Trovato il corpo di Luigi Cavallari, il marito della ministra Eugenia Roccella morto nel Lago di Vico

Trovato il corpo di Luigi Cavallari, il marito della ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella. Il professore universitario ottantaquattrenne era disperso nel Lago di Vico dal 27 giugno scorso, dopo un tuffo in acqua dalla barca sulla quale si trovava assieme alla moglie, e non è più riemerso. Il cadavere è stato trovato questa mattina dai sommozzatori della Polizia di Stato a distanza di settimane.
"Abbiamo ritrovato un corpo – hanno dichiarato i Vigili del Fuoco all'Adnkronos – Ora saranno effettuati gli accertamenti, a partire dal Dna, e se richiesto, si effettuerà il riconoscimento da parte della moglie. Le nostre operazioni di ricerca si interromperanno a partire dal momento stesso dell'eventuale conferma che si tratta del marito della ministra Roccella".
Le ricerche del marito della ministra Roccella andate avanti per settimane
Le ricerche del corpo di Luigi Cavallari sono andate avanti per settimane, continuate a oltranza, fino a quando purtroppo si sono concluse con il peggiore degli esiti. Si sono concentrate in particolare a ridosso della riva di Punta del Lago, nel territorio compreso tra i Comuni di Ronciglione e Caprarola. Le operazioni hanno interessato un gran dispegamento di personale e mezzi, tra sommozzatori dei vigili del fuoco, carabinieri con il Nucleo subacquei, guardia di finanza e polizia.
Cavallari sarà sepolto a Ronciglione
Come appreso da Fanpage.it Luigi Cavallari verrà sepolto al cimitero di Ronciglione, centro del Viterbese in cui Roccella e la sua famiglia erano conosciuti prima ancora che diventasse ministra, e che i coniugi abitualmente frequentavano. Molto probabilmente sulla salma, a disposizione dell'Autorità giudiziaria, verrà fatta l'autopsia. I risultati degli esami autoptici serviranno a chiarire le cause del decesso. Al momento l'ipotesi è che abbia avuto uno shock termico a causa della temperatura dell'acqua.
Il fondale di alghe e fango ha complicato le operazioni
Le operazioni sono state rese particolarmente complicate dalla scarsa visibilità del Lago di Vico. Fondamentali nelle ricerche si sono rivelati i sonar a scansione laterale, apparecchiature acustiche utilizzate appunto per mappare i fondali e che permettono di lavorare in assenza di visibilità ottica. Un fondale quello del Lago di Vico, profondo circa 50 metri, caratterizzato per i primi 8/9 metri di profondità da ‘matasse' di vegetazione. Successivamente la visibilità è difficoltosa, con un substrato limo-argilloso, che crea molta sospensione.