Femminicidio a Colleferro, Joanna accoltellata in casa dal marito: a lanciare l’allarme la figlia maggiore
La lite in cucina, il coltello e l'aggressione. Nella tarda serata di ieri Mohamed Habib Rouissi ha confessato di aver ucciso la moglie, Joanna. L'uomo, 69 anni, ha colpito la donna in cucina, dove era scoppiata una lite fra i due e dove si trovava, al momento del delitto, anche il figlio più piccolo della coppia, un bambino di appena 9 anni, che avrebbe assistito all'aggressione. A lanciare l'allarme, verso le 15.30 di ieri, martedì 18 agosto 2026, sarebbe stata la figlia maggiore della coppia che ha immediatamente chiamato il numero di emergenza unico 112. Gli agenti sono arrivati immediatamente. Una volta entrati nell'abitazione hanno trovato la donna in fin di vita, in condizioni critiche. I tentativi di rianimarla si sono rivelati vani: è morta poco dopo.
Secondo quanto emerso nelle ultime ore la donna aveva provato a descrivere le reazioni del marito, raccontando che la picchiava: secondo la donna aveva dei disturbi e proprio per questo l'aveva accompagnato da uno psichiatra. Da chiarire se i maltrattamenti siano stati sottovalutati dallo specialista e dalla Asl della zona.
La lite in cucina e le coltellate
Si trovavano in cucina, dopo la lite, quando il marito l'avrebbe raggiunta con quattro coltellate alla gola, davanti allo sguardo di uno dei cinque figli della coppia. L'uomo, dopo aver abbandonato l'arma sul pavimento, è scappato fuori casa: è poi stato fermato dai poliziotti a poca distanza dal luogo del delitto: una volta bloccato ha confessato l'omicidio. A indagare con ipotesi di reato di femminicidio è la Procura di Velletri sotto la guida del procuratore Carlo Villani. I fatti sono avvenuti a Colleferro, nella zona di Colle Sant'Antonino.
Il sindaco di Colleferro: "C'erano segnali, ma sono sfuggiti"
Non ha tardato ad arrivare il commento del sindaco di Colleferro, Giulio Calamita, dopo i fatti. "Era una donna abbastanza conosciuta nella zona e da alcune famiglie di Colleferro. Sembra che ci fossero dei segnali di questa situazione ma evidentemente devono essere sfuggiti o non sono stati ritenuti così pericolosi". Poco dopo le sue dichiarazioni, suoi social network ha pubblicato una nota dedicata alla terribile vicenda: "Oggi la nostra città si trova ad affrontare un fatto tragico e sconvolgente: un femminicidio, il primo di cui si abbia memoria recente nella nostra storia cittadina – ha fatto sapere – La Polizia di Stato e la magistratura stanno conducendo tutte le indagini necessarie e restiamo in attesa di conoscere i dettagli ufficiali nelle prossime ore. In loro riponiamo la massima fiducia. Come Amministrazione comunale ci siamo immediatamente attivati per fare tutto ciò che è in nostro potere. Abbiamo messo a disposizione tutti i canali di assistenza e i servizi sociali, già presenti, per garantire la massima vicinanza e un supporto concreto ai figli e ai familiari colpiti da questa immane tragedia", ha assicurato. È a loro, tre adolescenti e due bambini, che è andato il pensiero dell'intera comunità dopo aver appreso i fatti.
"Non intendiamo restare inermi di fronte a tanta violenza. Nei prossimi giorni promuoveremo un'iniziativa pubblica e sociale per unire la città, condannare ogni forma di violenza di genere e riflettere insieme su come rafforzare le nostre reti di protezione – ha aggiunto – In momenti come questo, il dolore e lo smarrimento rischiano di sopraffarci, ma è proprio ora che dobbiamo ritrovarci uniti come comunità. Nessuno deve sentirsi solo di fronte al disagio o alla paura, soprattutto quando non appare alla luce del sole ma è chiusa nelle mura domestiche. A nome di tutta Colleferro, stringo in un abbraccio forte i familiari della vittima".
Chi era Joanna, la donna uccisa a Colleferro
Joanna, il cui nome da nubile non è ancora stato diffuso, aveva 50 anni. Era una casalinga ma lavorava talvolta come badante per alcune famiglie. Sui social network utilizzava il cognome del marito, Roussi. La coppia, sposata da vent'anni, aveva cinque figli. Lui era originario della Tunisia, lei della Polonia. "Non meritavi di morire e per giunta uccisa dal padre dei tuoi 5 figli", sono le parole che ha dedicato alla donna un'amica sui social network. "La conoscevo. Era bella e brava, una grande lavoratrice", raccontano sui social "Ciao Joanna, un angelo in più nel cielo. Che tu possa vegliare i tuoi ragazzi come sempre hai fatto. Tristissimo notizia", scrive un'altra ancora. "Il pensiero triste va a questa povera donna uccisa da un mentecatto. L'altro pensiero va ai 5 figli che si ritrovano in un momento senza genitori", è il commento di un'altra utente.