Insegnanti a chiamata, Pratelli dopo le proteste: “Priorità a chi lavora da anni nella scuola”

A meno di quattro giorni dal tavolo con i sindacati sulla questione delle insegnanti a chiamata negli asili del Comune di Roma che dal 2019 lavorano tramite Messa a disposizione e a meno di 24 ore dagli insulti violenti e sessisti ricevuti in sui social network dopo aver condiviso online un video della contro-manifestazione sulla remigrazione organizzata al Colosseo, l'assessora alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Claudia Pratelli risponde a Fanpage.it.
È notizia delle ultime ore la sua denuncia, sui social e alle forze dell'ordine, dei commenti ricevuti sotto a un video della manifestazione chiamata in opposizione a quella per la remigrazione. Sono parole pesanti, violente e sessiste.
Sabato sera mi sono resa conto che stavano arrivando migliaia di messaggi sotto al mio video, purtroppo mi sono resa contemporaneamente conto che molti di questi erano sessisti e violenti, quando non addirittura minacciosi. Per questo domenica mattina ho denunciato prima di tutto alle forze di polizia e poi dopo con un video sui social.
Si aspettava di essere presa di mira con così tanto odio online?
L’impressione che ho, anche a seguito delle tantissime telefonate di affetto e solidarietà ricevute, è che questa ondata di odio online stia facendo un salto di scala per estensione e intensità soprattutto nei confronti di attiviste donne che si battono contro le discriminazioni. È un odio che ha una matrice molto precisa: xenofoba e sessista.
Mi ha colpito molto quando, nel video condiviso ieri per denunciare l'ondata di commenti ricevuta, spiega che ciò che le è accaduto "non riguarda soltanto lei".
Non riguarda soltanto me: abbiamo già visto all’opera tutto questo nei confronti di tantissime altre persone. La dinamica è sempre la stessa, ma ogni volta un po' più violenta, forse perché nella percezione collettiva il fenomeno si sta in parte (solo in parte per fortuna) normalizzando. E poi la cosa riguarda tutte e tutti perché determina il clima culturale sociale e politico che si respira in un Paese.
Nell'ultimo periodo, oltre alle manifestazioni politiche, a Roma sono state organizzate mobilitazioni da parte dei lavoratori e delle lavoratrici della scuola.
Roma Capitale ha scelto di disegnare nuovi meccanismi di reclutamento e funzionamento per i suoi servizi scolastici applicando finalmente a livello romano modalità analoghe a quelle previste per la scuola statale: assunzioni a tempo indeterminato per concorso; assunzioni a tempo determinato da una graduatoria in costante aggiornamento e che non scade mai, le GCS (Graduatoria Capitolina per le Supplenze, ndr) nelle quali è previsto il possesso del titolo abilitante o in subordine il possesso di almeno 150 cfu nei corsi abilitanti come da previsione normativa e a garanzia della qualità pedagogica.
Per settimane Fanpage.it ha raccolto testimonianze delle insegnanti che, a causa della necessità del Comune di Roma di adeguarsi alle norme nazionali, hanno visto a rischio il proprio lavoro a chiamata, già precario come quello di molte altre persone nel mondo della scuola.
Abbiamo inoltre voluto prestare attenzione allo specifico contesto romano con la valorizzazione della graduatoria nidi, dove sono presenti persone che hanno garantito la copertura anche della scuola dell’infanzia in questi anni e che verranno chiamate dopo la prima fascia delle GCS.
Cosa rappresentano queste nuove modalità per le scuole di Roma?
Si tratta di una trasformazione ambiziosa e molto importante di cui il sistema aveva bisogno.
Soltanto venerdì scorso è stato raggiunto un accordo anche con i sindacati, con l'introduzione di un interpello. Come si è arrivati a questa decisione?
Coerentemente a tutto questo abbiamo fatto seguire l’attivazione di elenchi municipali tramite interpello. Fin dalle prime istanze sollevate dalle lavoratrici, che ho personalmente incontrato, nonché nell’ambito del disegno di riordino complessivo del sistema di reclutamento si è valutato di costruire un canale ulteriore per accedere alle sostituzioni.
Cioè?
Anche in questo caso, agiamo in analogia al meccanismo statale. Si accederà agli elenchi derivanti dall’interpello solo dopo aver esaurito le chiamate da GCS e la graduatoria nidi. È un altro tassello, importantissimo, del ridisegno del sistema. E sono molto contenta che la nostra proposta sia stata accolta favorevolmente da tutte le organizzazioni sindacali portando a siglare un accordo importante.
Questa modalità servirà a tutelare il lavoro di tutte e tutti coloro che hanno lavorato già negli anni scorsi nelle scuole del Comune di Roma a suo avviso?
