Nidi senza insegnanti a Roma, Manuela mamma avvocata: “Per noi è interruzione di pubblico servizio”

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Bimbi respinti all'ingresso, uscite anticipate e poche, pochissime educatrici per ogni classe. È il luglio nero nei nidi della Capitale, dove mancano sempre più insegnanti e quelle che restano si trovano a lavorare fuori rapporto, con un numero di bambini molto più elevato rispetto a ciò che prevede la norma. E quando i piccoli diventano davvero troppi, arriva la chiamata a casa. "Dovete venirli a prendere fra mezz'ora o restano soli, ci dicono. Ma noi genitori non sappiamo come fare", ha spiegato a Fanpage.it Marta, mamma che porta i bimbi nelle scuole del XII Municipio. "Il mio compagno ed io siamo medici: non possiamo abbandonare i pazienti all'improvviso perché mancano le educatrici", aggiunge anche Flavia.
A rivolgersi a Fanpage.it oggi è invece Manuela che è un'avvocata. I suoi figli frequentano un nido dell'XI Municipio, ma la situazione non cambia. "Ci ripetono da due settimane che nel mese di luglio non c'è copertura. Ma noi non ne possiamo più: ogni giorno, a rotazione, siamo costretti ad andare a prendere prima i nostri figli perché mancano le educatrici. Non possiamo prendere permessi al lavoro ogni giorno". E poi aggiunge: "Abbiamo pagato il nido all'inizio di giugno per una prestazione che non viene erogata: per noi è interruzione di pubblico servizio".
Luglio nero nei nidi di Roma: mancano le educatrici
La situazione all'interno dei nidi di Roma che, come fatto sapere da alcune insegnanti di ruolo a Fanpage.it nei mesi scorsi, "non collassano grazie alle insegnanti a chiamata Mad (letteralmente Messa a disposizione)", nel mese di luglio peggiora. "Il nostro contratto è fino a giugno. Da luglio in poi restano soltanto le supplenti Mad", ha spiegato in particolare Franca, insegnante di ruolo. A quel punto, nei nidi, arrivano le supplenti.
"La struttura resta la stessa, ma le insegnanti cambiano. Non c'è un vero e proprio inserimento estivo: comunque parliamo di bambini così piccoli – continua Manuela – Almeno sono sempre le stesse educatrici venute la scorsa estate". Una situazione già fortuita rispetto ad altri casi in cui le insegnanti cambiano sempre, talvolta anche ogni giorno.
Poche insegnati nei nidi: "Siamo sotto organico dal primo giorno"
"Lavoriamo sotto organico dal primo giorno. La prossima settimana a due colleghe scade il contratto, ma il numero di bimbi resta lo stesso – ha spiegato un'insegnante a chiamata a Fanpage.it – Il medico voleva darmi cinque giorni di malattia: ne ho presi due per non lasciare sola l'unica collega che resta in classe con me".
Già precarie e con il lavoro messo ancora più a rischio da settembre, le insegnanti a chiamata Mad hanno iniziato una mobilitazione fra maggio e giugno scorsi. "Non abbiamo diritto alla maternità" , spiega Cristina. "Quando stiamo male dobbiamo presentare il certificato medico, anche se lavoriamo a chiamata", sottolinea Francesca. "Ci chiamano anche 10 minuti prima dell'inizio del turno: a quel momento scatta la corsa per raggiungere la scuola", dice Sonia. "Non sai mai in quale scuola finirai, quanta strada dovrai fare la mattina, se sarà vicino casa": una vita senza certezza, quella vissuta dalle precarie della scuola come Martina.
Sulla questione il Campidoglio sta provando a cercare delle soluzioni in vista del prossimo autunno, come confermato dall'Assessora alla Scuola Claudia Pratelli. Nel frattempo, però, la situazione vissuta in estate resta drammatica per insegnanti e famiglie. E a pagarne le conseguenze sono i più piccoli.
Nidi di Roma senza educatrici: "Andrebbe ricalendarizzato l'orario"
"Questo luglio nella nostra classe sono sotto organico di tre educatrici: dall'inizio del mese, non c'è un giorno che non venga chiesto a qualcuno di andare a prendere i figli prima – aggiunge – Si tratta di una situazione grave, non c'è un adempimento contrattuale". Il fatto che sia comune anche alla maggior parte dei Municipi di Roma non aiuta. "Una situazione che si ripete in maniera sistematica. A questo punto, magari, andrebbe ricalendarizzato l'orario del nido e sarebbe il caso che venga restituita indietro la quota. Almeno potremmo organizzarci".
La situazione crea disagi a ogni famiglia: non tutte, infatti, possono contare su aiuti esterni o alternative. Per molte, invece, il nido è l'unica garanzia che permette loro di andare al lavoro. C'è chi ha più di un figlio che frequenta il nido, chi è arrivato a Roma ma ha la propria famiglia altrove e chi i genitori non li ha più: "Esistono mille possibilità, tipi di famiglia diversi. Io, ad esempio, sono una mamma single e non posso contare su aiuti esterni: in caso di necessità, sono l'unica che può attivarsi per andare a scuola. Ma non posso rimetterci con il mio lavoro".
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