“Certificati medici per un lavoro a chiamata e ora dal Comune di Roma vogliono fare a meno di noi insegnanti Mad”

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"Lavoriamo a chiamata, ma ci hanno chiesto il certificato medico per le assenze. Se per qualsiasi ragione non lo avessimo presentato saremmo scese in fondo all'elenco Mad. Alcuni medici si sono rifiutati di farlo. Dopo tre indisponibilità ingiustificate, scattano le mancate chiamate. È una situazione imbarazzante". A raccontare le condizioni di lavoro delle insegnanti a chiamata a Roma, dell'elenco Mad, Messa a disposizione, è Francesca. Ha 49 anni e dal 2015 lavora nelle scuole, prima come assistente educativa culturale ex Aec attuale OEPAC e ora come insegnante a chiamata.
"Certificato medico per lavoro a chiamata, per noi richiesta assurda"
Nel corso del suo racconto ha spiegato che, come riportato nel verbale delle deliberazioni della Giunta Capitolina dell'8 agosto 2025, in caso di assenza o, visto il tipo di rapporto lavorativo, a chiamata, di indisponibilità, era richiesta una giustificazione.
"L'indisponibilità è regolata come di seguito: indisponibilità programmata, giustificata per n.15 giorni complessivi anche non continuativi nel corso dell’anno educativo/scolastico, da comunicare via mail all’indirizzo di posta elettronica dedicato dell’Ufficio del personale municipale almeno 30 giorni prima; indisponibilità non programmata, giustificata per un massimo di n. 5 giorni da comunicare via mail, all’indirizzo di posta elettronica dedicato dell’Ufficio del personale municipale, il giorno prima, se possibile, ovvero la mattina prima dell’inizio delle chiamate; indisponibilità per gravi impedimenti di natura personale o familiare disposti per legge (es. lutto, malattia, malattia figlio…), giustificata mediante trasmissione via mail della relativa certificazione, da comunicare all’indirizzo di posta elettronica dedicato dell’Ufficio del personale municipale – viene evidenziato nel testo del documento – indisponibilità per altro rapporto di lavoro a tempo determinato in corso. In tal caso, il candidato dovrà produrre la copia del contratto di lavoro a tempo determinato o dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, contenente l’inquadramento giuridico, i dati del datore di lavoro e la scadenza del rapporto di lavoro. Il candidato resta indisponibile e pertanto, non sarà contattato fino al termine del rapporto di lavoro con l’altro soggetto o Ente".
Il lavoro da Mad dal 2020: "Poi sospesa all'improvviso senza un perché"
"Nel 2020 ho dato la mia Mad, Messa a disposizione. Mi sono iscritta e sono stata chiamata fin da subito dal Municipio. Ho dato la mia disponibilità assoluta. E ho lavorato ogni giorno fino a dicembre 2025 quando, insieme ad altre colleghe Mad laureate in Psicologia, non ci siamo accorte che il Municipio evitava di chiamarci. Così ho fatto domanda per un altro. E sono riuscita a ricominciare a lavorare. Per poco. Soltanto dopo aver inviato delle email mi è arrivata risposta e ho scoperto che il mio titolo risultava essere sospeso".
Francesca non riesce a spiegarsi cosa possa essere accaduto. "Per me è stata un'altra doccia fredda. Ho chiesto di fare accesso agli atti. Resto in attesa". Nel frattempo, però, senza ricevere più chiamate, Francesca è rimasta progressivamente senza lavoro. Oggi è consapevole che, stando alle ultime modifiche nelle graduatorie scolastiche, resterebbe fuori.
La soluzione in un interpello statale
"Allora a marzo ho deciso di rispondere a un interpello statale, per candidarmi come insegnante di sostegno. E fortunatamente sono stata presa. Oggi ho un contratto con la scuola del Municipio, lo stesso in cui fino a dicembre ho lavorato come Mad, prima di essere messa da parte chissà per quale motivo, all'improvviso", spiega.
"Non vediamo negli interpelli la soluzione ma se sono utili per inserimento futuro in GCS, le nuove graduatorie per insegnare, ben vengano", è il commento di Cinzia Conti di SGB a Fanpage.it. SGB ha fatto scattare la protesta nei giorni scorsi organizzando un presidio in Campidoglio.
Un nuovo incontro si è tenuto ieri con gli altri maggiori sindacati di tutto il settore scuole. "Ha partecipato anche la nostra delegazione. L'amministrazione, mostrando le difficoltà circa le manovre di assestamento di bilancio, ha comunque messo sul piatto delle assunzioni del precariato storico, ed ha convalidato la GCS per le scuole dell'infanzia, oltre ad un prossimo concorso a tempo indeterminato per insegnanti scuole dell'infanzia – continua Conti – Si è mostrata un'apertura, sulla quale dobbiamo restare vigili, per la vertenza delle MAD per le quali c'è un idea di creare degli interpelli centralizzati sin dal prossimo anno educativo".
Organizzato per i prossimi giorni, inoltre, un tavolo sindacale per discutere della mozione a firma Linda Meleo che, a Fanpage.it, ha aggiunto: "Non possiamo far sparire queste insegnanti, con la loro esperienza, dobbiamo trovare alternative", sono state le sue parole. La sua mozione, così come quelle presentate da Antonio De Santis e da Federico Rocca di Fratelli d'Italia, è stata approvata questo pomeriggio in Assemblea Capitolina.
Impegno e esperienza caratterizzano le storie di tutte le insegnanti a chiamata raccolte finora dalla nostra testata, da Daniela che si alza alle 4.30 per raggiungere Roma da Caserta, Chiara che parte da Frosinone e Valeria che, invece, si è trasferita da Napoli per lavorare. Barbara rischia di trovarsi senza lavoro dopo sette anni, Francesca ha un mutuo e due figli e non sa come andare avanti se non viene più chiamata e Sonia, pronta a partire per una chiamata che per anni è arrivata dieci minuti prima dell'inizio del turno.
"Sono 11 anni che lavoro nella scuola dell'Infanzia, fra una cosa e l'altra – conclude poi Francesca -Per le scuole statali questa esperienza vale ancora. Per il Campidoglio, evidentemente, no".
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