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Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

L’avvocato di Sempio: “Andrea vuole parlare all’interrogatorio del 6 maggio, ma decideremo noi legali”

L’avvocato di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, a Fanpage.it: “Abbiamo già detto ad Andrea Sempio che decideremo noi del pool difensivo se risponderà o meno alle domande dei pm nell’interrogatorio in Procura previsto per il 6 maggio”.
A cura di Giorgia Venturini
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Il prossimo 6 maggio Andrea Sempio, l'attuale indagato per il delitto di Garlasco, andrà in Procura di Pavia dove è stato convocato per un interrogatorio. I suoi legali ci fanno sapere che ci saranno. Sarebbe l'ultimo passaggio degli inquirenti prima di procedere per la chiusura delle indagini e per una eventuale richiesta di rinvio a giudizio. In parallelo si fa sempre più strada la possibilità del processo di revisione per Stasi, soprattutto dal momento che è caduto il "concorso" nell'accusa per omicidio.

Con il nuovo invito a comparire, infatti, esce di scena l'allora fidanzato della vittima condannato in via definitiva e qualsiasi altro presunto complice. Per i pm l'unico a essere responsabile del delitto di Garlasco è proprio Andrea Sempio, l'amico del fratello di Chiara. Al trentottenne sono contestate anche le aggravanti delle sevizie, della crudeltà e dei futili motivi.

A Fanpage.it Liborio Cataliotti, insieme ad Angela Taccia difensore di Sempio, ha spiegato le loro prossime mosse in attesa di una possibile richiesta di rinvio a giudizio.

Cosa ha pensato quando ha letto le carte dell'avviso con cui hanno convocato Sempio in Procura?

Non è una sorpresa che sia caduto il ‘concorso'. Unica cosa che mi sorprende è il movente, vedremo da cosa viene ricavato. Non lo scopriremo neanche il 6 maggio, il Codice di procedura dice che la Procura deve indicare le fonti ma non il contenuto delle prove. Lo scopriremo solo quando depositeranno il fascicolo. Aspettiamo, siamo curiosi. Certo è che il movente diventa una aggravante che, insieme all'altra (ovvero quella della crudeltà che però non era stata riconosciuta a Stasi), diventerebbero preclusive di un abbreviato.

Sempio risponderà alle domande dei pm il 6 maggio?

Per il 6 maggio abbiamo già detto ad Andrea Sempio che decideremo noi del pool difensivo se risponderà o meno alle domande dei pm nell'interrogatorio in Procura. Se fosse per lui, risponderebbe a tutti ma siamo noi avvocati a decidere la strategia processuale. Insieme all'avvocato Taccia abbiamo già iniziato a discuterne e coinvolgeremo gli altri consulenti. Sarà una scelta che imporremo al cliente. Non sappiamo ancora se gli imporremo di parlare o no, ma non sarà sicuramente una scelta sua.

State lavorando su cosa? Quali sono le prossime mosse?

Stiamo preparando la relazione medico legale, una nostra BPA e, una volta letta la consulenza informatica della Procura, potremmo valutarne una nostra sui tre computer. Abbiamo già un consulente allertato.

Noi quindi depositeremo tre consulenze, ma aspettiamo che vengano resi noti gli atti: in quei 20 giorni dall'avviso di fine indagini a quando ci sarà la richiesta di rinvio a giudizio (o di archiviazione) per Andrea Sempio. Non vedo il motivo di farlo prima. Quindi prima leggiamo gli atti delle Procura poi depositeremo le nostre relazioni. Settimana scorsa noi delle difesa ci siamo riuniti due volte in vista della chiusura delle indagini. Abbiamo fatto tutte le simulazioni e le verifiche del caso.

L'ipotesi di revisione a Stasi è qualcosa che vi preoccupa? 

Non è questione che ci preoccupi o no. Al momento la procuratrice generale mi è sembrata molto prudente. In qualsiasi caso le eventuali prove a discarico di Stasi, come l'orario del decesso e l'assenza del suo DNA sulle unghie di Chiara Poggi, non riguardano Sempio, quindi non vedo perché ci dovremmo interessare di questo eventuale processo.

Nostro suggerimento sarebbe che la revisione preceda il processo eventuale a carico di Sempio.

Come sta vivendo Andrea Sempio questi giorni che si avvicinano alla chiusura delle indagini? 

Non parlo del suo stato d'animo. Noi cerchiamo di responsabilizzarlo, cioè di prepararlo a convivere con questo patema, con questa spada di Damocle che è il processo. I penalisti, quelli bravi, dicono che il processo è di per sé una condanna.

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