“Stasi si è commosso, non deve stare più in galera”, l’avvocata Bocellari dopo la chiusura delle indagini su Sempio

L’avvocata di Alberto Stasi, Giada Bocellari, ai microfoni di Fanpage.it spiega che le indagini su Andrea Sempio rafforzano l’ipotesi di revisione e rendono ingiusto anche solo un altro giorno di carcere per il suo assistito: “Emerge un quadro molto chiaro”
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L’avvocata Giada Bocellari
L’avvocata Giada Bocellari

"Non vedo per quale motivo Alberto Stasi dovrebbe farsi anche solo un giorno ancora di galera. Ci sarà la revisione. È chiaro che valuteremo sempre tenendo conto della sua tenuta psicofisica. Non è detto che voglia, perché ha paura, di tutto, perché sappiamo perfettamente che ci sono cose che non dipendono da lui". A parlare a Fanpage.it è Giada Bocellari, avvocata di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi a Garlasco. Dopo più di dieci anni trascorsi in carcere, per lui potrebbe presto aprirsi la revisione processuale.

La sua avvocata dopo aver letto le carte con cui la Procura di Pavia ha chiuso le indagini nei confronti di Andrea Sempio, ha spiegato che contengono "un quadro molto più forte di quanto mi sarei aspettata rispetto a tre settimane fa. Se è così solido, non vedo perché Stasi debba farsi ancora un solo giorno di carcere".

Un'indagine che, secondo Bocellari, si sarebbe sviluppata a distanza di quasi vent'anni da delitto e in un "contesto di ostilità". L'avvocata non ha aggiunto altro e ha rimandato alla lettura degli atti completi.

Per il delitto di Garlasco al momento esistono un condannato definitivamente per omicidio volontario, e un indagato per omicidio aggravato dalla crudeltà. Eppure il rilascio di Stasi non sarà immediato neanche se i suoi legali dovessero presentare subito la richiesta di revisione.

"Per noi l'innocenza di Stasi c'è sempre stata, e questa indagine conferma quello che abbiamo sempre saputo", prosegue Bocellari, e aggiunge: "È chiaro che il quadro si sta delineando non solo toglie Stasi dalla scena del crimine, questo mi sembra evidente, ma riguarda anche una responsabilità di un altro soggetto".

Quel soggetto è Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara. Secondo gli inquirenti, la mattina del 13 agosto 2007 sarebbe andato nella villetta di Garlasco dove sapeva di trovare la ragazza da sola, e l'avrebbe uccisa a causa del rifiuto di lei davanti a un approccio sessuale. A supporto di questa ricostruzione gli investigatori hanno raccolto intercettazioni, soliloqui di Sempio nella sua auto in cui parla di un video intimo di Chiara, e anche pagine di diario in cui il 38enne negli anni avrebbe raccolto fantasie di stupro sulle donne e anche preoccupazioni riguardanti gli appelli di Stasi.

Si tratta di intercettazioni che hanno avuto un impatto molto pesante su Stasi: "Leggendole si è commosso – racconta Bocellari – ha avuto un sussulto, ma credo come chiunque le legga in maniera onesta. Poi ovviamente va contestualizzata perché io sono sempre molto garantista".

Una commozione che celerebbe l'amarezza per gli anni trascorsi in carcere: quando la fidanzata è stata uccisa Stasi era un laureando di 24 anni, adesso ne ha 42.

"Il mio assistito dal 2007 è sotto procedimento – spiega Bocellari ricostruendone la complessa vicenda processuale – Lo è stato per otto anni ed è stato assolto due volte. Poi c'è stato un altro grado di giudizio, è stato condannato, siamo arrivati in Cassazione con un procuratore generale che chiedeva l'assoluzione, ma è stato alla fine condannato. Senza parlare delle accuse collaterali ma non meno gravi di pedopornografia. Dopodiché si è fatto dieci anni e mezzo di carcere".

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