Garlasco, l’avvocato di Marco Poggi sull’intercettazione di Sempio: “Nessuna confessione, è indagine sul nulla”

"Parlare di una confessione mi sembra veramente surreale. Stiamo parlando di soliloqui. Mi ricorda il Jim Carrey del Truman Show: un uomo braccato che parla da solo dicendo cose che suonano ridicole". A dirlo, intervistato da Fanpage.it, è l'avvocato Francesco Compagna a margine dell'audizione del suo assistito, Marco Poggi, fratello di Chiara Poggi. All'indomani della diffusione di alcune intercettazioni ambientali che dovrebbero – il condizionale è mai come ora d'obbligo – incastrare Andrea Sempio, il legale ha espresso una critica feroce al metodo d'indagine seguito finora, definendo l'intera operazione come una sorta di suggestione collettiva alimentata dai media. "Su questa vicenda sappiamo che ci sono posizioni opposte, tifoserie, si è creato un dibattito mediatico in cui ci sono degli schieramenti. Io vorrei fare un passo indietro".
Secondo Compagna, le indiscrezioni trapelate sugli audio catturati nell'auto di Sempio non rappresentano affatto la "pistola fumante" che molti descrivono. Al contrario, il legale ha spiegato a Fanpage.it che parlare di una confessione o di un'intercettazione risolutiva gli sembra assolutamente surreale, ricordando che si tratta di semplici soliloqui di un uomo che sapeva perfettamente di essere ascoltato da oltre un anno. "Noi accettiamo che un soggetto indagato venga esposto al pubblico ludibrio, perché così si riesce a rafforzare il convincimento delle persone su un'ipotetica colpevolezza? Ovviamente non tutti gli spettatori hanno lo stesso livello di attenzione, di conoscenza, di esperienza. Per cui si va a determinare un meccanismo, a nostro avviso, improprio. E questo lo voglio dire a prescindere dal contenuto, quale che sia l'oggetto di queste registrazioni".
"Tra l'altro – aggiunge Compagna – parliamo di registrazioni di oltre un anno fa, quindi due dati. Uno, Sempio sapeva di essere intercettato. Due, non c'è nessun elemento di novità sotto il profilo cronologico. Io non li ho sentiti questi audio, credo che nessuno, salvo gli inquirenti, sia stato messo in condizione di sentirli. Quindi ogni commento lascia il tempo che trova, ma sinceramente parlare di una confessione, di un'intercettazione, mi sembra veramente surreale".
Il fulcro della polemica sollevata dall'avvocato riguarda la cosiddetta "biscardizzazione" della giustizia penale, un fenomeno in cui le indagini sembrano trasformarsi in una tifoseria calcistica piuttosto che in una ricerca rigorosa della verità. Il legale ricorda come ci sia già stato un precedente con la famosa "impronta rossa" attribuita a Sempio, che poi si rivelò essere solo il risultato di un reagente chimico e non sangue.
Approcciando i temi più tecnici, come il DNA e la presunta chiavetta USB con i video intimi di Chiara, la posizione della difesa Poggi rimane di estremo scetticismo. Compagna afferma che, secondo le consulenze informatiche in loro possesso, quei video non sono mai stati visti: "Sulle questioni informatiche abbiamo depositato consulenze specifiche che ci permettono di essere certi, al di là dei ricordi dei singoli, che quei video intimi non siano mai stati visualizzati. È evidente che l'idea di un uomo ossessionato che si introduce in casa per cercare quei file sia una costruzione necessaria solo a rendere sostenibile un'ipotesi che altrimenti non avrebbe basi".
"Ma quello che io vi voglio trasmettere – conclude il legale di Poggi – è che stiamo ragionando sull'ipotesi che servirebbe a rendere possibile un'altra ipotesi. Ecco perché la definiamo un'indagine sul nulla".