accusa che più spesso ci sentiamo rivolgere negli ultimi mesi e che lentamente ha preso il posto dei grandi classici “chi vi paga?” e “perché non li portate a casa vostra?” E non è una questione di poco conto, perché a essa è legata una mutata percezione della realtà, per cui chi si interessa di migranti è automaticamente "contro gli italiani".
Il coraggio della famiglia Baio: "Abbiamo denunciato la mafia, ora ci sfrattano"
Questa è la storia infinita della famiglia Baio e di Jvan, un uomo che non vuole abbassare la testa, che vuole lottare per i propri diritti, che vuole che la verità emerga e che oggi desidera avere un posto di lavoro. Sono vittime di mafia perché hanno avuto il coraggio di denunciare. La famiglia Baio con tre minori, deve lasciare immediatamente la casa per due mensilità non pagate, nonostante il contratto della Caritas diocesana. Ma la famiglia Baio non si ferma. Ha fiducia nella buona giustizia e il coraggio di non arrendersi mai.
Rispondere con i fatti
A Sandro Ruotolo è stata tolta la scorta. Se queste condizioni dovessero essere confermate nel vertice di domani Sandro non potrà più mettere piede in alcune zone d'Italia. Una decisione scellerata che non gli consentirà di poter continuare il proprio lavoro.
I giovani infelici: da Nord a Sud l'Italia è davvero unita, ma nel picchiare i bambini
Dall'omicidio di un bambino di 7 anni a Cardito, in provincia di Napoli, ai maltrattamenti in un asilo di Torino nei confronti di minori lasciati al freddo e senza cibo. Ogni giorno la cronaca ci consegna episodi di violenza gravissima sui bambini, ma non c'è solo quella. Perché l'infanzia è un tema completamente fuori dai radar del dibattito pubblico e della politica.