A Roma mancano insegnanti per il nido a luglio: “Sotto organico dal primo giorno: sono giorni che lavoro da sola”

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"Bimbi rispediti a casa all'inizio della giornata per la mancanza di insegnanti? Non mi stupisco", queste le parola di Sofia (nome di fantasia, ndr), insegnante a chiamata che in questi mesi estivi sta approfittando dell'assenza delle colleghe di ruolo per lavorare in un nido del I municipio a Roma, commentando la notizia di ieri. Alcuni bambini di una scuola del quartiere Portuense, come segnalato a Fanpage.it da una mamma, non sono stati fatti entrare in classe perché le maestre erano troppo poche e non avrebbero potuto garantire il rapporto fra bimbi e insegnanti.
Fra le educatrici rimaste a lavorare sotto organico anche Sofia (nome di fantasia, ndr). "Sono stata confermata per tutto il periodo estivo in un nido del I municipio – spiega Sofia a Fanpage.it – Appena abbiamo iniziato a lavorare eravamo già sotto organico, fin dal primo giorno", sottolinea.
Insegnanti assenti nei nidi: "Dicono che non ci sono supplenti disponibili"
"Oggi una mia collega era in malattia e non è stata sostituita. Ci hanno detto che, se dovesse chiedere ulteriori giorni, non invieranno alcuna sostituta. Abbiamo domandato per quale ragione e ci è stato risposto che non ci sono supplenti disponibili. E così ho dovuto lavorare per un'intera giornata da sola in una classe composta da 12 bimbi, dove ce ne è con certificazione che andrebbe seguito con maggiore attenzione e cura".
La stessa risposta è quella fornita a Giulia (nome di fantasia, ndr). "Oggi sono al lavoro, una mia collega ha preso una giornata di congedo parentale. E il Comune non ha mandato nessuno – aggiunge – Fortunatamente non sono rimasta da sola: lavorando con i lattanti, da sette a undici mesi circa, sarebbe impossibile. Così oggi abbiamo lavorato in quattro con 21 piccoli".
Prospettive future: "Finiscono i contratti: il numero dei bimbi resta lo stesso, noi insegnanti sempre meno"
La situazione, però, in alcuni casi rischia di peggiorare. "Io lavorerò tutto il mese, sempre nello stesso nido: d'inverno dobbiamo restare in attesa delle chiamate la mattina stessa, spesso in scuole diverse. Per me è una fortuna questa supplenza, più organizzata – continua Giulia – Ma dalla prossima settimana due colleghe andranno via, perché il loro contratto prevede soltanto metà mese: noi che restiamo, però, già sappiamo che non manderanno nessuna insegnante a sostituirle. E già sappiamo che il numero dei bambini resterà invariato: a quel punto saremo fuori rapporto, con troppi bimbi e poche maestre".
Una situazione che si ripropone anche nelle altre classi della scuola: "Dai più grandi lavorano con 29 bambini, di cui cinque con disabilità. Ma sono sotto organico. Stessa cosa in un'altra classe: erano iscritti in 24 con 4 insegnanti, ma molti hanno deciso di non frequentare. Così rientrano perfettamente nella norma anche loro – continua Giulia – Il problema maggiore, che è impossibile da prevedere, è quando una di noi si ammala. Sappiamo che non mandano nuove risorse: molte sostituzioni sono giornaliere a luglio e spesso, anche se si è insegnanti a chiamata, non conviene nemmeno dare disponibilità per così pochi giorni".
L'aumento del carico per le insegnanti a chiamata in estate
La stessa situazione che ha vissuto Sofia in questi giorni: "La mia collega è in malattia da ieri e non verrà sostituita – ribadisce a Fanpage.it – La prossima settimana, invece, l'altra collega finirà i 15 giorni del suo incarico: dal 16 in poi resteremo due insegnanti per un'intera sezione. E continueremo a lavorare con un carico aggiuntivo non indifferente".
Un'estate lunga per le insegnanti a chiamata che, dopo un inverno fatto di attese al telefono per scoprire, a volte anche ad appena una manciata di minuti prima del turno, in quale scuola recarsi per il turno di lavoro, aspettano la stagione estiva per contare su qualche periodo più lungo di supplenza. Oggi, però, le cose non sembrano essere migliorate per loro che si trovano a lavorare con il grande caldo estivo e sotto organico, con un carico di lavoro in aumento costante.
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