Federica Torzullo uccisa dall’ex ad Anguillara, a ottobre inizia il dibattimento per Claudio Carlomagno

Il 27 ottobre comincia il dibattimento per Claudio Agostino Carlomagno, a processo per il femminicidio e l’occultamento del cadavere di Federica Torzullo tra l'8 e il 9 gennaio scorso ad Anguillara Sabazia vicino Roma. L'udienza è in programma davanti alla Corte d'Assise di Roma. L’imputato, difeso dall'avvocato Andrea Miroli, è accusato di avere ucciso l’ex moglie con ventitré coltellate nella villetta in via Costantino e di averne sotterrato il corpo. Il cadavere della quarantunenne è stato trovato la mattina 18 gennaio nel terreno accanto a quello della sua azienda di movimento terra in via Comunale di San Francesco.
La Procura ha chiesto il giudizio immediato per Carlomagno
Il 7 luglio scorso la Procura della Repubblica di Civitavecchia con il procuratore Alberto Liguori ha chiesto il giudizio immediato per Carlomagno. Si tratta di un procedimento penale speciale, che salta l'udienza preliminare, portando l'imputato direttamente al dibattimento. Viene richiesto ad esempio come in questo caso quando gli indizi di prova sulla colpevolezza sono evidenti.
L'imputato si trova nel carcere Giuseppe Passerini con misura di custodia cautelare dal tardo pomeriggio del 18 gennaio scorso, dopo il ritrovamento del cadavere di Torzullo e la permanenza nella caserma dei carabinieri di Anguillara. Il capo d'imputazione contestato è di femminicidio aggravato dalla premeditazione e dal rapporto di coniugio, occultamento e vilipendio di cadavere. Il movente sarebbe da ricondurre al fatto che Torzullo volesse definitivamente porre fine alla loro relazione. Lui avrebbe dovuto lasciare la villa di Anguillara, e loro figlio sarebbe stato affidato in maniera esclusiva alla ex.
Il femminicidio di Federica Torzullo
Federica Torzullo è scomparsa da Anguillara Sabazia l'8 gennaio 2026. Per dieci giorni la sua famiglia, gli amici e l’intera comunità hanno sperato di ritrovarla viva. Quelle speranze si sono infrante il 18 gennaio, quando i carabinieri hanno trovato il suo corpo sepolto sotto due metri di terriccio in un terreno accanto alla ditta della famiglia Carlomagno. Il ritrovamento è avvenuto grazie all’analisi incrociata di dati, testimonianze e geolocalizzazioni, che hanno riportato gli investigatori esattamente nel punto in cui Federica è stata nascosta. Il primo riconoscimento è stato possibile grazie ai braccialetti che indossava abitualmente.
Secondo la Procura di Civitavecchia, Federica è stata uccisa in casa, tra la sera dell’8 gennaio e le prime ore del 9 gennaio. L’autopsia e le consulenze forensi hanno collocato il femminicidio in quella fascia oraria, smentendo la versione del marito, che aveva parlato di un "gesto d’impeto" e di un presunto rientro tardivo dal lavoro. Le telecamere, invece, lo hanno immortalato mentre tornava nella villa di via Costantino proprio la mattina del 9 gennaio, rendendo incongruente la sua ricostruzione. L’arma del delitto, un coltello, non è stata ritrovata, Carlomagno ha spiegato agli inquirenti di averla lanciata in un canale mentre si spostava in auto.
Durante gli interrogatori ha ammesso di aver ucciso Federica, sostenendo però che si trattasse di un omicidio d’impeto legato alla paura di perdere il figlio minore. Ma per gli inquirenti il movente è un altro: Federica aveva deciso di separarsi e aveva già avviato un nuovo progetto di vita. Gli elementi raccolti dopo il ritrovamento del corpo hanno portato gli investigatori a sostenere la premeditazione. Per l'accusa l’uomo aveva maturato da tempo la decisione di uccidere Federica, accelerata dall’ultimatum che lei gli aveva dato durante le festività natalizie. La Procura ha dunque chiuso le indagini e chiesto il giudizio immediato.