Alessia: “Ho fatto un colloquio in un supermercato a Roma: 1000 euro al mese per 40 ore a settimana”

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Sui vari siti di annunci, le offerte di lavoro come cassieri, banchisti, scaffalisti sono centinaia. Quasi mai è indicato lo stipendio, mentre non manca mai una frase: "Astenersi perditempo". Sarebbero quelli "senza voglia di lavorare" o con richieste assurde come lavorare per le ore indicate sul contratto o anche avere un contratto. Tutte persone che, però, hanno bisogno di lavorare. Come Alessia (nome di fantasia), ragazza di 30 anni che ha parlato a Fanpage.it del colloquio di lavoro avuto in un supermercato in zona Monti Tiburtini a Roma durante il quale gli sono stati offerti mille euro al mese per 40 ore settimanali.
Mille euro al mese comprensivi di 13esima, 14esima e Tfr
"Mi hanno chiesto se avevo esperienza – racconta la ragazza che sta cercando lavoro nelle ultime settimane -. Al supermercato no, però ho già lavorato in negozio, ho esperienza in cassa, ma loro mi hanno detto che cercano una persona per banco gastronomia e una persona come scaffalista/cassiera". Il curriculum presentato, evidentemente, non era abbastanza lungo o specializzato per poter accedere a uno stipendio adeguato al costo della vita attuale nella Capitale. "Visto che io non ho esperienza, lo stipendio era di mille euro netti al mese. Il tutto però comprensivo di tredicesima e quattordicesima spalmati in busta e anche TFR". I mille euro mensili, quindi, sarebbero comprensivi di questi diritti retributivi.
La paga oraria equivale a meno di 6 euro l'ora considerando 40 ore di lavoro a settimana. "I turni potevano essere o di mezza giornata, quindi dalle 6:30 del mattino alle 14:00 o dalle 14:00 alle 20:30, oppure con lo spezzato, quindi una giornata intera con la pausa pranzo. Il giorno intero è solo una volta settimana. A quanto pare i festivi vengono retribuiti di più". Anche accettando, prima di potersi dire assunti bisogna affrontare due mezze giornate di prova, la mattina, non pagate. "Gli ho detto che ci dovevo pensare un attimo".
Contratti precari e lavoro povero
Attraverso gli ultimi dati dell'Inps, riferiti al 2024, possiamo vedere che forme di lavoro instabili e non pienamente inquadrate nei regolamenti dei contratti collettivi nazionali siano in forte aumento. Anche nel Lazio il saldo occupazionale, cioè la differenza fra le assunzioni e le cessazioni di rapporti di lavoro, è positivo, ma sono ormai una chimera i contratti a tempo indeterminato, solo l'8 per cento delle nuove attivazioni. Mentre rapporti di lavori brevissimi, anche di un solo giorno, sono il 35,2 per cento del totale regionale e il 44 per cento dei contratti firmati a Roma.
Un fenomeno che si intreccia a quello del lavoro povero. Un lavoratore su cinque in Italia ha comunque un reddito basso. Mentre uno su dieci si trova a rischio di povertà, ovvero un qualunque imprevisto può portarlo a non avere più i mezzi per arrivare a fine mese. Un rischio ancora più concreto per le persone sole o per chi ha tanti figli.