Garlasco, gli avvocati dei Poggi contro la revisione del processo per Stasi: “Basta sciacallaggio”

"Il tentativo di scagionare Stasi, a tutt'oggi condannato con sentenza definitiva, continua a scontrarsi con le evidenze probatorie acquisite nel giudizio di rinvio in merito alla falsità del suo racconto". Lo precisano a Fanpage.it gli avvocati della famiglia Poggi, i legali Francesco Compagna e Gian Luigi Tizzoni, a pochi giorni dalla chiusura delle indagini sull'attuale indagato Andrea Sempio, accusato di omicidio di Chiara Poggi in concorso con l'unico condannato in via definitiva Alberto Stasi. E quando si fa più concreta la possibilità di una richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Pavia, parallelamente si continua sempre più a parlare della possibilità di un processo di revisione per Stasi. Ora però è solo tempo dell'attesa e di chiedersi: cosa ha in mano la Procura oltre a quello emerso finora? O meglio, cosa c'è di certo finora?
"L'esito dell'incidente probatorio – spiegano i due avvocati – al quale abbiamo avuto modo di partecipare aveva confermato che tutte le tracce rinvenute sugli oggetti presenti in cucina o nella spazzatura erano riferibili a Chiara e a Stasi. Da quanto si legge sui giornali, sarebbero state poi richieste dalla Procura altre consulenze di parte con possibili divergenze su alcuni aspetti di dettaglio. Valuteremo quando avremo modo di leggere gli atti, ma dall'esterno si ha l'impressione che non sia stato trovato alcun elemento significativo nei confronti di Sempio e che il tentativo di scagionare Stasi, a tutt'oggi condannato con sentenza definitiva, continui a scontrarsi con le evidenze probatorie acquisite nel giudizio di rinvio in merito alla falsità del suo racconto". Ovvero, "all'occultamento della bici nera da donna ed alla sostituzione dei pedali che furono rinvenuti dai RIS sulla bici bordeaux".
Poi i legali tengono a precisare: "Se i legali di Stasi la pensano diversamente, saranno loro a proporre un'istanza di revisione e potrà essere finalmente l'occasione per valutare gli esiti di questa nuova indagine in un contesto giurisdizionale, invece che nelle trasmissioni televisive. Per il resto, ci auguriamo che con la conclusione delle indagini possa finire almeno il gratuito sciacallaggio nei confronti delle troppe persone che sono state messe gratuitamente alla berlina sui media per creare audience, pur non risultando neppure indagate".