Quali sarebbero i nuovi indizi contro Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi e come potrebbe difendersi

Il 6 maggio Andrea Sempio dovrà presentarsi davanti ai magistrati che lo hanno convocato per un interrogatorio prima di procedere con la chiusura delle indagini. L'attuale indagato per l'omicidio di Chiara Poggi potrà decidere se rispondere alle domande oppure avvalersi della facoltà di non rispondere. "Lui vorrà rispondere, ma questa decisione spetta a noi della difesa", ha precisato a Fanpage.it l'avvocato Liborio Cataliotti, che insieme alla collega Angela Taccia, difende Sempio.
Ad oggi non si sa tutto quello che contiene il fascicolo della Procura di Pavia dopo un anno e mezzo di indagini. In questi mesi è stata depositata la perizia della dottoressa Denise Albani che è stata incaricata dal gip per eseguire l'incidente probatorio sulla spazzatura trovata nella villetta di Garlasco il giorno del delitto (e mai analizzata prima) e sul DNA trovato sulle unghie di Chiara Poggi. Su questo incidente probatorio si era tenuta già un'udienza lo scorso dicembre. Ma nel fascicolo dei pm c'è anche una relazione del Ris di Cagliari, dell'anatomopatologa Cristina Cattaneo e dei consulenti informatici: il loro contenuto però resta secretato in attesa che vengano chiuse le indagini e il fascicolo non diventi accessibile a tutte le parti.
Ecco quindi che l'interrogatorio del 6 maggio potrebbe essere un'occasione per la difesa di capire cosa la Procura abbia realmente in mano. Anche se "il Codice di procedura dice che la Procura deve indicare le fonti ma non il contenuto delle prove", sottolinea Cataliotti. Nell'avviso di presentarsi in Procura però i pm hanno svelato che i magistrati ritengono Sempio l'unico omicida di Chiara Poggi e lo accusano dell'aggravante di "aver agito con crudeltà verso la vittima in considerazione dell'efferatezza dell'azione omicidiaria per il numero e l'entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto". E di "aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all'odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale". E proprio su questo ultimo punto i magistrati potrebbero chiedere chiarimenti a Sempio.
L'indagato ha sempre sostenuto che non aveva alcun rapporto con la vittima: le loro conversazioni si limitavano a semplici saluti quando si incrociavano in casa nei pomeriggi in cui lui andava a trovare Marco Poggi, fratello di Chiara. A sorprendere però anche la difesa è proprio il movente ben dettagliato scritto nero su bianco dai pm: che cosa hanno scoperto i pm per sostenere un simile movente? Che siano i messaggi nel blog per seduttori ‘Italian Seduction Club‘ che avrebbe scritto Sempio con il nickname di ‘Andrea S'?
Di sicuro altro tema che si toccherà è quel famoso scontrino del parcheggio di Vigevano dove l'indagato sarebbe andato la mattina dell'omicidio di Chiara Poggi. Quel pezzo di carta nella prima inchiesta nei suoi confronti contribuì a scagionarlo, oggi per investigatori non può essere considerato un alibi anche perché non dimostrerebbe che quello scontrino apparterrebbe a quella determinata macchina con a bordo quel determinato automobilista. Secondo alcune ricostruzioni, tutte da confermare, lo scontrino sarebbe stato della madre. Questa ultima versione è sempre stata negata dalla famiglia Sempio.
E di certo in quel colloquio con Sempio la Procura di Pavia non potrà non parlare dell'impronta 33, ovvero di quella traccia sulla parete destra delle scale interne dove è stato trovato il corpo di Chiara Poggi e che solo dopo 19 anni gli inquirenti hanno attribuito ad Andrea Sempio. L'indagato potrà dover chiarire davanti ai pm perché una sua impronta si trovava proprio in quel punto. Lui ha sempre sostenuto di scendere quelle scale con Marco Poggi per andare a prendere i giochi in cantina.
Al centro delle indagini di questi mesi c'è stato soprattutto il DNA (o meglio il cromosoma y) di Andrea Sempio trovato sulle unghie della vittima. La dottoressa Albani nella sua relazione ha evidenziato che "si tratta di aplotipi misti parziali per i quali non è possibile stabilire con rigore scientifico: se provengano da fonti del DNA depositate sotto o sopra le unghie della vittima e, nell’ambito della stessa mano, da quale dito provengano; quali siano state le modalità di deposizione del materiale biologico originario; perché ciò si sia verificato (per contaminazione, per trasferimento avventizio diretto o mediato); quando sia avvenuta la deposizione del materiale biologico". Come sia finito il materiale genetico di Sempio sulle unghie della vittima? Magari questa sarà una domanda dei pm.
Ma soprattutto l'interrogatorio del 6 maggio potrebbe essere la prima volta che la difesa scopra i risultati delle consulenze del Ris di Cagliari, e dell'anatomopatologa Cristina Cattaneo.