Il piano caldo del Campidoglio per Roma: 50 milioni per rifugi climatici, alberi e quartieri più freschi

Al termine di una lunga serie di giornate bollino rosso, Roma Capitale ha presentato oggi, giovedì 2 luglio, il primo ‘Piano Caldo'. Un programma di piantumazione di alberi, rimozione dell'asfalto, creazione di ombreggiature e rifugi climatici da 50 milioni di euro in cinque anni con l'obiettivo di diminuire l’impatto del caldo nei quartieri – in particolare nella zona est -, aiutare i soggetti più vulnerabili, contrastare il fenomeno dell'isola di calore urbana e avere spazi pubblici più freschi e vivibili in tempo di riscaldamento globale. "La maggiore frequenza e intensità delle ondate di calore non è più un’eccezione, bensì la regola in tutto il mondo – ha commentato il sindaco Roberto Gualtieri durante la presentazione -. Siamo la prima città in Italia a presentare una vera e propria strategia per ridurre l’impatto del caldo, e abbiamo deciso di farlo perché non possiamo rimanere fermi di fronte a impatti che rischiano di mettere in crisi le infrastrutture primarie, la vivibilità urbana e che incidono maggiormente proprio nei confronti delle persone più vulnerabili". Nel documento presentato si fa, infatti, riferimento al concetto di cooling poverty, povertà di raffrescamento, che interessa maggiormente le persone con redditi bassi, che abitano in alloggi con scarso isolamento termico e non dispongono di sistemi di raffrescamento, e che, perciò, hanno meno possibilità di difendersi.

Il 2025 di Roma, il terzo anno più caldo da oltre trent'anni
La redazione del piano parte dai dati contenuti del report di monitoraggio climatico realizzato con il supporto scientifico del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC). Il 2025 è stato il terzo anno più caldo dal 1991. Più in alto sul podio troviamo il 2024 e il 2022. Lo scorso anno è stato anche il quinto per numero di calore da quando si registra il dato. Non si è registrato, invece, neanche un giorno di gelo, eventi ormai persi nella memoria dei romani. Sono state 101 le notti tropicali, ovvero in cui la temperatura non mai scesa sotto i 20 gradi. Il riscaldamento tocca anche il mar Tirreno, la cui temperatura media è quasi un grado più calda (+0,85°) rispetto al periodo 1991-2020. Numeri chiari e preoccupanti che chiedono interventi immediati e di lungo termine.
Una rete dei rifugi climatici per resistere al caldo
Il Piano Caldo è stato redatto "per essere pronti ad affrontare ondate di calore come quelle sofferte in questi giorni, quelle che dovremo aspettarci nei prossimi anni", spiegano dal Campidoglio. La misura più immediata è la creazione di una mappa online, attraverso l'app GeoRoma e il sito romaperilclima.it, delle rete di rifugi climatici, luoghi pubblici e gratuiti, aperti o al chiuso, in cui poter trovare un po' di ristoro nelle giornate più torride. Con il Piano Caldo, l'obiettivo è allargare la rete, cominciando dai quartieri più cementificati e vulnerabili. In particolare, nel quadrante Est della Capitale, che da i rilievi risulta il più colpito dal fenomeno dell'isola di calore urbana. A Centocelle, in piazza dei Gerani, sorgerà a breve un rifugio fito-bioclimatico: una struttura con piante rampicanti e un nebulizzatore.

