Ostia cambia volto, approvato il Piano arenili: più della metà delle spiagge saranno libere

L’Assemblea Capitolina ha approvato il Piano di Utilizzazione degli Arenili di Roma Capitale, con cui si prospetta di ridisegnare il litorale romano nei prossimi anni. Una tappa necessaria anche per la messa a gara delle concessioni pluriennali delle spiagge di Ostia, come previsto dalla normativa nazionale vigente. "Una svolta storica per il mare di Roma, per i cittadini, per i turisti e per gli operatori – ha dichiarato il sindaco Roberto Gualtieri -. Con il Pua avremo più accesso libero e gratuito alle spiagge, più sostenibilità ambientale e attenzione al paesaggio, più trasparenza. Al tempo stesso offriamo agli operatori privati regole certe e condizioni favorevoli per programmare investimenti di lungo periodo, confermando la rivoluzione che abbiamo realizzato passando dal sistema delle proroghe a quello dei bandi pubblici".
Il 60 per cento delle spiagge sarà libero
Un nuovo strumento con cui regolamentare 11,3 chilometri dell’arenile di Roma, sui 16,8 chilometri complessivi del litorale. 6,5 chilometri di questi, quasi il 60 per cento, sarà riservato alla fruizione pubblica, superando, quindi, il minimo del 50 per cento previsto dalla normativa regionale. A questa quota è da aggiungere la spiaggia di Castel Porziano, con cui diventano 8,4 i chilometri di spiagge gratuite. "Questo PUA disegna il futuro della spiaggia di Roma, e lo fa attorno a un principio semplice che stiamo cercando di affermare: il mare è di tutti – ha commentato l'assessore al Patrimonio e alle Politiche Abitative, Tobia Zevi -. Quindi più spiagge libere, e non varchi, basta lungomuro, meno cemento sulla spiaggia e più servizi".
Sarà abbattuto il ‘lungomuro'
Nelle intenzioni del Campidoglio il piano mira, infatti, a ridisegnare il mare di Roma sulla base dei principi di accessibilità, fruibilità e visibilità. Per quanto riguarda il primo, si passerà dall’abbattimento del cosiddetto ‘lungomuro': le recinzioni dei vari stabilimenti che impediscono di vedere il mare dalla strada litoranea. Il Piano impone almeno un varco pubblico di accesso ogni 300 metri per un totale di oltre 38 varchi. Aperture che dovranno avere una larghezza minima di 3 metri e accesso libero e gratuito 24 ore su 24, tutto l’anno.
Per quanto riguarda la fruibilità, dovrà esserci una spiaggia libera ogni 300 metri di costa, collocata secondo una metrica regolare e non concentrata in pochi tratti, spesso lontani dal tessuto urbano, come avviene oggi. L'obiettivo è far sì che nessuno percorrerra più di 150 metri per raggiungere una spiaggia gratuita. Anche i concessionari dovranno garantire la vista libera verso il mare per almeno la metà del tratto di spiaggia a loro assegnato, e potranno usare recinzioni di altezza non superiore a 1,10 metri. Fissata un altezza massima anche per le strutture balneari, che non potranno superare i 5 metri e dovranno essere realizzate con materiali naturali e reversibili. Ciascuna area concessa dovrà poi mantenere almeno il 75 per cento della superficie permeabile.
Nuovi stabilimenti accessibili a tutti
Il piano interviene anche sulle 66 concessioni balneari esistenti che verranno così distribuite: 50 saranno da assegnare tramite gara (fra queste 35 sono gli stabilimenti balneari, 11 gli esercizi di ristorazione, 3 le aree ricreativo-sportive e una attività di noleggio imbarcazioni) e 31 spiagge a pubblica fruizione affidate in convenzione, di cui 11 abbinate in gestione unica a un esercizio di ristorazione per garantire i servizi di spiaggia.
Ogni stabilimento, poi, dovrà essere pienamente accessibile. Sarà anche allestita una spiaggia dedicata alle persone con gravi disabilità, attrezzata con passerelle in legno fino alla battigia, ombrelloni ad apertura automatica e carrozzine da spiaggia. Altre spiagge saranno dedicate a chi vuole fare il bagno con i propri animali da compagnia, al turismo naturista. Sarà individuata anche un'area dedicata alla celebrazione di matrimoni civili sul mare.
Mare aperto tutto l'anno
L'obiettivo è anche quello di destagionalizzare, garantendo vita e attrattività al lungomare di Ostia durante tutto l'anno. I concessionari potranno, infatti, estendere l’apertura delle proprie strutture da ottobre ad aprile, offrendo eventi culturali, attività sportive, proposte enogastronomiche e programmi di educazione ambientale. In cambio, dovranno garantire alcuni servizi minimi anche fuori stagione. Fra questi l'accesso ai servizi igienici, la pulizia e la manutenzione, ma rimuovendo ombrelloni e lettini al termine dell’estate.
La delibera del Pua è stata approvata in Aula Giulio Cesare con un'ampia maggioranza di 34 voti a favore e 8 contrari. A favore i partiti di maggioranza insieme ad Azione e al Movimento 5 Stelle. Contrario il centrodestra. Adesso si aprirà la Conferenza dei Servizi, alla quale parteciperanno anche Regione Lazio, Agenzia del Demanio, Capitaneria di Porto, Soprintendenza e gli altri enti competenti per la gestione e la tutela del litorale. Il procedimento amministrativo avrà una durata massima di 45 giorni e consentirà di raccogliere ulteriori pareri tecnici.
Esultano Pd e M5S, Fratelli d'Italia parla di "scelta ideologica"
Esulta per il traguardo il Partito democratico in Campidoglio, che in una nota stampa scirve come "anche gli emendamenti approvati dall'Assemblea hanno contribuito a migliorare ulteriormente il provvedimento", un risultato che "si inserisce nel più ampio lavoro di rilancio del Mare di Roma avviato dall'amministrazione guidata dal sindaco Gualtieri, con l'obiettivo di restituire al litorale decoro, accessibilità, servizi e opportunità di crescita".
Anche il Movimento 5 Stelle sottolinea il ruolo degli emendamenti, grazie a cui sono inseriti "più sport e più diritti", hanno dichiarato il vicepresidente dell'Assemblea capitolina e consigliere M5s, Paolo Ferrara, e il capogruppo M5s in Municipio Roma X Alessandro Ieva. "Il Pua è uno strumento per rivoluzionare il mare di Roma sul quale abbiamo lavorato fin dalla scorsa consiliatura", aggiungono.
Fra i contrari, Fratelli d'Italia parla, invece, di "una scelta fortemente ideologica che non tiene adeguatamente conto delle specificità del litorale romano e delle esigenze reali del territorio", dichiarano in una nota i consigliere di Fd'I in Assemblea capitolina Mariacristina Masi, Giovanni Quarzo, Francesca Barbato, Stefano Erbaggi e Federico Rocca. "Abbiamo partecipato al confronto con spirito costruttivo, presentando numerosi emendamenti e proposte migliorative. Tuttavia, ci siamo scontrati con una chiusura totale da parte della maggioranza, che ha respinto ogni contributo proveniente dall'opposizione senza alcuna reale volontà di confronto".