Gualtieri posa la prima pietra del termovalorizzatore di Santa Palomba: “Sarà il più avanzato d’Europa”

"Una giornata storica". Così il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha definito la posa della prima pietra che segna l'avvio dei lavori per il nuovo termovalorizzatore a Santa Palomba. Forse il passo più importante nella realizzazione dell'impianto che promette di garantire alla Capitale l'indipendenza nella gestione dei rifiuti e contemporaneamente la produzione di energia termica ed elettrica per circa 200mila famiglie in un anno. "Un'opera strategica e fondamentale, attesa da molti anni", ha aggiunto Gualtieri. Critiche, però, arrivano dal Movimento 5 Stelle: "Con il sostegno del governo Meloni e della regione Lazio, oggi è stata posta la prima pietra di uno scempio, di un’enorme bugia speculativa raccontata come una scelta green", dichiara il capogruppo al consiglio regionale Adriano Zuccalà. Fuori dal cantiere si sono riuniti i comitati contrari all'impianto: "Quando il verminaio che c'è qui verrà alla luce, non si salverà nessuno", gridano al megafono mentre dentro si taglia il nastro.
Termovalorizzatore operativo a settembre 2029
All'apertura del cantiere, che dovrebbe arrivare a compimento entro settembre 2029, hanno partecipato anche l'amministratore delegato di Acea Fabrizio Palermo, Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti, la Presidente di Acea Barbara Marinali e Barbara Maccioni, Amministratrice delegata di RenewRome, la società di progetto costituita da Acea Ambiente, Suez Italy, Kanadevia Inova, Vianini Lavori e RMB e che gestirà l'impianto.

Il nome ufficiale sarà Parco delle Risorse Circolari. Realizzato con un investimento complessivo da un miliardo di euro, dovrebbe ospitare anche un impianto fotovoltaico, una rete di teleriscaldamento e un sistema sperimentale per la cattura dell'anidride carbonica. Ma anche un'area dedicata a sale per la ricerca, coworking, una serra sperimentale e una torre panoramica. "Il termovalorizzatore di Santa Palomba sarà l’impianto più moderno e avanzato d’Europa – ha aggiunto Gualtieri -. Con il termovalorizzatore la Capitale non dipenderà più da discariche o da impianti situati altrove, in Italia e all’estero, superando definitivamente una condizione che per troppo tempo ha prodotto costi economici e ambientali inaccettabili e insostenibili".
Gualtieri: "Sarà sicuro e non inquinante"
Non solo una scelta economica. Secondo Gualtieri, il termovalorizzatore sarà anche "un impianto ultra sicuro, non inquinante, costantemente monitorato, dotato delle tecnologie più avanzate oggi disponibili e costruito secondo standard ambientali ancora più rigorosi rispetto a quelli previsti dalla normativa europea, così da garantire il massimo livello di tutela ambientale". Da progetto, le emissioni dovrebbero essere inferiori ai limiti europei e produzione di anidride carbonica ottanta volte inferiore rispetto alle discariche ed emissioni di polveri fino a 10mila volte inferiori rispetto a una strada di Roma nell'ora di punta.

Zuccalà (M5S): "Niente di ambientalista in questo impianto"
"Arriviamo a questo risultato dopo un percorso lungo e complesso, affrontato con determinazione, senso di responsabilità e spirito di collaborazione istituzionale", ha proseguito il sindaco. Ma non tutti esultano. "Gualtieri non soltanto ha il coraggio di parlare di scelta ambientalista, ma anche di ampio consenso – commenta il consigliere regionale pentastellato Adriano Zuccalà -. Sono anni che i sindaci, le associazioni e i comitati manifestano contro il progetto dell’inceneritore di Santa Palomba, sono anni che si raccolgono firme e si inviano esposti e ricorsi. Il commissario Gualtieri non ha mai avuto la decenza, o forse il coraggio, di incontrarli, e oggi si permette di parlare di ampio consenso, facendosi beffa dei territori coinvolti, delle istituzioni che li rappresentano e dell’intera cittadinanza. Cosa c’è di ambientalista in un impianto che brucia il tal quale, che svuota le falde idriche già sofferenti, che inquina terra e aria? Un impianto pensato per il Giubileo, che doveva essere pronto per il 2026 e di cui, forse, vedremo l’apertura nel 2030: la lobby della monnezza ringrazia il suo sindaco, e lui finge di non sentire il grido di rabbia dei territori".
Azione: "Ora procedere spediti verso la realizzazione"
Sostegno all'operato dell'amministrazione, invece, da parte di Azione: "Finalmente parte un'opera strategica per la città che chiuderà il ciclo dei rifiuti e renderà la Capitale più moderna al pari delle altre città europee, evitando i viaggi della monnezza che hanno costi ambientali ed economici elevati – dichiarano il segretario romano, Alessio D'Amato e i consiglieri comunali Flavia De Gregorio e Antonio De Santis -. Il termovalorizzatore di Roma era nel programma di Azione e bene ha fatto il Sindaco Gualtieri a intraprendere una strada coraggiosa che guarda al futuro della città. Ora bisogna procedere spediti e come Azione vigileremo sulla tempistica, sulla qualità dell'opera e sulla progressiva riduzione della Tari per le famiglie romane".
Il nodo del Fosso della Cancelliera
Per provare a fugare i dubbi che molti, soprattutto nella zona, hanno riguardo all'impatto sul territorio, è stato disposto un protocollo di monitoraggio anche durante la fase dei lavori, mentre per quando sarà operativo è stato redatto un Piano di Monitoraggio e Controllo. Dal Campidoglio arrivano anche rassicurazioni sull'area del Fosso della Cancelliera, un alveo adiacente alla zona dove sorgerà il termovalorizzatore e dove scorre un flusso d'acqua. L'assemblea capitolina ha votato l'acquisto del terreno su cui sorge per circa 37mila euro, ma su l'area resta aperto un dibattito politico e anche giuridico. L'assessore al Patrimonio, Tobia Zevi, ha infatti dichiarato che il fosso "non esiste più". Probabilmente si è basato su alcune perizie realizzate nel periodo in cui Ama stava acquistando l'area. Perizie che, però, sono al centro delle indagini di procura e Corte dei Conti.