Potranno rispondere all’interpello e far parte degli elenchi tutte le persone che negli scorsi anni hanno lavorato con incarichi di supplenza nelle scuole dell’infanzia di Roma Capitale nonché coloro che sono in possesso di titoli affini ben definiti, oltre naturalmente a persone in possesso di titolo abilitante non presenti in GCS. L’ordine di chiamata da questo nuovo elenco, salvo le persone abilitate che saranno in cima alla lista, sarà determinato dal numero dei giorni lavorati (più giorni lavorati più alto il posto nell’elenco). Si tratta di un meccanismo che garantisce proprio le persone che hanno lavorato dagli elenchi Mad.
Questo nuovo bando non rischia di rivelarsi una soluzione ancora una volta dettata dalla situazione emergenziale? Bene aver raggiunto un risultato, ma non si rischia di trovarsi nelle stesse condizioni di quest'anno il prossimo giugno?
L’interpello sarà aperto tutti gli anni dal 1 agosto al 30 giugno e consentirà, come dicevo, di attingere a un ulteriore bacino di persone per le sostituzioni. L’obiettivo è un ridisegno complessivo del sistema, non una soluzione emergenziale.
Sembra una buona notizia per le scuole di Roma.
Per noi lo è sicuramente. Rimane però una questione che riguarda Roma e tutta l’Italia: la carenza di personale in possesso di titolo abilitante per lavorare nella scuola dell’infanzia, motivo per il quale sono convinta che sarebbe necessario togliere il numero chiuso al corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria. E anche unificare i percorsi di studio e abilitazione per lavorare nei nidi e nelle scuole dell’infanzia.
Cosa cambia dalla Messa a disposizione che abbiamo conosciuto finora al nuovo elenco del prossimo settembre oltre alle modalità con cui si creerà la graduatoria?
L’interpello garantirà criteri uniformi, omogenei e trasparenti su tutto il territorio cittadino. E si tratta di un obiettivo importante. Gli elenchi MAD attualmente esistenti, nati nel 2019, sono stati banditi e gestiti dai singoli municipi per rispondere alla carenza di personale supplente, ma hanno generato disomogeneità tra i municipi e addirittura iniquità. Con l’interpello ci sarà un modello unico per tutta Roma, stessi criteri d’accesso, stesso criteri per ordinare le chiamate.
Negli scorsi anni, per garantire le risposte alle chiamate, si è optato perla richiesta di un certificato medico. Sarà riproposto anche stavolta?
Il nuovo regolamento per le supplenze, approvato lo scorso anno, prevede che il personale debba presentare una giustificazione in caso di non accettazione di un incarico proposto. Nel Regolamento la disponibilità ad accettare o non accettare incarichi è stata normata in maniera tale da garantire un equilibro fra le esigenze del personale e la necessità degli uffici di assicurare le sostituzioni del personale assente.
Oltre alle Mad, negli asili capitolini sono state annunciate 70 assunzioni.
Confermo che quest’anno sono previste 70 assunzioni di educatrici di asilo nido che verranno perfezionate scorrendo la graduatoria unica nido tuttora vigente. A queste assunzioni se ne aggiungeranno delle altre per il nido a copertura del turn-over, sempre nell’anno 2026, anche queste naturalmente scorrendo alla graduatoria nido. Per la scuola dell’infanzia a brevissimo verrà bandito il concorso per 80 assunzioni a tempo indeterminato.
In molti casi, soprattutto nel mese di luglio, sarebbero proprio le insegnanti a chiamata a garantire l'apertura della scuola.
A questo proposito occorre precisare che il personale assunto a tempo indeterminato lavora per contratto 42 settimane l’anno, per garantire l’apertura dei nidi a luglio si ricorre dunque a personale a tempo determinato.
Si sta valutando qualche ulteriore intervento per aprire a nuove possibilità?
Cerco di dare un'idea: dal nostro insediamento ad oggi questa amministrazione ha realizzato oltre 1700 assunzioni di personale educativo e scolastico (comprese le 70 + 80 di cui sopra). Tutto con risorse proprie nonostante la richiesta più volte avanzata al Governo di un finanziamento straordinario per la Capitale d’Italia che non può essere trattata come le altre città.
Eppure nel mondo della scuola molto del personale che vi lavora è precario.
Tutte queste assunzioni vengono realizzate con l’obiettivo di dare maggiore stabilità al sistema e una risposta a tante persone che hanno lavorato con contratti precari. Il nostro intendimento rimane quello di promuovere il lavoro stabile e qualificato e continueremo ad impegnarci in questo senso.