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Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

La spazzatura, la perizia sulle unghie e l’impronta 33: quali sono (finora) le novità delle indagini su Sempio

Ancora pochi giorni e poi la Procura di Pavia chiuderà le indagini su Andrea Sempio, l’attuale indagato del delitto di Garlasco, e svelerà gli accertamenti di oltre un anno. Ma ad oggi, prima che verranno scoperte tutte le carte, quali sono state le novità delle indagini?
A cura di Giorgia Venturini
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Ancora qualche giorno poi la Procura di Pavia procederà con la chiusura delle indagini su Andrea Sempio, l'attuale indagato per il delitto di Garlasco in concorso con l'unico condannato in via definitiva Alberto Stasi. Tra qualche giorno gli avvocati di tutte le parti coinvolte potranno accedere al fascicolo, ovvero potranno scoprire tutti gli accertamenti fatti dalla Procura di Pavia da febbraio 2025 ad oggi, e scoprire se ci sarà una richiesta di rinvio a giudizio o se per la terza volta si procederà verso l'archiviazione. Finalmente non si parlerà più solo di ipotesi. Tipo? Forse gli assassini sono stati più di uno, forse il killer non è andato in bagno dopo aver ucciso Chiara Poggi, forse la vittima è stata uccisa dopo le 9.36, ovvero dopo che Alberto Stasi ha acceso il pc e ha iniziato a lavorare alla tesi la mattina del 13 agosto 2007. Certo è che ciò che conterrà il fascicolo su Andrea Sempio sarà determinante per la richiesta di un eventuale processo di revisione per Stasi. Ma ad oggi, prima che verranno scoperte tutte le carte, quali sono state le novità delle indagini? Cosa possiamo dire con certezza e di nuovo, contando che dal delitto sono passati 19 anni e che nel bene o nel male sono stati già fatti tutti gli accertamenti del caso?

Nell'incidente probatorio affidato alla perita super partes Denise Albani è stata analizzata per la prima volta la spazzatura trovata nella villetta di Garlasco il giorno dell'omicidio e sequestrata solo dopo mesi, quando l'abitazione è stata riconsegnata alla famiglia Poggi. Oltre ai rifiuti si è provveduto a fare accertamenti anche su alcuni oggetti utilizzati dalla vittima per la colazione la mattina che è stata assassinata.

Nel dettaglio, l'attenzione si è concentrata su "un piattino di plastica, due vaschette vuote di fruttolo, un contenitore vuoto di Estathé con cannuccia, plastica della confezione del fruttolo, confezione di plastica vuota contenente all’origine verosimilmente biscotti, un sacchetto di plastica di colore celeste utilizzato come pattumiera, due sacchetti di plastica di colore celeste utilizzati per effettuare operazioni di ispezione e repertamento del contenuto della spazzatura, un sacchetto contenente dei cereali", come si legge nella recente perizia. Il tutto conservato in questi anni "a temperatura ambiente in una stanza blindata adibita alla custodia dei corpi di reato".

Il risultato è che sulla cannuccia di Estathè "è stato estrapolato un profilo genetico parziale severamente degradato caratterizzato dalla presenza della componente allelica, ancorché parziale, di Alberto Stasi". Il materiale biologico invece trovato sul resto degli oggetti appartiene a Chiara Poggi. Nessuna grande novità, dunque, da queste analisi inedite: Alberto Stasi aveva già dichiarato di aver cenato e di essere stato a casa della compagna fino a tarda sera del 12 agosto. La svolta – come ha affermato l'avvocato della famiglia Poggi Gian Luigi Tizzoni – sarebbe capire quando Stasi avrebbe bevuto l'Estathé, la sera del 12 agosto o la mattina del 13 agosto? Ma datare la consumazione è impossibile.

Tuttavia gli esami sulla spazzatura sono stati solo un contorno di questo incidente probatorio. Tutti gli occhi erano puntati sulla parte della perizia relativa la presenza o meno del DNA (o meglio del cromosoma Y) di Andrea Sempio sulle unghie di Chiara Poggi. Infatti, per la terza volta le indagine sull'amico del fratello della vittima era scattata dopo che i consulenti della difesa di Stasi avevano depositato relazioni che accertavano il materiale biologico di Sempio sulle unghie della vittima. La dottoresse Albani era stata quindi chiamata dal gip in questi mesi a dare una sua interpretazione super partes: da tenere conto però che ha potuto solo interpretare e rivalutare i risultati della analisi sulle unghie fatte nel 2014 e affidate durante il processo a Stasi al perito super partes Francesco De Stefano. In quegli accertamenti le unghie della vittima erano state completamente sciolte e consumate.

La dottoressa Albani nella sua relazione ha evidenziato su alcune tracce parte del materiale genetico dell'attuale indagato, e quindi di "tutti i soggetti imparentati con lo stesso per via patrilineare" dal momento che si è fin da subito parlato di cromosoma Y e non di un DNA completo. Allo stesso tempo nella sua relazione si legge:

Nel caso di specie si tratta di aplotipi misti parziali per i quali non è possibile stabilire con rigore scientifico: se provengano da fonti del DNA depositate sotto o sopra le unghie della vittima e, nell’ambito della stessa mano, da quale dito provengano; quali siano state le modalità di deposizione del materiale biologico originario; perché ciò si sia verificato (per contaminazione, per trasferimento avventizio diretto o mediato); quando sia avvenuta la deposizione del materiale biologico.

A parere di questo Perito, infine, le strategie analitiche adottate nel 2014 (mancata quantificazione del DNA e utilizzo di diversi volumi di eluato per le tre sessioni di tipizzazione Y) hanno di fatto condizionato le successive valutazioni perché non hanno consentito di ottenere esiti replicati (congiuntamente comparabili) al fine di giungere a un risultato che fosse certamente affidabile e consolidato o, diversamente, certamente non interpretabile perché caratterizzato da artefatti.

Basterà questa perizia per un possibile processo o per una eventuale condanna di Andrea Sempio? La traccia del suo DNA sulle unghie di Chiara Poggi non sarebbe però l'unico elemento su cui si potrebbe basare un eventuale rinvio a giudizio. La vera svolta di questi mesi è l'attribuzione a Sempio della traccia 33 da parte della Procura. Non si tratta di una traccia sconosciuta: era comparsa nella consulenza tecnica dei Carabinieri del Ris e avevano collocato l'impronta sulla parete destra della scala interna della villetta dove è stato trovato il cadavere di Chiara Poggi. L'indagato si è sempre difeso dicendo che si appoggiava a quella parete quando, insieme a Marco Poggi, scendeva le scale per andare a prendere qualche gioco in cantina.

I Ris di Parma l'avevano spiegata così allora: "Parte della traccia completamente priva di creste potenzialmente utili per gli accertamenti dattiloscopici è stata asportata dal muro grattando l'intonaco con un bisturi sterile". E ancora: "La traccia è stata testata con il combur test che ha fornito esito dubbio e con l'Obti test (quello più affidabile nel rintracciare il sangue, ndr) che ha fornito esito negativo".

In questi mesi è arrivata la svolta della Procura che per la prima volta ha associato la traccia 33 ad Andrea Sempio. Dai primi accertamenti però l'impronta risulterebbe priva di sangue, in questo modo datarla prima o durante l'omicidio sarà molto difficile. Resta il fatto che la Procura si è opposta alla richiesta di un incidente probatorio ad hoc su questa impronta, che punti a una perizia sulla traccia 33 in un eventuale processo a Sempio? Non resta che attendere prima la chiusura delle indagini e poi l'eventuale strategia degli inquirenti.

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