Sempio intercettato, parla di casa Poggi e del processo a Stasi: “Quando sono andato il sangue c’era”

Nelle oltre 300 pagine dell'informativa redatte dal Nucleo Investigativo di Milano e consegnate alla Procura di Pavia nell'ambito dell'inchiesta bis sul delitto di Garlasco, sono numerose le intercettazioni captate da una cimice che avevano piazzato nell'auto di Andrea Sempio, il nuovo indagato per il delitto di Chiara Poggi.
La notizia della conclusione delle indagini è arrivata giovedì attraverso un comunicato stampa diffuso dalla Procura di Pavia. Si legge a firma del procuratore capo Fabio Napoleone: "Si è provveduto, in data odierna, a notificare l'avviso di conclusione delle indagini ex art.415 bis c.p.p. nei confronti di Andrea Sempio con conseguente deposito di tutti gli atti del procedimento penale n.642/2025 (già n.8283/2016) relativo all'omicidio di Chiara Poggi. Si provvederà, come già reso noto, ad inoltrare al Procuratore Generale di Milano l'atto contestato all'indagato nel corso del suo interrogatorio del 6 maggio 2026 ai sensi dell'art.65 c.p.p.) illustrativo e riassuntivo dei nuovi elementi probatori, raccolti a seguito della riapertura delle indagini 2016/2017, per l'eventuale esercizio di ogni Sua prerogativa. Pavia, 7 maggio 2026". Adesso i difensori di Andrea Sempio hanno 20 giorni per studiare gli atti e decidere se depositare memorie difensive, sottoporsi ad interrogatorio oppure nulla di tutto ciò.
Tra le numerose intercettazioni ce n'è una, risalente alla mattina del 12 maggio 2025, particolarmente interessante per chi indaga. Sempio si trova nella sua automobile, è da solo quando pronuncia questa frase: "Quando sono andato io (compatibile con "quando sono andato via", interpretazione dei carabinieri) il sangue c'era". Andrea Sempio sembra riferirsi alle tracce ematiche lasciate da Alberto Stasi nella villetta di via Pascoli il giorno dell‘omicidio di Chiara Poggi. La trascrizione è piena di frasi incomprensibili e quindi non di facile interpretazione. Il soliloquio Sempio, in quel momento già consapevole di essere indagato per la terza volta, continua così: "E allora… debitamente inconsapevole, cioè lui (Alberto Stasi secondo chi indaga ndr.) non se n'è reso conto ma… senza accorgersene ha evitato le macchie … e allora… del tutto inconsapevole… lui senza accorgersi ha evitato le macchie… ha evitato le macchie".