Roberta Bruzzone non crede all’audio di Sempio: “Ha subito perso forza, Stasi ha avuto assoluzione mediatica”

La giornata di ieri, mercoledì 6 maggio, è stata particolarmente rilevante per il caso Garlasco, l'omicidio di Chiara Poggi, uccisa in casa il 13 agosto 2007, per il quale è stato condannato colui che, all'epoca, era il suo fidanzato, Alberto Stasi, che sta scontando 16 anni. Ieri, appunto, la Procura di Pavia ha convocato per un interrogatorio Andrea Sempio che, secondo gli inquirenti che conducono la nuova inchiesta sul caso, sarebbe il vero responsabile dell'omicidio; Sempio, però, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Su quanto accaduto ieri in Procura e sui nuovi elementi emersi, durante la diretta odierna di Fanpage.it sul caso Garlasco, è intervenuta la criminologa e psicologa Roberta Bruzzone, che da anni segue il caso e che ha ribadito la sua idea sulla vicenda.
La criminologa, in primis, si è concentrata su quello che sembrerebbe l'elemento di novità più importante emerso dalla giornata di ieri: l'audio in mano ai pm di Pavia, derivante da una intercettazione ambientale, nel quale Sempio, secondo gli inquirenti, farebbe riferimento a un presunto video intimo di Chiara Poggi e del fidanzato Alberto Stasi che lui avrebbe visto. "Vi sarebbe questo audio – ha detto Roberta Bruzzone – che però già nell'arco delle ultime ore ha già perso parecchia potenza di fuoco, perché in realtà, obiettivamente, anche esaminandolo per iscritto, è come se lui (Sempio, ndr) stesse prendendo in giro. Quella trascrizione non consente di avere una lettura univoca di tipo confessorio, tanto è vero che, se la Procura l'avesse considerato oltremodo dirimente, Sempio sarebbe già in galera, quindi è evidente che anche la Procura è consapevole che la lettura di quel documento è quantomai aperta".
"C'è poi un altro elemento che è uscito fuori ieri, in maniera abbastanza energica – evidenzia ancora la criminologa – ovvero che ancora la Procura punta sul Dna sulle dita di Chiara Poggi, che però la perizia Albani ha di fatto sostanzialmente demolito in termini di affidabilità e riconducibilità in maniera univoca e, soprattutto, alla luce del fatto che non era l'unico Dna presente in maniera degradata. Quindi, se il Dna di Sempio basta a collegarlo al delitto in maniera univoca, non si capisce perché non venga indagato in concorso con ignoti, quindi questo è un dato che non mi sembra particolarmente solido".
La disamina di Roberta Bruzzone sul caso Garlasco, poi, si è concentrata sulla cosiddetta impronta 33. "Ancora oggi la Procura si ostinerebbe a ritenere l'impronta 33 un'impronta di sangue, quando in realtà venne testata all'epoca con i presuntivi per il sangue che diedero esito negativo, ragione per cui lì sangue non ce n'è – ha detto la criminologa -. Il colore rossastro è quello del reagente utilizzato, in più l'impronta non è più disponibile e si è lavorato su delle foto, che secondo alcuni dattiloscopisti che l'hanno esaminata, ora ma già allora, non ha le minuzie sufficienti per fare un'attribuzione, figuriamoci per attribuirla a un soggetto specifico. Quindi anche questo mi pare un elemento estremamente fragile, per non dire mutilato".
Nel corso del suo intervento durante la diretta di Fanpage.it, poi, Roberta Bruzzone è tornata sull'audio rivelato di Sempio rivelato dai pm, lanciando una suggestione: "La Procura ha in mano, da quello che apprendiamo, quest'audio dal 14 aprile 2025. Però, a maggio dello stesso anno, con già questo audio in mano, la Procura va a far dragare la Roggia di Tromello, che non c'entra proprio niente con Andrea Sempio, ma era la pista che in qualche modo conduceva verso Stefania Cappa, che invece esce definitivamente dall'inchiesta". La criminologa ha dunque esposto il suo interrogativo: "Quindi mi spiegate perché, se io ho una bomba del genere in mano (l'audio, ndr), vado a far dragare una roggia?".
Secondo Roberta Bruzzone, in conclusione, dalla giornata di ieri non si sarebbe mosso molto. "Nulla di quello che è emerso scalfisce gli elementi a carico di Alberto Stasi. Credo che quello a cui stiamo assistendo sia pericolosissimo e che si arrivi in fretta alla conclusione di questo procedimento", ha sottolineato la criminologa. Roberta Bruzzone ha così concluso il suo intervento: "Che con questi elementi si possa andare a una revisione della sentenza di condanna di Stasi, io oggi non lo trovo possibile. Anche se credo che francamente Stasi una assoluzione l'ha avuta: quella del tribunale mediatico. Moltissime persone credono che sia stato vittima di un errore giudiziario e io questo lo trovo sconcertante".