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Termovalorizzatore a Santa Palomba, Roma Capitale comprerà l’area del fosso della Cancelliera

Via libera del Campidoglio all’acquisizione del terreno a Santa Palomba. M5S e Lega contrari, mentre si discute sull’esistenza del fosso della Cancelliera.
A cura di Francesco Esposito
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Il progetto del futuro termovalorizzatore di Roma (da Roma Capitale)
Il progetto del futuro termovalorizzatore di Roma (da Roma Capitale)

Nonostante l’indagine della Corte dei Conti e della procura sull’acquisto dei terreni di Santa Palomba dove dovrebbe sorgere il nuovo termovalorizzatore da parte di Ama e Roma Capitale, il Campidoglio va avanti. Nel tardo pomeriggio di martedì 28 aprile l’Assemblea Capitolina ha approvato l’acquisizione dell'adiacente area del fosso della Cancelliera, un alveo sulla cui stessa esistenza resta aperto il dibattito.

Contrari Movimento 5 Stelle e Lega

La delibera che autorizza l’amministrazione ad acquisire il terreno nel patrimonio comunale è passata con 25 voti favorevoli, espressi dai consiglieri del Partito Democratico e delle liste civiche di maggioranza. Hanno votato contro Ferrero, Meleo e Raggi del Movimento 5 Stelle e Santori della Lega. I pentastellati hanno contestato anche il metodo con cui è avvenuta la votazione, inizialmente non calendarizzata nell'ordine dei lavori, per l'acquisizione dell'area funzionale alla futura costruzione del termovalorizzatore. "Un progetto sul quale il Movimento 5 Stelle ha sempre espresso contrarietà, a tutti i livelli istituzionali: Parlamento, Regione Lazio e Roma Capitale – scrive l'M5S romano sui social -. Per ragioni di merito e di metodo, in Assemblea capitolina abbiamo votato contro, spiegando le nostre motivazioni sia in discussione generale sia in dichiarazione di voto".

Il fosso della Cancelliera a Santa Palomba (da Facebook: Alessandro Lepedini)
Il fosso della Cancelliera a Santa Palomba (da Facebook: Alessandro Lepedini)

Zevi: "Il fosso della Cancelliera non esiste più". Ma la procura indaga sulla perizia

Già lunedì 27 aprile, dopo la discussione in Commissione Ambiente (in seduta congiunta con la Commissione Patrimonio), erano arrivate le proteste dell’Unione dei Comitati contro l’inceneritore. L’associazione ha accusato anche il Movimento 5 Stelle di far parte del "partito unico inceneritorista", criticando l’assenza del consigliere Daniele Diaco, impegnato in missione ad Atene.

Il nodo riguarda anche la natura stessa dell’area oggetto dell’acquisto. Ci sono infatti posizioni opposte su cosa sia oggi il fosso della Cancelliera e su cosa si trovi realmente sul terreno. "La difesa del Fosso è per noi fondamentale perché è intorno alle sue acque che abbiamo lanciato il nostro progetto di riqualificazione ambientale", aveva dichiarato Alessandro Lepidini dell'Unione dei comitati. "Per questo abbiamo già interessato i competenti uffici del Ministero dell’Ambiente e siamo pronti a intraprendere qualsiasi iniziativa per tutelarne l’integrità e la naturalità".

Di diverso avviso l’assessore al Patrimonio, Tobia Zevi, secondo cui "il fosso della Cancelliera, adiacente al terreno acquisito da Ama a Santa Palomba, non esiste più – ha detto durante la discussione in commissione -. Questo quindi è un appezzamento di terra, di modeste dimensioni, adiacente al terreno comperato da Ama per fare un termovalorizzatore, serve a riunire il lotto su cui sarà costruito l'impianto. Costa 37 mila e 630 euro, siamo ampiamente sotto il limite per cui il demanio può fare una cessione diretta, in questo caso al Comune di Roma".

Proprio sulla perizia che non ha rilevato la presenza del fosso prima dell’acquisto del terreno principale si concentrano però anche i dubbi della procura, che ha aperto un’indagine sul geometra Umberto Linari, autore del documento.

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