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Termovalorizzatore Santa Palomba, il Tar non ferma i lavori per i resti archeologici: nuova udienza a novembre

Respinta la sospensiva chiesta dai comitati contrari al termovalorizzatore di Roma. I lavori sono già fermi nell’area dei resti archeologici. Il ricorso sarà discusso nel merito il 4 novembre.
Il sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri, posa la prima pietra (Foto da Facebook: Svetlana Celli)
Il sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri, posa la prima pietra (Foto da Facebook: Svetlana Celli)

Il cantiere per il termovalorizzatore di Santa Palomba per ora non si fermerà. Lo ha stabilito il tribunale amministrativo regionale del Lazio, che ieri lunedì 20 luglio ha rigettato la sospensiva richiesta dai comitati contrari all'opera sulla base dei ritrovamenti archeologici nell'area e dell'interessamento del tracciato idrogeologico. Fra le motivazioni del Tar c'è anche il fatto che, come spiegato da RenewRome (società di progetto controllata da Acea), "i lavori sono già stati sospesi con riferimento alla porzione di terreno interessata dal rinvenimento del basolato", che si ritiene essere parte di un'antica strada romana. L'udienza sul merito della richiesta che contesta il provvedimento con cui è stato autorizato l'avvio dei lavori è stata fissata per il prossimo 4 novembre.

Nessuna sospensione per il cantiere del termovalorizzatore

I lavori proseguono, quindi, tranne che nella zona, definita da RenewRome "molto limitata e perimetrale", dove sono stati trovati elementi archeologici su cui ora la Soprintendenza dovrà effettuare ulteriori rilievi. Resta in piedi l'ordinanza del 16 gennaio scorso in cui Roberto Gualtieri, in qualità di commissario straordinario per il Giubileo, ha dato l'ok definitivo sul progetto di realizzazione dell'impianto, anche chiamato ‘Parco delle risorse circolari', nell'ambito del provvedimento autorizzatorio unico regionale.

Il tar ha respinto la richiesta di sospensione cautelare avanzata, tra gli altri, da "Vas-Aps Onlus, dal Comitato Non Riconosciuto No Inceneritore A Santa Palomba (con il suo portavoce Alessandro Lepidini), dal Comitato Uniti per la Salvaguardia del Territorio-U.s.t. a.p.s. e dal Comitato per Le Future Generazioni Odv, dal Comitato di Quartiere di Santa Palomba e dall'Associazione Culturale Contro Tutte Le Nocività".

Il Tar: "Non è necessario sospendere i lavori fino al 4 novembre"

Non è un via libera definitivo da parte del tar. Per il momento il tribunale ha sentenziato di non sospendere i lavori, ritenendo che non ci sia il rischio di un danno grave e irreparabile prima dell’udienza del 4 novembre 2026, quando il ricorso sarà esaminato nel merito. I giudici hanno sottolineato che la possibilità di trovare reperti archeologici era già stata valutata durante l’iter autorizzativo e che gli interventi sono stati fermati nella porzione di terreno in cui è emerso il basolato. La Sovrintendenza, incaricata della tutela archeologica, è inoltre già intervenuta sul posto, mentre dagli atti non risultano prove concrete di problemi urgenti per la funzionalità idraulica del vicino fosso della Cancelliera. La decisione, dunque, non stabilisce ancora se il ricorso sia fondato, ma esclude per il momento la necessità di bloccare il cantiere.

Comitati: "Nostra istanza respinta ma la lotta non è finita"

Una sconfitta ma solo a metà per i comitati. "L’odierna ordinanza del TAR che respinge la nostra istanza cautelare – scrive in un comunicato l'Unione dei Comitati contro l'inceneritore – conferma che la sospensione dei lavori in relazione alla porzione di terreno interessata dal basolato è stata già disposta con la conseguenza che, poiché l’ordinanza non ha tenuto conto dei nuovi rilevanti ritrovamenti, è da ritenere che la sospensione abbia quindi riguardato anche le altre aree centrali interessate dagli stessi". Per continuare la lotta, annunciano anche lo spostamento del presidio, finora posizionato davanti al cantiere, "presso una sede politica affinché sia realizzata la tutela costituzionale stabilita dal principio fondamentale sancito all’articolo 9 che impegna la Repubblica a tutelare il patrimonio archeologico". Il prossimo 31 luglio saranno in corteo "per manifestare contro l'inceneritore e per il rilanciare con forza il parco archeologico ‘Ettore Ronconi'".

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