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Santa Marinella, FdI dà attestato di cittadinanza col simbolo del partito: il caso arriva in Regione

Un attestato per celebrare l’ottenimento della cittadinanza italiana da parte di Fratelli d’Italia è finito al centro dell’interrogazione in Regione Lazio della consigliera Eleonora Mattia: “Non un gadget, ma un diritto”.
A cura di Beatrice Tominic
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"In occasione del conseguimento della cittadinanza italiana nel Comune di Santa Marinella Fratelli d'Italia esprime il proprio apprezzamento per il percorso compiuto e per l'adesione ai valori fondanti della Nazione, auspicando una piena e consapevole partecipazione alla vita civica". Questo il messaggio riportato nell'attestato consegnato a chi, nell'ultimo periodo, ha ottenuto la cittadinanza italiana. La firma riportata in quello che sembra quasi essere presentato come un diploma è quella di Emanuela Mari, consigliera della Regione Lazio e presidente della Commissione Affari europei e internazionali, cooperazione tra i popoli.

Secondo quanto appreso, le persone che hanno ottenuto nell'ultimo periodo la cittadinanza italiana sono state invitate nella sede di Fratelli d'Italia per ricevere l'attestato. "Si tratta di un grave atto di strumentalizzazione politica avvenuto nell’ambito della campagna elettorale per le elezioni amministrative presso il Comune di Santa Marinella", sono state le parole di Eleonora Mattia consigliera regionale e vicepresidente Pd della I Commissione Affari Costituzionali del Consiglio regionale del Lazio, che ha presentato un'interrogazione a risposta immediata in Regione Lazio.

La consigliera Mattia: "Strumentalizzazione politica, la cittadinanza non è un gadget"

Non è chiaro in quale modo la sede di FdI abbia convocato le persone che hanno da poco ottenuto la cittadinanza italiana così come non si sa chi le abbia accolte e cosa abbia detto loro. Ciò che è certo è che, una volta usciti dalla sede, avevano con sé in mano il diploma.

"Il conseguimento della cittadinanza italiana non è un gadget elettorale ma un diritto, conquistato spesso dopo anni di lavoro, studio, sacrifici, burocrazia e attese infinite – ha spiegato la consigliera Mattia – È evidente che, in base a quanto previsto dalla legge, la cittadinanza non può essere conferita da un partito politico, un comitato elettorale o una consigliera regionale, ma con decreto dal Ministero dell’Interno in seguito al quale l'interessato deve prestare giuramento davanti all'ufficiale di stato civile del Comune di residenza".

La consigliera dem non ha potuto fare altro che esprimere parole di condanna per la situazione che si è creata a poco più di una settimana della elezioni. "Una strumentalizzazione ancora più grave se si considera che la firmataria dell’iniziativa ha speso la propria qualifica di consigliera regionale del Lazio – sottolinea la consigliera Mattia prima di richiedere l'intervento della Regione Lazio – La Giunta Rocca, per tutelare l’immagine della Regione Lazio e del Consiglio regionale, prenda posizione su quanto accaduto e faccia chiarezza sui criteri in base ai quali sono stati individuati i cittadini convocati e su chi ha fornito i loro recapiti al Comitato elettorale", ha poi concluso.

L'interrogazione in Regione Lazio

Eleonora Mattia lo ha sottolineato anche nell'interrogazione presentata al presidente del Consiglio Regionale del Lazio Antonio Aurigemma: "Il fatto denunciato rappresenta con tutta evidenza un inaccettabile tentativo di strumentalizzazione politica, effettuato nell’ambito di una campagna elettorale e, per di più, da una forza politica che ha da sempre contribuito a rendere più difficile il conseguimento della cittadinanza italiana agli stranieri, opponendosi a ogni ipotesi di riforma ispirata allo ius soli o allo ius scholae", si legge nel documento in cui viene richiesto di fare chiarezza sui criteri in base ai quali sono stati individuati i cittadini convocati e su chi ha fornito i loro recapiti al Comitato elettorale.

Inoltre, per tutelare dell’immagine della Regione Lazio e del Consiglio regionale, viene presentata come "necessaria una presa di posizione chiara sulla grave inopportunità di questa iniziativa politica da parte dei rispettivi organi rappresentativi e un atto di censura nei confronti della consigliera regionale che se ne è resa protagonista".

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