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Nidi senza insegnanti a Roma, una mamma: “Ci dicono di andare a prenderli all’improvviso, altrimenti restano soli”

Nei nidi di Roma a luglio manca il personale: “Uscite anticipate e entrate in ritardo perché non ci sono insegnanti: l’altro giorno sono rimasti con un’inserviente che leggeva loro una favola”.
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"Oggi mi hanno detto di aspettare un'ora prima di lasciare mio figlio al nido: Mancano le maestre, non c'è copertura, mi hanno detto. Al Comune, invece, non risultano disservizi. Ma per noi genitori è diventato impossibile riuscire a lasciare i nostri figli a scuola e andare al lavoro in tranquillità. Sappiamo che le educatrici sono poche e che lavorano con ritmi molto stancanti". Queste le parole di Marta, una mamma che si è rivola a Fanpage.it che da tempo tratta il tema dei disservizi nei nidi sia dal punto di vista delle famiglie, che affrontano disservizi all'ordine del giorno, che da quello delle insegnanti. Una situazione che, purtroppo, unisce gran parte dei municipi: soltanto venerdì scorso alcuni bimbi sono stati respinti all'ingresso proprio per questa ragione. "Così diventa una guerra fra poveri: a rimetterci siamo soltanto noi famiglie e le educatrici".

Il racconto di Marta a Fanpage.it: "Per noi è un ricatto morale"

"La situazione è peggiorata nel periodo estivo. Le maestre sono sempre meno, ma il numero dei bimbi resta lo stesso e si sfocia nel fuori rapporto", spiega Marta, facendo riferimento alla norma secondo cui, per i bimbi da 0 a 3 anni, è necessario che sia presente un'educatrice ogni 7 elementi circa. "Stamattina quando sono arrivata i bambini erano già più di 20 con sole due educatrici: erano terrorizzate all'idea di veder aumentare i bambini – spiega – Nel frattempo la scuola invitava ugualmente a lasciare i bimbi in classe. C'è chi, vedendo la situazione, è tornato a casa con i propri figli, piuttosto che lasciarli in una situazione che sembrava precaria. Ma chi lavora a tempo pieno, invece, non può scegliere", dice a malincuore.

"A maggio ci hanno chiesto le adesioni per il mese di luglio e abbiamo pagato un'ulteriore retta per coprire tutto il mese. A saperlo prima, avrei assunto una baby sitter per tutto il mese o mi sarei rivolta a un privato. Poi, però, ci chiamano per andare a prendere prima i bimbi dall'asilo. O, come è successo oggi, ci fanno attendere prima di entrare – puntualizza ancora – Si tratta di un ricatto morale. Ci dicono: Fra tot minuti dovete venire a prendere i bambini, altrimenti restano da soli. L'altro giorno li abbiamo trovati insieme a un'inserviente. Stava leggendo loro una storia".

Una situazione che va avanti dalla scorsa settimana. "Venerdì ci hanno chiamato a mezzogiorno per venire a riprenderli alle 13, quando il servizio è fino alle 16.30. Lunedì stessa cosa. Ieri, invece, era in entrata che mancava personale. E proprio oggi, invece, alle 8.40 mi hanno detto che devo aspettare fino alle 9.30 per lasciare mio figlio a scuola, perché manca il personale. Ma io che dovrei fare, entrare al lavoro un'ora più tardi? – si chiede ancora Marta – Oggi siamo appena al 15 luglio: come pensano di risolvere la situazione? Devono andare avanti fino al 30 luglio".

Le richieste formali: "Hanno negato i disservizi"

Marta ha provato a contattare qualcuno nel Comune: "Non è giusto che le maestre, già provate dalla situazione, debbano trovarsi a battagliare con noi. La coordinatrice mi ha invitata a lasciare il bambino mentre le maestre mi dicevano che non erano condizioni di sicurezza. Ho anche chiamato i carabinieri – aggiunge – Sono stata invitata a parlare con il Municipio, con il Comune. Ma mi sono stato negati tutti i disservizi subiti: mi hanno risposto che il nido che frequenta mio figlio risulta integralmente coperto rispetto alla dotazione prevista fatta eccezione per due giorni e che hanno attivato immediatamente il protocollo per trovare personale supplente. Nonostante questo, però, hanno precisato che non è risultato concretamente possibile attivare ulteriori misure per evitare i disservizi".

Nidi senza maestre a luglio: "Situazione allarmante"

Quello della mancanza di insegnanti a luglio è un problema serio che danneggia gravemente anche chi, invece, lavora ogni giorno a scuola con i bambini. "La scorsa settimana iniziavamo a lavorare fuori fuori rapporto ed eravamo in quattro. La situazione sta diventando preoccupante – spiega un'insegnante che lavora in un nido di Roma in questo periodo – A due colleghe è scaduto il contratto. Noi siamo dimezzate, ma i bimbi restano sempre gli stessi. Non mi sento bene in questo periodo: il medico voleva darmi cinque giorni di malattia per farmi seguire una terapia antibiotica. Ho chiesto di ridurre a due, perché domani a coprire un'intera sezione restiamo soltanto la mia collega ed io".

A rischio il lavoro delle insegnanti Mad: "Sono loro che reggono i nidi d'estate"

Come approfondito nel corso dei mesi scorsi da Fanpage.it, nei mesi estivi a lavorare nei nidi resta soltanto il personale Mad, in Messa a disposizione. Si tratta di insegnanti precarie inserite in un "listone" da cui i vari Municipi, a seconda delle preferenze indicate, attingono in caso di assenza delle insegnanti di ruolo o di necessità. "Sono loro che tengono il sistema scuola a Roma: senza di loro crolla", aveva spiegato un'insegnante a Fanpage.it.

Il loro lavoro è stato messo a rischio nell'ultimo periodo: per salvaguardarlo, però, il Campidoglio ha disposto un interpello. "Siamo necessarie alla scuola, molte di noi fanno questo lavoro da anni", hanno raccontato in molte. È il caso, ad esempio, di Barbara che lavora da oltre 10 anni come insegnante a chiamata. Si tratta, oltre che di una passione per molte, anche di un lavoro precario con tutti i problemi che ne derivano. "Non abbiamo diritto alla maternità", ci ha spiegato Cristina. Neanche la malattia esisterebbe, eppure il Comune alle insegnanti a chiamata chiede comunque il certificato, pena lo scorrimento in coda al listone, come precisato da Francesca.

"Ci chiamano anche 10 minuti prima del turno", sottolineava Sonia. "Non sappiamo dove e se lavoreremo: non possiamo permetterci una vita organizzata", aggiungeva ancora Martina.

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