Angela, insegnante di ruolo: “Lavoro da oltre 30 anni a Roma: manca il personale, senza le Mad crolla tutto”

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"Quella del precariato nelle scuole di Roma è una storia vecchia decenni. Io lavoro come insegnante da trent'anni e ci siamo sempre trovate a combattere con condizioni di lavoro difficili. Le lauree per lavorare negli asili? Le insegnanti della nostra generazione non ne hanno: c'erano altri requisiti. Siamo diventate di ruolo lo stesso. Conta di più l'esperienza con i bambini". A parlare con Fanpage.it, analizzando la situazione delle insegnanti a chiamata, è un'insegnante di ruolo che lavora a Roma, Angela (nome di fantasia).
Nelle ultime settimane, Fanpage.it ha raccolto numerose testimonianze di insegnanti a chiamata che lavorano a Roma. Dal prossimo settembre, però, con le nuove graduatorie che richiedono titoli più specifici di quelli affini, sufficienti per presentare la Messa a disposizione, Mad, e lavorare come insegnante a chiamata, la situazione per le Mad potrebbe cambiare. Ora le insegnanti a chiamata del Comune di Roma Campidoglio hanno paura di restare senza lavoro. Fra loro c'è Martina, che per poter raggiungere velocemente la scuola quando viene chiamata si è trasferita dalla sorella dal lunedì al venerdì, ma anche Valentina che a quasi 46 anni ha detto di non sapere come andare avanti: "Sono troppo giovane per la pensione e troppo vecchia per il mercato del lavoro", ha spiegato a Fanpage.it. Anche Martina, nonostante le due lauree, rischia di non rientrare nelle nuove graduatorie del Comune di Roma. Come lei anche Sandy ha iniziato a lavorare subito dopo la laurea, ma non basta.
Francesca lamenta le condizioni in cui sono costrette a lavorare, con l'obbligo di consegnare il certificato medico pur lavorando a chiamata. Sonia, invece, racconta di essere chiamata anche appena dieci minuti prima di un turno per sapere dove lavorare. Francesca ha un mutuo e due figli: se tagliano le Mad, non saprà più come andare avanti, così come Barbara che è insegnante a chiamata da sette anni.
E poi ci sono le insegnanti che pur di lavorare arrivano da fuori Roma. Valeria si è trasferita nella Capitale da Napoli, Chiara è costretta alla vita da pendolare da Frosinone. Daniela, invece, arriva da ancora più lontano, da un paesino del Casertano e ogni mattina si alza alle 4.30 per raggiungere la stazione Termini.
Il racconto dell'insegnante di ruolo: "Le Mad sono fondamentali per noi e la scuola"
Secondo quanto spiegato da Angela, sono proprio le Mad spesso a garantire il servizio pubblico a scuola. "Le insegnanti di ruolo iniziano ad assentarsi spesso. Hanno una certa età, spesso usano le assenze con la 104 per genitori anziani. Inoltre dobbiamo immaginare anche che sono prossime alla pensione. Spesso sono le supplenti a garantire il pubblico servizio. Senza di loro ci sarebbero turni ridotti". E quando questo non accade il lavoro si complica per chi è in turno.
"Restiamo sole con tanti bambini, alcuni con certificazione. È difficile per noi che lavoriamo con molti bambini. Ed è già difficile per loro, perché non vedono una continuità garantita nel tempo. Cambiano insegnanti, perché ogni giorno ci sono nuove supplenti. Non nego che la mattina, prima di fidarsi della nuova persona che arriva, seguono tutti soltanto me", aggiunge.
"Ad essere compromesso è anche il rapporto con le famiglie, oltre che con i bimbi stessi: ogni insegnante ha un rapporto e uno stile educativo diverso con i bambini. Bisognerebbe trovare un modo per aiutare a instaurare rapporti continuativi per la comunità scolastica e il bene stesso delle lavoratrici".
Il lavoro precario nella scuola: "Ci lavoro da trent'anni, non è niente di nuovo per me"
Anche per le insegnanti di ruolo scoprire che a settembre le Mad rischiano di non rientrare più in graduatoria è stata una doccia fredda. "Resterebbero scoperti buchi, veri e propri vuoti di organico. Noi personale di ruolo siamo abituati a questo, purtroppo, perché è una situazione ricorrente. La battaglia del personale precario dentro le scuole del Comune di Roma è una battaglia decennale, ventennale – spiega – Spesso parliamo di un personale precario con 15 anni di anzianità, qualcuno anche 20, come nel 2014″.
E i vuoti di organico rischiano di aumentare per il fattore legato all'età del personale di ruolo. "Assenze, uso dei permessi della 104, pensioni: non sono imprevisti. Ma temo che dal Campidoglio non abbiano contezza dei numeri del personale scolastico", spiega. Nonostante questo, stando alle nuove graduatorie, tutte le insegnanti che hanno dato la propria Messa a disposizione rischiano di trovarsi senza lavoro.
Le insegnanti a chiamata: "La laurea non basta se manca l'esperienza"
"Non rispondono ai requisiti, secondo le nuove graduatorie non bastano più i titoli affini – spiega – Ora vogliono la laurea specifica. Ovviamente è necessario essere specializzate. Ma io ho avuto modo di osservare colleghe laureate e non laureate. E posso dire che non sempre la laurea è una garanzia. C'è chi riesce ad entrare immediatamente in connessione con i bimbi, ad individuare subito i loro bisogni. È una relazione quella che nasce con i componenti delle classi. E non è detto che chi è laureato abbia capacità di curarla. Fra l'altro le insegnanti della nostra generazione, per la maggior parte, non sono laureate. Ma abbiamo imparato a comprendere i gesti, gli sguardi, i non detti grazie all'esperienza. Perché dovremmo togliere la possibilità ad altre insegnanti di far valere l'esperienza accumulata nelle nuove graduatorie?", si chiede.
"Il nostro è un lavoro che non si impara sulla carta. Si impara con le mani in pasta, diciamo. Lavoro da trent'anni per il Comune – aggiunge ancora prima di concludere – Tagliare le Mad è un'ipotesi folle. Sembra quasi che le abbiano utilizzate finché servivano e che ora, da settembre, vogliano farne a meno. Ed è impensabile anche per noi".
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