“Le insegnanti a chiamata con esperienza devono restare a scuola”, presentata oggi mozione in Assemblea Capitolina

La vita di chi lavora come insegnante a chiamata a Roma resta appesa a un filo. Secondo le ultime direttive del Campidoglio, tutte coloro che da anni hanno svolto un servizio di Mad, letteralmente Messa a disposizione, dal prossimo settembre non verrà più chiamata. Il Comune di Roma, infatti, con la delibera dello scorso aprile, ha cambiato i requisiti necessari per comparire nelle graduatorie "per il conferimento degli incarichi a tempo determinato nei servizi educativi e scolastici di Roma Capitale".
E le Mad si sono viste escludere, nonostante da così tanti anni, fin dal 2019, assicurino copertura di organico in caso di assenze giorno dopo giorno né di supplenze più lunghe. Nel frattempo, oltre alle insegnanti stesse che si stanno mobilitando dalla scorsa settimana, è stata presentata una mozione urgente all'Assemblea Capitolina che vede come prima firma quella di Linda Meleo, accompagnata da Daniele Diaco, Virginia Raggi e Paolo Ferrara del Gruppo Capitolino Movimento 5 Stelle 2050.
"Con questa mozione vogliamo chiedere di non far sparire le persone, le lavoratrici e i lavoratori né la loro professionalità accumulato col tempo. Dobbiamo tutelarle. Lo dobbiamo a loro e a noi: con il lavoro di Mad hanno accumulato anni di esperienza. Che non può andare sprecata così", ha spiegato a Fanpage.it proprio Linda Meleo.
Le storie delle Mad e il destino delle graduatorie
Negli ultimi giorni, Fanpage.it ha raccolto diverse testimonianze delle insegnanti a chiamata a Roma che rischiano, per questa ragione, di trovarsi senza lavoro e senza una soluzione dal prossimo settembre. A partire da Barbara che, fra le prime, ha iniziato a lavorare come Mad: oggi ha accumulato 7 anni di esperienza: "Ora il Campidoglio vuole buttarci fuori dalla scuola", ha spiegato a Fanpage.it. Per svolgere questo mestiere, Chiara parte da Frosinone ogni giorno. Daniela, invece, ha raccontato di alzarsi ogni mattina alle 4.30 per raggiungere Roma dal suo piccolo Comune in provincia di Caserta, mentre Valeria per svolgere questo mestiere si è trasferita direttamente da Napoli.
Meleo e la mozione urgente per garantire un lavoro alle insegnanti a chiamata
"La formulazione delle Mad nasce nel 2019, durante la consiliatura del Movimento 5 Stelle, e riguarda il regolamento concernente modalità e criteri per la gestione per le supplenze nei servizi educativi e scolastici di Roma Capitale – esordisce Meleo – Ma da aprile 2026 sostanzialmente si è decretata la cessazione degli elenchi delle messe a disposizione". Nella delibera del 14 aprile scorso, però, sembra che dalle nuove graduatorie siano escluse le insegnanti a chiamata che avevano lavorato finora come Mad.
"Con questa mozione chiediamo che venga svolta ogni azione utile per garantire alle Mad, che nel frattempo hanno accumulato una significativa esperienza, di partecipare al sistema di regolamento del personale indispensabile a garantire le coperture dei personale delle scuole dell'infanzia adottando a tale scopo una norma transitoria, una modifica al vigente regolamento per gli incarichi a tempo determinato – sottolinea la consigliera Meleo – Quello che stiamo chiedendo è di non far sparire queste persone, ma di mantenere questo elenco e, mettendo a sistema l'esperienza maturata da queste persone negli anni, perché si tratta di persone che lavorano da diversi anni con questa procedura, riuscire a metterle nuovamente al lavoro visto che, nonostante le ulteriori assunzioni, potrebbero continuare a esserci dei problemi di copertura".
Meleo sulle insegnanti a chiamata: "Occorre trovare una soluzione per tutelare le Mad"
Secondo Meleo, la priorità è trovare una soluzione per le Mad. "Si tratta di persone, di lavoratrici (e lavoratori) che, pur non avendo titolo, hanno comunque maturato un'esperienza che, dopo 5 o 6 anni di insegnamento, se non di più, dovrebbe essere presa in considerazione – spiega – I problemi di organico dubito saranno risolti soltanto con i nuovi concorsi e le nuove graduatorie. Non c'è neppure alcuna normativa nazionale che vieta di includerle. Ed escluderle sarebbe un grave danno. Per le insegnanti stesse e per i servizi tutti, a partire dalle insegnanti di ruolo e le famiglie".