
Dopo i contenuti delle intercettazioni diffuse, nel corso delle quali Andrea Sempio argomentava in merito alla sua “tribù ideale”, all’interno della quale i ruoli di genere sono rigidi e definiti, spuntano i messaggi che Andrea avrebbe scritto nel forum “Italia Seduction”. Un forum all’interno del quale Sempio, con lo pseudonimo Andreas, avrebbe scritto migliaia di messaggi nei quali parla delle donne e del suo rapporto con il mondo femminile.
Un forum in cui i maschi devono essere Alpha per riconoscersi come tali, e le donne vengono distinte in categorie: quelle abituate (anche per le professioni che svolgono) a essere corteggiate e pertanto più difficili da conquistare e quelle “meno attraenti” da utilizzare con maggior semplicità per poter superare le proprie paure. “Sei un animale, sei programmato per essere eccitato da ogni donna. Il tuo cervello può bloccarti finché ti limiti a guardarle da lontano o a scambiarci due chiacchiere, ma non può resistere quando inizi a scendere nel contatto fisico. Lì subentra l’istinto e la ragione si spegne”, si legge in parte di un lungo messaggio.
Donne che vengono descritte come prede, oggetti, pezzi. “Mi piace qualcosa di lei. Mi piace il culo, le tette, il sorriso, le movenze … quando approccio ho già deciso che voglio trombarla, non credo molto nel ‘conoscere' prima di trombare e spesso. Il mio interessa rimane quel singolo particolare di lei che mi ha attratto all’inizio. LEI è il terzo incomodo, io approccio il paio di tette e il bel culo … LEI è quella che li porta in giro”. Con le quali la relazione diventa prevaricazione e predominanza: “In natura più che gentilezza e fiori vedresti: mi metto in mostra, ci sta? Bene! Non ci sta? Stupro. Sarebbe più naturale dire: le porgo un fiore e mi comporto con gentilezza come prima di violentarla. Questo piaccia o meno è un rapporto maschio – femmina secondo natura”.
Passaggi forti, spesso rivoltanti, che ci restituiscono di Andrea Sempio, il profilo di un soggetto che ha difficoltà ad istaurare relazioni con gli altri, soprattutto con le donne, “ho quasi 22 anni e con le donne sono arrivato al massimo a qualche bacio”. Un tipo prevalentemente solitario, ancorato ai ruoli di genere, che nasconde le sue insicurezze dietro all’immaginario machista dell’uomo forte, virile, che viene travolto dagli istinti e che trova sostegno nel confronto con altri che la pensano come lui. Non un profilo di personalità, la cui elaborazione richiederebbe un esame diretto e l’acquisizione di una serie di elementi che di certo non sono in nostro possesso, ma un’ipotesi di funzionamento di pensiero, un profilo come quello di molti (troppi) altri che si ritrovano in community e forum come questo frequentato da Sempio.
Uomini, ragazzi, che hanno un rapporto complesso con il femminile, un femminile che viene oggettificato e diventa strumento del mero appagamento sessuale maschile. Per i quali le relazioni con l’altro sesso sono (come quella che Sempio scrive di aver avuto per una ragazza) “one itis”: delle fissazioni, delle ossessioni (il termine “itis” letteralmente sta ad indicare una condizione patologica, come un’infezione). Una prospettiva la loro che genera sofferenza, frustrazione ed alcune volte rabbia, tanta rabbia. La cui responsabilità è addossata sempre e solo delle donne, soprattutto a quelle più desiderabili, più autodeterminate e indipendenti e quindi più difficili da raggiungere. Una lettura questa, sicuramente suggestiva, vista l’ipotesi formulata dalla Procura a carico di Sempio, convocato come unico responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi, aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto a un approccio sessuale.
Elementi, che però, da soli, non fanno di Sempio un assassino e non sono sufficienti per definirne la responsabilità. Laddove infatti, la profilazione in fase di indagini può essere utile per coadiuvare l’attività investigativa, la stessa è vietata in ambito processuale, se non finalizzata a definire la capacità di intendere e di volere del soggetto imputato, la sua capacità di stare in processo o la sua pericolosità sociale.
I messaggi che stiamo leggendo in questi giorni, scritti (sembra essere confermato anche dal suo pool difensivo) da Sempio nel corso degli anni, ce ne rimandano i confini tratteggiati, ma sarà necessario attendere la discovery degli atti per comprendere attraverso quali elementi la Procura di Pavia è arrivata a formulare un capo di imputazione così dettagliato.