“A 35 anni con due figli sono tornata all’università: per noi insegnanti a chiamata la maternità non esiste”

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"Lavoro come insegnante a chiamata da due anni. Da dieci lavoro nelle scuole, ho iniziato con la privata. Ho due bimbi piccoli: se stanno male e resto a casa, il mio nome crolla negli elenchi Mad. Non abbiamo tutele, non veniamo valorizzate per i nostri titoli. Per alcuni, siamo completamente invisibili". Queste la parole di Cristina, giovane insegnante a chiamata nella Capitale, che lavora da due anni come Mad, negli elenchi di Messa a disposizione.
"Mi sono iscritta agli elenchi Mad due anni fa, dopo dieci anni di lavoro nel privato, anche in nord Italia – spiega – Fortunatamente avevo già partorito anche il mio secondo bimbo. Perché in un lavoro come quello delle insegnanti a chiamata non ci sono tutele né garanzie, non c'è uno stipendio fisso né alcun genere di incentivo. Non posso neanche prendere un giorno di malattia per me o per i bambini quando serve: rischio di non essere richiamata".
L'abilitazione: "Iscritta all'università. Impossibile riuscire a fare tutto"
"Ho una laurea triennale, una magistrale e un master. Ma non ho la laurea in Scienze della Formazione Primaria. Così mi sono iscritta privatamente alla Unilink. Mi hanno riconosciuto alcuni cfu, ma me ne mancano ancora 60 – spiega – Rischiavo di trovarmi tagliata fuori dal mondo del lavoro. Per l'istruzione italiana non sono ancora all'altezza. Per assurdo potrei fare la funzionaria, ma non posso lavorare all'infanzia", sottolinea.
"Ho una casa, due figli. Non è semplice mettermi in gioco e studiare, nonostante questa sia la mia passione: il mio lavoro non lo cambierai mai con nessun altro e sto lottando per questo – spiega – Inoltre non tengono conto dell'esperienza e degli anni di servizio. Con un elenco senza punteggio fino a oggi l'ordine della graduatoria dipendeva dall'arrivo delle domande di Messa a chiamata, non dai titoli né dagli anni di lavoro come insegnante".
Una condizione, quella descritta da Cristina, che sembra destinata a cambiare. Stando alle informazioni riportate da Fanpage.it ieri, il tavolo fra sindacato e amministrazione pubblica ha portato a un'alternativa che non prevede il taglio delle Mad. Si tratta nuove graduatorie, stavolta con punteggio in base alle ore di servizio già svolto e ai titoli di cui si è in possesso, attivate per i vari municipi per le quali sarà possibile presentare domanda dal primo agosto.
La protesta delle insegnanti a chiamata a Roma
Per cercare una soluzione anche Cristina ha partecipato alle mobilitazioni dandosi indisponibile per protesta. "Ci fanno lavorare perché hanno buchi di organico da coprire, poi però non ci ammettono ai concorsi – aggiunge – Ma così come posso lavorare, dovrei poter anche partecipare. Trovo che sia un'ingiustizia. Perché ogni volta che penso di aver raggiunto la meta, prendendo un nuovo titolo di studio, c'è sempre un'aggiunta di più di qualcosa da fare. E si resta indietro, nonostante le spese aumentino fra casa, famiglia e ora anche università, da quando ho ripreso a studiare".
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