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Dopo il caso Sant’Alessio la Regione Lazio cambia le regole: meno requisiti per i direttori delle Asp

La Regione Lazio modifica i criteri per nominare i vertici delle Asp, ampliando la platea dei candidati e rendendo più flessibili i requisiti. La decisione arriva mentre è in corso la ridefinizione della governance del Sant’Alessio, dopo le dimissioni del direttore Massimo Canu.
A cura di Natascia Grbic
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Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca (Lapresse)
Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca (Lapresse)
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A due settimane dalle dimissioni di Massimo Canu, ex direttore dell’Istituto Sant’Alessio – finito al centro delle polemiche e di un’inchiesta di Fanpage.it sul declino dell’ente – la Regione Lazio si prepara a cambiare le regole per la nomina dei vertici delle aziende pubbliche di servizi alla persona. Domani lo schema di delibera della giunta guidata da Francesco Rocca approderà in I Commissione del Consiglio regionale: il provvedimento interviene sui criteri per la nomina dei direttori e dei commissari delle Asp (ex Ipab). Il tutto mentre è in corso di definizione la nuova Governance del Sant'Alessio, con delle modifiche che permettono in sostanza di allargare la platea di candidati, e "assicurare una più ampia partecipazione" alle nomine di direttori e commissari. Questo vuol dire che ci saranno requisiti meno stringenti rispetto a quelli stabiliti nel precedente regolamento.

Il Sant'Alessio e le dimissioni di Massimo Canu

Lo psicoterapeuta Massimo Canu, tra i fondatori di Fratelli d'Italia, ha lasciato l’incarico dopo mesi di polemiche sulla sua gestione, segnata da tagli ai servizi fondamentali per i piccoli utenti e da un peggioramento complessivo dell’offerta assistenziale. Tra le contestazioni sollevate nei suoi confronti c’era anche quella relativa ai requisiti: Canu, infatti, non avrebbe avuto il profilo richiesto per guidare l’istituto. Proprio su questo punto interviene ora la modifica del regolamento regionale, che amplia e rende più flessibili i criteri per la nomina dei direttori. Con le nuove regole, infatti, anche profili che prima non rientravano nei requisiti potrebbero risultare idonei.

Per quanto riguarda il Sant’Alessio, da giorni è stato pubblicato sul sito un nuovo bando per la nomina del direttore che fa riferimento ai requisiti previsti dal regolamento attuale, quindi ai criteri più stringenti precedenti alla modifica. Il prossimo direttore dovrebbe dunque essere selezionato sulla base delle regole vigenti, salvo eventuali cambiamenti in corso d’opera.

Il confronto tra vecchi e nuovi criteri

Finora, per diventare direttore di una Asp era necessario aver maturato una comprovata esperienza nella direzione di strutture socioassistenziali o sociosanitarie, pubbliche o private, per almeno cinque anni, oppure aver ricoperto incarichi dirigenziali all’interno di Ipab o Asp per un periodo non inferiore a tre anni. Con la modifica proposta, però, i requisiti vengono ampliati. Alle due ipotesi già previste se ne aggiungono altre: potranno infatti accedere all’incarico anche coloro che hanno svolto funzioni commissariali presso Ipab o Asp per almeno tre anni, anche non continuativi, oppure chi può dimostrare percorsi di formazione universitaria o post universitaria accompagnati da almeno cinque anni di attività libero-professionale svolta presso Asl, società regionali o strutture socioassistenziali e sociosanitarie, sia pubbliche che private. Non viene però specificato quale tipo di attività libero-professionale debba essere stata svolta, lasciando la definizione particolarmente ampia. Inoltre, i periodi di esperienza richiesti potranno anche non essere continuativi, a differenza di quanto previsto in precedenza, quando la continuità rappresentava un requisito essenziale.

L'aumento degli stipendi nel 2025

Questa misura si inserisce in un quadro già mutato rispetto al 2019: nel 2025 gli stipendi dei direttori delle Asp sono stati considerevolmente aumentati, passando da 45mila euro annui a oltre 100mila. A fronte di questo, ciò che la Regione Lazio vuole introdurre, è però un criterio di selezione molto più ampio, che consentirebbe l'accesso anche a chi non ha mai diretto una struttura socioassistenziale o sociosanitaria.

Mattia (Pd): "Stipendi più alti ma competenze più basse"

"Ci saremmo aspettati un cambio di passo in grado di dare un segnale forte di discontinuità con la disastrosa governance che ad oggi abbiamo visto in casi emblematici come quello dell’ASP Sant’Alessio di Roma, che tanti danni, in termini di disservizi e spreco di risorse, ha creato agli utenti non vedenti e a tutte le cittadine e i cittadini di Roma proprio per colpa dell’incompetenza e dell’inadeguatezza di chi la gestiva – ha dichiarato a Fanpage.it Eleonora Mattia, Vicepresidente Pd della I Commissione nel Consiglio regionale del Lazio -. E ora cosa fa la Giunta Rocca? Invece di rafforzare le garanzie sulla qualità di dirigenti e servizi, propone una deregulation che abbassa il livello delle competenze di direttori e commissari, dopo aver già aumentato gli stipendi alle stesse figure. In sintesi: stipendi più alti ma competenze più basse. È inaccettabile. È urgente che si avvii un ciclo di audizioni per coinvolgere tutti gli stakeholder, a partire da quelli del S. Alessio, la cui salute e il cui benessere dipendono in gran parte dalla competenza del Direttore della ASP".

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