Garlasco, la reazione di Stasi quando Napoleone gli parla dell’impronta 33: “Avessimo avuto questo dato nel 2007”

Alberto Stasi davanti al procuratore di Pavia lo scorso 20 maggio viene sentito come persona informata dei fatti nell'indagine che vede Andrea Sempio accusato dello stesso reato per cui lui era stato condannato nel 2015, ovvero per l'omicidio di Chiara Poggi. Risponde alle domande: racconta la sera trascorsa con la fidanzata la sera prima dell'omicidio, spiega il loro rapporto e di quel pezzo del muretto della villetta di Garlasco che potrebbe essere stato rotto il 13 agosto 2007, il giorno in cui la ragazza è stata uccisa. Stasi si era presentato in Procura e in tranquillità ha risposto alle domande di Fabio Napoleone, il procuratore di Pavia. Era da solo, non aveva con sé i suoi avvocati perché non è, questa volta, lui l'indagato. I video di quelle domande e risposte sono stati trasmesse per la prima volta al programma tv Quarta Repubblica. Lo scorso 7 maggio la Procura di Pavia ha chiuso le indagini e depositato il fascicolo.
Alberto Stasi ha raccontato la sera prima del delitto: "Abbiamo mangiato la pizza e dopo io ho continuato a lavorare al computer. Io ho bevuto la birra con la pizza, che non l'avevo finita ed era ancora in frigorifero avanzata. Lei invece credo acqua o una bibita gassata. Non mi ricordo". Il procuratore gli chiede se quella sera ha avuto accesso al bagno: "Sì, il bagno sotto. Anche lei. Per lavarsi le mani. Non ho un ricordo netto di Chiara che entra in bagno ma è qualcosa di naturale prima di mangiare la pizza". Sono domande mirate e specifiche perché anche se l'indagine è su Andrea Sempio nel bagno della villetta di Garlasco sono state trovate sul dispenser del sapone solo impronte di Alberto Stasi. Troppe e posizionate in modo particolare tanto da far pensare per i giudici che lo hanno condannato che si è lavato lì dopo aver ucciso Chiara Poggi. Nel recente fascicolo invece i pm di Pavia scrivono che l'assassino di Chiara Poggi non si è lavato in bagno e lo dimostrerebbero i tre capelli scuri nel lavabo. Se fosse stato ben ripulito, motivo per cui non ci sono tracce di sangue, non ci sarebbero stati neanche quei capelli?
Al procuratore poi Stasi ha parlato del suo viaggio a Londra per studio quell'estate e che Chiara Poggi lo avesse raggiunto e avevano trascorso qualche giorno insieme. Racconta che la sua fidanzata in quei giorni non era preoccupata di nulla: "I giorni che io ero a Londra e lei era casa, Chiara andava al lavoro e poi tornava a casa. Noi ci sentivamo con la chat messenger alla sera perché i costi delle chiamate erano alti. Non mi aveva detto nulla di eccezionale che mi aveva colpito. Aveva una vita ordinaria, di famiglia e senza imprevisti. Non mi aveva riferito di cose eccezionali".
Ma soprattutto in quel sit del 20 maggio il procuratore svela per la prima volta ad Alberto Stasi che aveva associato l'impronta 33 ad Andrea Sempio. Ovvero quell'impronta trovata sulla parete destra delle scale interne della villetta di Garlasco dove è stato trovato il corpo di Chiara Poggi: "Avessimo avuto questo dato nel 2007….". E quindi parla di Sempio rispondendo alle parole del pm: "Non ho mai avuto il sospetto su questa persona. Come ho già detto più volte, prima di leggere le sit messe a disposizione dalla Procura di Vigevano all'epoca non sapevo che esistesse una persona che si chiamava Andrea Sempio. La sua sit mi aveva personalmente incuriosito e insospettito la questione dello scontrino perché io di solito non conservo uno scontrino del parcheggio e lo esibisco al bisogno".
Il procuratore Napoleone chiede ad Alberto Stasi se mai Chiara Poggi gli avesse riferito di un possibile approccio da parte di Sempio che sarebbe l'ipotetico movente attribuito all'attuale indagato: "Non mi ha riferito nulla. Se lo avresse fatto…non lo ha fatto quindi perde significato. Forse dipende dalla circostanza. Se in quel momento lo avesse reputato importante forse me lo avrebbe detto. Ricordo che mi aveva detto di un suo collega sul posto di lavoro che era carino con lei, le offriva il caffè. Non veri tentativi di approccio". Stasi conferma anche che il fratello di Chiara Poggi avesse chiesto a Stasi dei video intimi tra lui e sua sorella dopo che erano emersi durante i primi accertamenti sul caso: "Questo prima del mio fermo di indiziato del delitto, poi i nostri rapporti si sono interrotti". Stasi ha spiegato: "Quei video li ho fatti con la mia fotocamera e li stavo inviando a lei tramite il computer". In quella occasione Marco Poggi potrebbe aver visto i video". Ha aggiunto poi inoltre che Chiara Poggi non gli aveva mai detto che il fratello poteva essersene accorto.
Infine ha tenuto a precisare che del giorno dell'omicidio di Chiara Poggi "una cosa di cui non mi sono mai spiegato è il pezzetto del muretto di cinta rotto. Sostanzialmente nel punto in cui io ho scavalcato ma non l'ho rotto io e i carabinieri credo che abbiano detto di non averlo rotto loro. Se non sbaglio anche i genitori avevano detto che alla loro partenza il muro era intatto. Non mi sono mai spiegato e nessuno ha mai approfondito perché per me lì qualcuno poteva averlo scavalcato. Così come nel posacenere c'era della cenere, ma né io né Chiara abbiamo mai fumato. La famiglia era già partita da una settimana".