Migliaia di persone al Roma Pride 2026: “Ci battiamo per l’uguaglianza”. Contestato Adinfoli con bandiera di Israele

Migliaia di persone, "oltre un milione" secondo Rosario Coco presidente di Gaynet, hanno sfilato per il Roma Pride da piazza della Repubblica fino alle terme di Caracalla. "La Repubblica è di chi la abita", recitava lo striscione alla testa del corteo che ha contato la partecipazione di oltre 30 carri. In prima fila, con la fascia tricolore addosso, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri: "Oggi è importante esserci, perché questo Paese deve fare ancora tanto per assicurare a tutti gli stessi diritti. Abbiamo una legislazione arretrata e dobbiamo batterci per superare i gap", ha dichiarato il primo cittadino. All'altezza di piazza dell'Esquilino, circa 30 persone appartenenti all'associazione ebraica Keshet si sono unite con una bandiera arcobaleno con al centro la stella di David e la scritta "fuori l'antisemitismo da tutti i Pride". Allontanato, invece, dalla polizia Mario Adinolfi, dopo che il leader del Popolo della Famiglia ha srotolato una bandiera di Israele scatenando la reazione dei presenti. Gli attivisti di Gender X, invece, hanno denunciato alle forze dell'ordine che per due volte è stato lanciato spray urticante contro il loro carro.
"Abbiamo fatto molti passi indietro ogni volta che non ne abbiamo fatto qualcuno avanti"

"La sterminata manifestazione di oggi a Roma dimostra che il Pride propone un'alternativa di Paese, che rilancia i valori costituzionali a 80 anni dalla nascita della Repubblica, grazie a un movimento che resiste agli attacchi delle destre e all'opportunismo di chi cerca di dividere la comunità Lgbtqia+", ha dichiarato Coco, presidente di Gaynet, in una nota: "Il Pride si conferma la più grande manifestazione di piazza in Italia e oggi interroga sia quella politica che produce consenso sull'ignoranza sia quella finto progressista che poco o nulla ha fatto negli ultimi 10 anni". Tra le figure politiche presenti al corteo Laura Boldrini, deputata Pd e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo: "Non è vero che abbiamo tutti e tutte gli stessi diritti. E finché non saranno uguali non potremo chiamarli diritti, ma privilegi. Una società che non sana le disuguaglianze, non è una società giusta. E noi continueremo a batterci per l'uguaglianza e la giustizia sociale", ha dichiarato.
"L'importanza di essere qua è quella che si riproduce ogni anno di fronte ad un Paese nel quale la politica e la sua ipocrisia è molto più indietro rispetto alla società italiana", ha affermato Nicola Fratoianni: "E allora bisogna che chi immagina un'alternativa per questo Paese non solo sia qua, ma abbia il coraggio quando sarà il momento di chiarire un punto una volta per tutte: non c'è mai un diritto in più per qualcuno che sia un diritto in meno per gli altri". Secondo il leader di Sinistra Italiana, "abbiamo fatto molti passi indietro ogni volta che non ne abbiamo fatto qualcuno avanti. E rischiamo di farne ancor di più quando sulla scena politica si affacciano proposte che sono pienamente inchiodate nel Medioevo".
Presente anche Alessandro Zan, ex deputato Pd e attivista Lgbtqia+, che rispondendo alla domanda sulla presenza dell'associazione ebraica Keshet Italia ha commentato: "Il Pride è la manifestazione di tutti e ovviamente promuove i diritti delle persone, giustamente non può chiudere gli occhi rispetto alle ingiustizie o al genocidio che viene tentato contro degli innocenti civili come i palestinesi". L'associazione, infatti, si è unita al corteo all'altezza di piazza dell'Esquilino dopo che nelle scorse settimane aveva deciso di non aderire al documento politico dell'evento che condannava il "genocidio a Gaza". Grazie alla mediazione del Campidoglio, la frattura si è ricomposta.
Allontanato Mario Adinolfi: "Questa è la piazza inclusiva?"

Momenti di tensione si sono registrati in piazza della Repubblica, verso la partenza del Roma Pride. Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia, si è piazzato davanti a un cinema srotolando una bandiera di Israele. Gesto che ha innescato la reazione dei presenti, che hanno circondato il politico e rivolto insulti come "criminale", "delinquente" e cori come "vattene, vattene via". Per riportare la calma, gli agenti di polizia sono intervenuti e hanno allontanato Adinolfi.
"Questa è la piazza inclusiva?", ha dichiarato il leader del Popolo della Famiglia, poi raggiunto da Francesca Pascale con lo striscione dei Gay Conservatori. "Non ho mai inteso provocare ma solo portare le mie idee e la difesa degli omosessuali torturati, incarcerati e uccisi nei paesi islamici, che solo rifugiandosi nello Stato di Israele possono trovare un contesto che li accoglie", ha continuato Adinolfi, "un omosessuale rischia la carcerazione o la morte a Gaza, che viene celebrata in questo Pride. Come Popolo della Famiglia, sono qui a manifestare con Francesca, con gli iraniani e con tutti coloro che hanno il coraggio delle loro idee, anche davanti alla violenza di una piazza che non si sta dimostrando inclusiva".
"Non sapevo nulla dell'allontanamento di Adinolfi", ha commentato Mario Colamarino, portavoce del Roma Pride: "Penso che la bandiera di Israele rispetto a tutte le cose che ha detto di noi Adinolfi sia l'ultimo dei problemi. Sicuramente questa non è la sua piazza, poi se ha cambiato idea buon per lui". Anche Fabrizio Marrazzo, portavoce del Partito gay LGBT+, ha parlato dell'allontanamento: "Dopo anni di affermazioni contro le nostre famiglie e contro le persone LGBT+, Adinolfi si è presentato al Roma Pride con una bandiera di Israele, con l'unico scopo di provocare. Molti attivisti, insieme a noi, hanno collaborato con le forze dell'ordine per farlo allontanare, perché era chiaro che cercasse solo visibilità, magari per poi presentarsi come vittima".
Esposti cartonati a testa in giù di Trump, Musk, Netanyahu, J.K. Rowling e la senatrice Bongiorno

Durante il corteo, sul carro dell'associazione Gender X sono comparse le sagome capovolte di diverse figure pubbliche internazionali e italiane. Sui cartonati a testa in giù sono stati rappresentati il presidente statunitense Donald Trump, l'imprenditore Elon Musk, il premier israeliano Benjamin Netanyahu, la scrittrice J.K. Rowling accusata di sionismo per i suoi post su X e la senatrice della Lega Giulia Bongiorno per il suo ddl.
Sempre gli attivisti di Gender X hanno denunciato un paio di episodi nel quale qualcuno avrebbe lanciato contro di loro lo spray urticante. Il primo sarebbe avvenuto prima dell'inizio del corteo, nei pressi di piazza della Repubblica, mentre il secondo all'altezza del Colosseo. "Stiamo bene ma è un gesto vergognoso, ci siamo molto spaventati", hanno dichiarato dopo aver segnalato il presunto colpevole alle forze dell'ordine.