Femminicidio Colleferro, Joanna voleva che il marito si curasse: lui smise di andare dallo psichiatra

Immagine
La vittima si era rivolta alla Asl per far effettuare delle visite psichiatriche al marito ma lui sarebbe stato reticente nel curarsi.

All'indomani del femminicidio di Joanna Rouissi, avvenuto nel pomeriggio del 18 agosto a Colleferro per mano del marito Mohamed Habib Rouissi, gli inquirenti ma anche il Comune e gli assistenti sociali stanno cercando di ricostruire cosa è accaduto nei mesi precedenti al delitto. La domanda assillante è solo una: c'erano dei segnali che sono stati ignorati?

Nessuna segnalazione

Al momento non sembra esserci stata nessuna denuncia, neanche da parte di terzi, e nessuna segnalazione arrivata sul tavolo degli assistenti sociali di zona riguardo a maltrattamenti o violenze in famiglia. A via Cristoforo Colombo, ex quartiere operaio di Colleferro dove è avvenuto il femminicidio, i pochi residenti che non sono in villeggiatura non hanno molta voglia di parlare. Qualcuno ammette a mezza bocca che nella zona si sapeva che la coppia litigava molto spesso ma niente di più. Anche qui non è chiaro ancora quanto queste liti fossero frequenti e quanto accese da destare allarme. E proprio su questo tema è arrivato l'appello del sindaco Giulio Calamita che ha invitato i suoi concittadini non voltarsi dall'altra parte e segnalare qualsiasi situazione potenzialmente pericolosa: "Non siate indifferenti" ha detto ai microfoni di Fanpage.it.

Le uniche certezze ad oggi sono legate alla dinamica del delitto poiché l'uomo ha confessato di averla uccisa. Il femminicidio è avvenuto all'interno dell'abitazione dove la coppia viveva insieme ai suoi cinque figli. Joanna è stata colpita da tre o quattro coltellate alla gola. In casa pare fosse presente il figlio più piccolo di soli 9 anni. I soccorsi sono stati attivati dalla figlia maggiore che ha tentato invano di soccorrere la madre dopo averla trovata a terra agonizzante. L'uomo nel frattempo si è dato alla fuga ma è stato subito individuato dagli agenti della IV sezione della squadra Mobile, coordinati da Roberto Giuseppe Pititto. Ore dopo davanti al pm della Procura di Velletri ha ammesso di aver accoltellato a morte la moglie.

Le mancate visite psichiatriche

Mohamed, 69 anni, lavorava come muratore e da alcuni anni era in pensione. Pare che da tempo avesse manifestato un disagio psichico e la moglie si sarebbe attivata per farlo seguire dalla Asl sul territorio. L'uomo avrebbe avuto un primo contatto con la Asl ma poi non si sarebbe presentato ai successivi appuntamenti fissati con lo psichiatra.

La vittima, descritta da chi la conosceva come una donna forte e benvoluta da tutti, cercava da più di un anno di spronare il marito a sottoporsi a visite psichiatriche, andando anche insieme dal medico di famiglia per richiedere le impegnative. Non è chiaro ancora se nei vari passaggi tra i medici e la Asl sia stato individuato e sottovalutato qualche segnale di pericolo. Mohamed infatti non era stato considerato come una persona da "attenzionare" in modo particolare ma come una persona stressata che non dormiva e soffriva d'ansia.

Come nel 42% dei casi di femminicidi avvenuti nel corso del 2026 anche quello di Colleferro ha come assassino il partner della donna. E anche la storia di Joanna restituisce la ferocia del patriarcato in purezza che trova sfogo nella mura di casa.

di Simona Berterame e Alessandro Coltrè

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views