Crosetto: “Mantenere le basi in Italia è interesse degli Usa. Spese militari? Abbiamo preso un impegno”

Raggiunto da Fanpage, il ministro della Difesa interviene nel dibattito sulla possibile riduzione degli impegni previsti dall’Italia per le spese militari, a seguito del peggioramento del quadro economico. Crosetto parla anche dell’ipotesi di Trump di chiudere le basi usa in Italia e della possibile missione nello stretto di Hormuz.
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a cura di Giulia Casula e Marco Billeci

Raggiunto dai microfoni di Fanpage a margine del suo intervento al Seminario del Gruppo Speciale Mediterraneo e Medio Oriente dell’Assemblea parlamentare della Nato, il ministro della Difesa Guido Crosetto interviene nel dibattito sulla possibile riduzione degli impegni previsti dall'Italia per l'incremento delle spese militari, a seguito del peggioramento del quadro economico. Crosetto parla anche dell'ipotesi avanzata dal presidente Usa Trump di una chiusura delle basi americane sul territorio italiano e della possibile missione multinazionale nello stretto di Hormuz, qualora si raggiungesse una tregua tra Usa e Iran.

"Le baso Usa in Italia servono alla Nato, non sono in discussione", dice Crosetto

"Le basi Nato in Italia o in qualunque parte del mondo non sono delle basi a servizio della nazione in cui risiedono, sono basi a servizio dell'organizzazione delle Nazioni Unite, per cui servono agli Stati Uniti e tutti gli alleati in egual modo. Non penso sia interesse di nessuno indebolire l'organizzazione di difesa più potente che esista al mondo proprio nel momento in cui il mondo è più instabile", osserva.

"C'è un solo Paese che potrebbe sopravvivere senza la Nato, gli Stati Uniti, ma nessuna delle nostre nazioni potrebbe sopravvivere se ci ritirassimo. Lo sappiamo", dice Crosetto rivolgendosi all'aula di Montecitorio. Con gli ultimi sviluppi internazionali "abbiamo capito che tutti devono partecipare e fare la propria parte". Anche se parlare di spese in difesa e sicurezza "non aiuta a raccogliere voti, i tempi recenti ci hanno insegnato che non ci sono ospedali, scuole, asili nido senza la pace in primo luogo".

"Sulle spese militari chiedete a Giorgetti, abbiamo preso un impegno"

Tuttavia resta il nodo degli impegni militari. Nei fatti, il Documento di economia e finanza pubblicato a fine aprile ha sancito l'incompatibilità tra i tagli alla spesa richiesti dalla crisi energetica e l'aumento per la difesa che Meloni ha promesso alla Nato e a Donald Trump. "Lo dovete chiedere a Giancarlo Giorgetti, attendo le sue decisioni; quando si parla del bilancio non decide il ministro della Difesa qual è il bilancio della Difesa", risponde Crosetto. "Io sono ancora fermo al fatto che l'Italia quest’anno dovrebbe aderire al meccanismo Safe. Dobbiamo dare risposta entro fine maggio, dovrebbe darla il ministero dell’Economia. Abbiamo assunto l'impegno di un aumento di 0,15% per quest'anno, 0,20% per il prossimo e 0,20% l'anno successivo", ricorda.  "Questo è quello su cui sono fermo io come impegni parlamentari presi dall’Italia, poi io mi occupo di difesa, sono altri che votano e decidono di portarli avanti. Come io devo tener conto delle spese per la difesa lui (Giorgetti, ndr.) deve tener conto di quelle economiche, ognuno fa il suo lavoro e poi il Parlamento decide."

Il ministro della Difesa risponde a Trump: "L'Italia c'è sempre stata, non so che volesse dire"

Sulla posizione di Donald Trump riguardo alla presenza militare americana in Europa, aggiunge: "Abbiamo continuato a rispettare i patti lasciando aperte le basi militari per tutto ciò che era previsto, senza fare chiusure o dichiarazioni come hanno fatto altri. Mi pare ci siamo comportati bene".

Dopo l'incontro con Meloni, il segretario di Stato Usa Marco Rubio aveva rimarcato che sulle basi in Europa l'ultima parola spetta a Trump. Quest'ultimo, a sua volta, aveva fatto sapere nel weekend di star valutando se mantenere soldati americani o ritirarli.  "Mi pare che le abbiano utilizzate totalmente nell'ambito di ciò che era previsto dall'accordo con loro", commenta Crosetto. E all'accusa del tycoon di "non esserci stati" quando gli Usa avevano bisogno, replica: "Non ho capito cosa voleva dire. Noi ci siamo stati come tutte le nazioni del mondo". 

Hormuz, Crosetto: "Una missione anche senza l'Onu solo se ci sarà una tregua"

Su una possibile missione a Hormuz senza l'egida dell'Onu, chiarisce: "Io ho parlato della necessità che riprenda la navigazione a Hormuz", perché i prezzi della benzina, del petrolio, dei prodotti agricoli, dei fertilizzanti "si inizieranno a riabbassare quando riaprirà Hormuz", osserva. "Una volta che c'è la tregua qualcuno in qualche modo dovrà sminare e garantire il passaggio delle navi, all’interno di una coalizione internazionale che lo faccia l’Italia giustamente dovrebbe mantenere il suo ruolo. Se il Parlamento deciderà noi siamo pronti", dice.

Se la Russia, in quanto membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, decidesse di bloccare queste iniziative "basterà un accordo che metta insieme trenta o quaranta nazioni e si andrà con quelle, anche senza l'Onu, se l'Onu non potrà perché bloccato da qualcuno che non vuole la pace", conclude.

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