Roma, in migliaia ai cortei contro la remigrazione: incendiati ruspa e carro armato davanti al Mit

Migliaia di persone ai controcortei antifascisti in protesta alla manifestazione per la remigrazione. I manifestanti hanno incendiato una ruspa e un carro armato di cartone davanti al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e hanno versato sacchi di letame a Porta Pia. Due mobilitazioni, che nascono in opposizione al corteo per la remigrazione dell'estrema destra, a sostegno della proposta di legge, in Piazza della Liberazione in zona Prati fino a Piazza Risorgimento. "Siamo qua oggi come Potere al Popolo per smascherare i reali responsabili di questa deriva razzista, securitaria e fascista" spiega a Fanpage.it una giovane manifestante. "Puntiamo il dito contro il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di Matteo Salvini del governo Meloni, che finanzia la guerra e che vuole la militarizzazione delle nostre città, con i decreti sicurezza e che taglia sul sociale e sui diritti".
Una mobilitazione "di vigilanza e di responsabilità civile", che intende riaffermare lo spazio pubblico come luogo di pluralismo. "A chi parla di remigrazione noi rispondiamo con un attacco" spiega un altro cittadino al Verano. "Un attacco che mette al primo posto i diritti di chi non ha un lavoro e una casa. I nemici di chi lavora non sono gli stranieri, ma saranno sempre coloro che sfruttano e affamano la gente, come chi nega il diritto alla casa". E aggiunge: "Il mandante morale di questa proposta di deportazione è Salvini". Da piazzale del Verano è partito il corteo che sfila fino a piazzale di Porta Pia, promosso da Osa e dai Movimenti per l'abitare, contro la guerra, il razzismo e lo sfruttamento: "Assediamo il ministero di Salvini e mandiamo a casa questo governo di fasci".
Ai cortei cittadini e cittadini, studenti e famiglie

Al Colosseo invece è partita la protesta della rete romana di associazioni, partiti, enti del terzo settore, sindacati e sigle studentesche antifasciste, tra le quali Cgil, Anpi, Nonna Roma e Arci. Il controcorteo si snoda tra i Fori Imperiali e piazza Vittorio Emanuele II. Tra la folla uomini e donne, studenti e studentesse, famiglie con bambini, con cartelloni e striscioni.
Oggi nella Capitale sono attese migliaia di persone per quattro cortei, che sfileranno per le strade e le piazze della città. Il quarto corteo riguarda Pro Vita, da piazza della Repubblica a piazza di Porta San Giovanni. Per l'occasione la Questura nel piano sicurezza ha schierato circa duemila risorse, fra agenti e militari, si attendono 20mila pertecipanti. Controlli anche dall'alto con droni ed elicottero.
I controcortei contro ogni forma di neofascismo e razzismo

Il controcortei antifascisti convocati da reti sociali, collettivi studenteschi e associazioni civiche vogliono contestare la presenza di gruppi dell’estrema destra in città e rivendicare una risposta pubblica chiara contro ogni forma di neofascismo. I promotori denunciano quella che definiscono una "normalizzazione" di simboli, linguaggi e pratiche riconducibili all’estrema destra e chiedono alle istituzioni una chiara presa di posizione e un impegno contro violenza politica, discriminazione e razzismo. La manifestazione vuole inoltre mettere al centro e ribadire l'importanza dei valori costituzionali, della memoria storica e dell’antifascismo, come fondamento democratico dello Stato italiano.
A Prati il corteo sull'estrema destra sulla remigrazione
In concomitanza con il controcorteo antifascista, a Prati si svolge il corteo organizzato dall'estrema destra a sostegno della proposta di legge sulla remigrazione. La proposta di legge popolare "Remigrazione e Riconquista" promossa da realtà come CasaPound e Rete dei Patrioti, mira a ridurre drasticamente la presenza di immigrati sia regolari che irregolari sul territorio italiano. Prevede un "patto di remigrazione volontaria" con incentivi economici per gli stranieri che scelgono di tornare nei Paesi d'origine in cambio della rinuncia definitiva a cittadinanza e soggiorno.
Quello di oggi non è un semplice corteo, ma il tentativo di inserire nel dibattito pubblico italiano una teoria diffusa dell'ultradestra internazionale, ossia un progetto politico fondato sull'espulsione e sulla deportazione di massa delle persone considerate non appartenenti alla comunità nazionale sulla base delle proprie origini. Una proposta fortemente sostenuta tra gli altri, da CasaPound, basata sull'idea che il diritto a vivere in un Paese dipenda dal sangue, dall'etnia o dall'origine. In piazza sono presenti l'ultradestra e gruppi neofascisti.