Mario Adinolfi arrestato a Roma per truffa ed evasione fiscale a causa della sua “scommessa collettiva”

Scattano i domiciliari per Mario Adinolfi, giornalista e leader del Popolo della Famiglia. L'accusa sarebbe composta da due reati: truffa e evasione fiscale. Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Roma e dal procuratore aggiunto Maurizio Arcuri, Adinolfi con il cosiddetto sistema della "scommessa collettiva" sarebbe riuscito a raccogliere cinque milioni di euro da privati convinti di partecipare a un betting group a cui sarebbero stati promessi guadagni sulle scommesse sportive. A questa cifra, ai aggiungerebbe quella di 400mila euro di evasione fiscale contestata dagli investigatori. L'arresto è scattato stamattina, con l'arrivo dei militari della Guardia di Finanza.
L'arresto della Guardia di Finanza per presunta truffa e evasione fiscale
A diffondere la notizia il quotidiano la Repubblica nella mattina di oggi dopo che, stando a quanto riportato, per Mario Adinolfi sarebbero scattati gli arresti domiciliari da parte della Guardia di Finanza. Le accuse riguardano somme di denaro molto elevate. A far scattare le indagini, le denunce arrivate da privati che avevano partecipato al sistema di scommesse finito al centro di alcuni servizi de Le Iene che lamentavano di non aver ottenuto alcun guadagno extra (come invece sarebbe stato promesso in precedenza) né la restituzione della somme versate.
C'è chi avrebbe perso i risparmi di una vitae chi, invece, avrebbe ricevuto indietro soltanto una minima parte dei soldi versati: sarebbero almeno una decina le testimonianze raccolte dalla Procura di Roma da parte di persone che non sono riuscite a recuperare integralmente il denaro versato. A quel punto le verifiche della Guardia di Finanza sono diventate sempre più approfondite. E hanno permesso di scoprire nuovi elementi. Elementi che, stando a quanto accaduto questa mattina, hanno portato agli arresti domiciliari.
L'arresto della Guardia di Finanza: "Adinolfi avvicinava soggetti fragili"
Una posizione netta quella presa dalla gip di Roma Giulia Arcieri in merito alla vicenda di Adinolfi. "Potrebbe avvicinare i soggetti che hanno già sporto denuncia ed indurli alla ritrattazione (totale o parziale), atteso che alcuni di essi sarebbero soggetti vulnerabili (…) con la promessa di somme di denaro o di favori economicamente valutabili", si legge nell'ordinanza cautelare. Di conseguenza, "la libertà del soggetto potrebbe influire sulla genuinità della prova" e il "rischio di interferenza da parte dell'indagato se lasciato in libertà".
A proposito di Adinolfi, invece, viene rimarcata "la scaltrezza, la pervicacia, la spregiudicatezza nella complessiva elaborazione ed attuazione del progetto criminoso, indicativa di una specifica volontà, oltre che abilità, nella movimentazione dei rilevanti flussi di denaro, che evidenziano una spiccata propensione all'occultamento dei flussi reddituali e all'elusione dei controlli dell'amministrazione finanziaria".
E poi viene precisato che "a fronte di movimentazioni finanziarie per importi assai considerevoli, nell'ordine di centinaia di migliaia di euro, rilevate su conti correnti a lui riferibili e direttamente intestati, non risulta proprietario di immobili né titolare di partecipazioni sociali e nemmeno di cariche di rappresentanza all'interno di enti commerciali".
Eppure dai conti correnti intestati ad Adinolfi risulterebbero essere stati acquistati "beni voluttuari, spese personali per beni di lusso quali, ad esempio, l'acquisto di orologi nonché viaggi all'estero (Maldive ed Egitto), quadri ed imbarcazioni", nessuna delle quali, fatta eccezione per un'automobile, sarebbero intestati ad Adinolfi a nome del quale, invece, risulterebbero conti correnti all'estero su cui sono in corso accertamenti, come uno presente in Lituania.
Chi è Mario Adinolfi: da giornalista al Popolo della Famiglia
Mario Adinolfi, a seguito dei servizi televisivi, ha sempre respinto ogni accusa, parlando di ricostruzioni false e diffamatorie. L'intera vicenda si è a lungo intrecciata con la vita pubblica di Adinolfi che, oltre a essere giornalista, conduttore del Tg1, scrittore e giocatore professionista di poker, si è affacciato da giovanissimo alla carriera politica. Dopo un passaggio nei primi anni Novanta nella Democrazia Cristiana, nel 2001 si è candidato alle elezioni amministrative di Roma dopo aver fondato il movimento "Democrazia Diretta".
Nel 2012 è stato eletto alla Camera con il Partito Democratico, mentre nel 2016 ha fondato il Popolo della Famiglia, che mette al centro la difesa della famiglia in ottica cristiana, quella che alcuni definiscono "famiglia tradizionale", di cui è ancora adesso presidente. Dopo l'arresto di oggi, potrebbe aprirsi un nuovo capitolo nella sua vita, fatto di indagini e aule di tribunale.