video suggerito
video suggerito

“Ho iniziato a lavorare come insegnante a chiamata subito dopo la laurea, dopo 6 anni di esperienza mi mandano via”

Sandy ha iniziato a lavorare da neolaureata, nel 2020: “Dopo 6 anni di esperienza mi mandano via, dove dovrei andare?”
Sandy.
Sandy.

Ti riconosci anche tu in una storia di discriminazione e ingiustizia al lavoro che vuoi raccontare? Puoi farlo inviando una segnalazione al link di Fanpage.it.

"Ho iniziato a lavorare come insegnante a chiamata subito dopo la laurea, nel 2020, accumulando sei anni di esperienza. Da quel momento ho lavorato ogni giorno: c'è troppa carenza di personale, come pensano che possa andare avanti la scuola senza noi Mad?". È ciò che si chiede Sandy e con lei tante altre insegnanti a chiamata nell'elenco Mad, Messa a disposizione, nel Comune di Roma.

I primi problemi sono già arrivati la scorsa settimana durante le mobilitazioni delle insegnanti a chiamata che non hanno dato la loro disponibilità a coprire le classi rimaste scoperte. "Bimbi a casa e uscite anticipate", ha spiegato una di loro a Fanpage.it. Le loro storie sono diverse: variano per età e per formazione, ma sono tutte unite da un filo rosso.

Da Daniela che per raggiungere Roma parte da Caserta, Chiara da Frosinone e Valeria che, invece, si è trasferita da Napoli. Barbara lavora come mad da sette anni, Sonia viene chiamata anche dieci minuti prima del turno e Francesca ha un mutuo e due figli. Il loro è un unico destino: rischiano di trovarsi senza lavoro a settembre se non si trova una soluzione urgente. Per questo è stata presentata una mozione, con prima firma Linda Meleo, in Assemblea Capitolina. 

La storia di Sandy, da neolaureata a insegnante a chiamata

"Ho finito il liceo e mi sono iscritta al corso di laurea in Scienze dell'Educazione e della Formazione specifica per lo 0-6. Appena laureata, grazie anche al consiglio di una tutor dell'università, ho presentato la mia Messa a disposizione – continua – Ora ci dicono che per lavorare nella scuola dell'Infanzia serve la laurea in Scienze della Formazione Primaria: ma perché dovrei fare cinque anni di laboratori, studiare geografia, storia o matematica, quando alla fine in queste classi non mi servono? Abbiamo già le basi educative e pedagogiche necessarie".

Sandy ha iniziato immediatamente a lavorare nel dicembre 2020. "C'era il Covid, molte insegnanti di ruolo erano in malattia e io ho iniziato il mio lavoro nelle supplenze in più municipi di Roma. La mia prima esperienza è stata di una supplenza lunga fino al 30 giugno – spiega – Da quel momento ho avuto soltanto supplenze lunghe. È stato così per sei anni. Dal prossimo settembre, però, il rischio è che possa ritrovarmi senza il mio lavoro, quello che amo e che mi ha appassionato fin da piccola".

L'auspicio di Sandy: "Voglio continuare a fare il lavoro per cui ho studiato"

L'auspicio è quello di continuare a lavorare. "Io mi auguro di riuscire a restare in classe. A me basta anche un contratto a tempo determinato, ma voglio continuare a fare il mio lavoro, quello per cui ho studiato. Avere la certezza di poter lavorare – continua – Dicono di voler eliminare le Mad, ma siamo noi che copriamo la maggior parte delle assenze, siamo noi ad arrivare in classe e a coprire le supplenze. E in questi giorni di mobilitazione si è vista la carenza di personale, si è visto che piega prende il servizio scolastico se non ci siamo noi a tappare i buchi dell'organico".

L'ipotesi di aprire la graduatoria anche a loro è quella che la tranquillizza di più. "Soltanto così, modificando i titoli richiesti, potremmo riuscire a rientrare. Abbiamo anni di esperienza, non ci meritiamo di buttarla via così. Lo devono a noi e ai bambini delle scuole che rischiano di trovarsi senza insegnanti o a casa".

Ti sei riconosciuta nel racconto di Sandy? Manda la tua storia a Fanpage.it rispondendo al form di segnalazione e ti ricontatteremo.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views