Come sottolineato dall'assessora al Sociale, Barbara Funari, il provvedimento ha un occhio di riguardo per i soggetti più fragili. Saranno potenziati servizi già attivi come i centri servizi diurni, a cui accedere mediante numero verde o grazie alle diverse unità di strada, e le stazioni di posta, ossia centri di accoglienza multifunzionali, situate in immobili comunali e gestiti da Enti del Terzo Settore e sulle 4 tensostrutture lasciate in eredità dal Giubileo. Incrementati anche i servizi di consegna pasti a domicilio, screening gratuiti nel circuito Farmacap, ingressi gratuiti in 18 piscine comunali, i soggiorni gratuiti in spiaggia, i centri estivi per minori, l'assistenza della Protezione Civile nei momenti di emergenza climatica.
Piantumazioni e depavimentazione nei quartieri
Il piano per aiutare Roma a fronteggiare il caldo passa anche da un intervento sulla forma e l'aspetto della città. All'assessora all'Ambiente, Sabrina Alfonsi, è toccato il compito di presentare i risultati finora raggiunti sul verde urbano, aspetto cruciale nella lotta al fenomeno dell'isola di calore. Dal 2022 a Roma ci sono 38mila alberi in più e centinaia di migliaia di piantumazioni sono in programma su tutto il territorio. Aumentate di 187 ettari anche le aree verdi, fra nuovi parchi, zone attrezzate e i parchi d'affaccio sul Tevere. Oltre 44mila metri quadri di terreno sono stati depavimentati e resi permeabili.
Dal 2022 il patrimonio arboreo di Roma è già aumentato di 38mila alberi e sono in corso o previste centinaia di migliaia di piantumazioni grazie agli interventi realizzati dal Dipartimento Ambiente, dai Municipi e con fondi Pnrr. Inoltre, dal 2021 sono aumentate di 187 ettari (+4,56%) le aree verdi, attraverso la creazione di nuovi parchi, l’apertura di nuove aree verdi attrezzate nei quartieri, la realizzazione di 5 nuovi parchi d’affaccio lungo il Tevere. Nei prossimi cinque anni l'amministrazione si prefigge di investire 50 milioni di euro in questo senso, seguendo 10 linee d'azione e 30 misure concrete che passeranno anche dall'edilizia. L'assessore all'Urbanistica, Maurizio Veloccia, ha ricordato come nel Regolamento Edilizio di Roma Capitale siano stati introdotti rigidi criteri di sostenibilità sulle nuove costruzioni.
"Ridurre il caldo nelle città è possibile – ha aggiunto Gualtieri -: nelle strade o piazze oggi asfaltate si possono ridurre le temperature percepite anche di 10 gradi, con interventi di depavimentazione, messa a dimora di alberi e creazione di spazi ombreggiati e irrigati. In questi anni abbiamo già realizzato interventi di forestazione urbana e depavimentazione senza precedenti nella storia della città, abbiamo rafforzato i servizi sociali durante i periodi estivi per gli anziani, le persone che vivono sole, per i senza dimora e riscritto il nostro regolamento edilizio per rendere obbligatori criteri di adattamento climatico. Con questo piano presentiamo la visione del cambiamento necessario per dare continuità a questi interventi e adattare gli spazi della città al nuovo scenario climatico per garantire che siano sicuri e vivibili per tutti", ha concluso il sindaco.
Aria condizionata in asili e centri anziani
L'impegno del Comune passerà anche da un intervento per aumentare la presenza di sistemi di raffrescamento nelle scuole pubbliche, a partire da quelle dell'infanzia e dagli asili nido, che rimangono aperti anche nei mesi di giugno e luglio. Al momento sono 150 gli edifici in cui è presente l'aria condizionata o impianti simili e già nel Piano ‘Scuole Verdi' sono inseriti 6 milioni di euro per farla arrivare in tutte le scuole da 0 a 6 anni entro il 2027. Entro lo stesso anno è prevista l'installazione di pompe di calore anche in 12 centri anziani, che si andranno ad aggiungere ai 127 in cui ci sono già.
Ulteriori dettagli del piano saranno rivelati più avanti e in fase di discussione nelle commissioni. Nel frattempo si aprirà un "percorso di informazione, approfondimento e consultazione pubblica", per coinvolgere i cittadini e gli altri enti del territorio fra cui Municipi, università, enti di ricerca e associazioni. L'approccio dichiarato dal Campidoglio è basato su cura delle persone, equità sociale e territoriale, approccio scientifico e misurabile, resilienza della comunità cittadina. "Sono valori che orientano le scelte, perché che gli impatti del caldo non sono distribuiti in modo uniforme: cambiano a seconda dell’età, della salute, della condizione abitativa, del quartiere in cui si vive, della possibilità o meno di accedere a spazi verdi, acqua, ombra e luoghi raffrescati". Il lavoro non si fermerà neanche dopo l’approvazione definitiva in Assemblea Capitolina. Il monitoraggio continuo dei dati verrà restituito alla città ogni cinque anni, per verificare i risultati e aggiornare gli interventi.