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Sciopero dei rider oggi a Roma: “È lavoro a cottimo: più pedali più hai possibilità di guadagnare”

Rider in sciopero oggi a Roma, a proclamare lo sciopero la Cgil: “Oltre 50 giorni di caldo nella Capitale, inaccettabile che chi lavora nelle consegne debba scegliere tra la propria salute e il salario per sopravvivere”.
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"Glovo non fa niente per noi, lavoriamo sempre, anche con questo caldo, ma i soldi sono pochi. Sono sempre in giro, oggi ho iniziato alle dieci e guarda quanto ho guadagnato". Mentre attende la preparazione di un ordine fuori il McDonald's di Torpignattara A. mostra sul suo smartphone una cifra in verde: 13 euro e 80 centesimi.
All'ora di cena, dopo una giornata di consegne, questo è il compenso che gli arriva sul conto. "Continuo fino a mezzanotte, anche di più. Fa tanto caldo per strada, ma se ti fermi arrivano ancora meno soldi, quindi niente".

Viene dal Pakistan, è a Roma da due anni, è sempre in giro con il suo motorino e il cubo giallo di Glovo. La quarta ondata di calore sulla città è arrivata a inasprire i suoi turni di lavoro. Il rischio di avere un malore da stress termico si aggiunge alla certezza di dover fare i conti con il cottimo, l'assenza di tutele e il caro benzina, visto che il carburante è a carico dei fattorini. In mano ha un volantino in inglese: Too hot to deliver, troppo caldo per consegnare, è lo slogan che accompagna lo sciopero in programma oggi, 31 luglio dalle 9:30 a Piazza Re di Roma.

A convocare la giornata di mobilitazione è la Nidil, la categoria sindacale della Cgil che rappresenta e tutela i lavoratori atipici: somministrati, collaboratori, autonomi e disoccupati. "Come sindacato monitoriamo tutti i giorni la situazione sulle strade di Roma. Nonostante da fine maggio sia attiva l'ordinanza regionale che vieta di
lavorare all'aperto durante le ore più calde, i rider sono costretti a stare in strada perché altrimenti otterrebbero soltanto una penalizzazione dall'algoritmo e meno entrate a fine giornata. Questo sciopero nasce dalla necessità di mettere al centro il diritto alla salute dei rider e tutte le tutele che le piattaforme continuano a ignorare, come la malattia, le ferie e gli ammortizzatori sociali. A chi lavora con Glovo e Deliveroo va riconosciuto il lavoro subordinato, è una rivendicazione necessaria per eliminare il cottimo, le paghe da fame e per limitare i rischi legati agli eventi climatici estremi", racconta a Fanpage.it Damiano Carbonari della Nidil Cgil durante un turno di volantinaggio per informare i rider dello sciopero di oggi.

Prima di andare via A. chiede al sindacalista altri volantini. Li mette nel cubo giallo, vuole diffondere l’appuntamento e convincere altri rider a partecipare. Lo sciopero di oggi diventa l'occasione per incontrarsi e riconoscersi come colleghi, una sfida alla solitudine e alle logiche di competizione imposte dalla piattaforma. È un modo per spezzare, anche solo per mezza giornata, un meccanismo che spinge a essere performativi, diffidenti e isolati. Così l'ondata di calore si trasforma in un fatto sociale da affrontare insieme: i malori legati alle alte temperature smettono di essere un imprevisto o un segno di debolezza, e si apre uno spazio fisico e collettivo dove opporsi a un datore di lavoro sempre più invisibile.

"A me questo lavoro piace, ma Glovo paga poco, non risponde mai. Prima c'era un ufficio a Porta Maggiore, adesso lì non c'è nessuno, fai tutto dal telefono. Tanti problemi e pochi soldi", sintetizza I., un ragazzo bengalese, anche lui fuori dal McDonald's in attesa di ricevere un ordine, anche se forse non arriverà nulla. Nonostante sia lì vicino al negozio sarà l'algoritmo a scegliere chi chiamare. Non basta essere reperibili e georeferenziati: a fare la differenza sono le recensioni dei clienti, i punteggi elaborati dalle piattaforme e criteri ancora poco trasparenti. Un sistema penalizzante che è anche al centro dell'indagine condotta dalla procura di Milano con l'accusa per Glovo di caporalato e sfruttamento di lavoratori formalmente autonomi ma di fatto alle dipendenze del colosso delle consegne. E nonostante dal 9 febbraio scorso la controllata italiana Foodinho sia commissariata, le condizioni lavorative dei rider non sono migliorate.

"Spesso interveniamo segnalando irregolarità nei pagamenti delle consegne e nel blocco degli account. La logica è ancora quella del cottimo, più pedali e più stai su strada più hai possibilità di guadagnare. Ma in sostanza le paghe sono da fame, i rischi ancora elevati, gli incidenti e le aggressioni all'ordine del giorno", racconta Carbonari. Nulla di fatto, intanto, al tavolo convocato il 16 luglio dal Ministero del Lavoro con NIdiL Cgil, FeLSA Cisl, UilTemp e Confcommercio sulle tutele per i rider di Glovo e Deliveroo. Per integrare il reddito nelle ore di stop imposte dalle ordinanze anti-caldo, la Cgil ha proposto un fondo finanziato direttamente dalle piattaforme, che garantisca una continuità di reddito o una forma di congedo per non costringere i rider a esporsi al caldo e agli eventi climatici estremi.

"Il Governo non metta la testa sotto la sabbia ignorando un problema che riguarda migliaia di lavoratrici e lavoratori poveri, esposti ogni giorno ai rischi della strada – dichiarano Andrea Borghesi e Roberta Turi di NIdiL Cgil – A pagare continuano a essere solo le rider e i rider. Ci auguriamo che nei prossimi giorni arrivino risposte concrete e urgenti: non possiamo più aspettare".

Oggi venerdì 31 luglio, giorno dello sciopero, Roma toccherà il picco della quarta ondata di calore dell'estate: bollino rosso, il livello massimo di allerta del Ministero della Salute, con temperature che supereranno i 40 gradi. Ma per Glovo e Deliveroo, più che il reddito dei propri collaboratori o gli indennizzi per le ore di stop imposte dal caldo, a contare sembra essere soprattutto la continuità del servizio.

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