Marito di Roccella disperso nel Lago di Vico, l’esperto: “Ambiente ostile, il fondale buio e fangoso è una trappola”

"Il Lago di Vico è un ambiente ostile, il fondale buio e fangoso è una trappola". Fanpage.it ha intervistato Mattia Azzella, docente in Botanica alla Facoltà di Architettura all'Università di Roma La Sapienza, esperto di laghi e di alghe. Gli abbiamo chiesto un approfondimento sulle caratteristiche del Lago di Vico in provincia di Viterbo, dove sono in corso da giorni le ricerche di Luigi Cavallari, il marito della ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella. L'ingegnere e professore universitario ottantaquattrenne è disperso da sabato 27 giugno scorso, dopo un tuffo dalla barca in località Fiorò nel Comune di Ronciglione. In quell'area c'è un declivio fino a 20 metri di profondità. Il Lago di Vico arriva a circa 50 metri e insieme a Martignano è tra i bacini laziali meno profondi, a fronte dei 170 metri di Bracciano, dei 140 di Bolsena e dei 160 metri di Albano.
"Differenza di temperatura tra superficie e metri sottostanti"
"Parlando in generale e non nel caso specifico del professor Cavallari un aspetto che mi preme considerare è che le persone spesso sottovalutano il rischio di tuffarsi nei laghi" spiega Azzella. "Bisogna infatti considerare il termoclino, ossia strato di transizione in cui si verifica una brusca e rapida variazione della temperatura dell'acqua con la profondità, la linea al di sotto della quale la temperatura precipita. A giugno in laghi piccoli come Vico il termoclino potrebbe trovarsi, volendo fare un'ipotesi, a circa quattro metri di profondità. Dunque con un tuffo da una barca lo si potrebbe facilmente raggiungere. Tra l'esterno, la superficie e i metri successivi c'è un divario termico non indifferente: può avvenire una congestione o costrizione, con uno svenimento immediato. Nel lago rispetto al mare il corpo umano va a fondo per la minore densità dell'acqua dolce e a pari profondità c'è meno visibilità".
"Scarsa visibilità del fondale tra matasse di vegetazione e fango"
Per quanto riguarda il fondale del Lago di Vico, entra più nello specifico l'esperto, "già a un centinaio di metri dalla riva si raggiunge una profondità di circa 25/30 metri. La vegetazione arriva fino a circa 8/9 metri di profondità. La specie che domina è il Ceratofillo comune (Ceratophyllum demersum), una pianta non radicata, che forma delle ‘matasse' di vegetazione, che potrebbero certamente nascondere un corpo umano. Oltre è un ambiente buio e ostile, dove la visibilità per chi si immerge è veramente difficoltosa. Non c'è vegetazione ma solo fango, un substrato limo-argilloso, che crea molta sospensione. In altre parole: non si vede la fine del proprio braccio, è difficile capire dove finisce il fondo e comincia l'acqua. Un corpo può esserne facilmente ricoperto, senza purtroppo riaffiorare mai".