Cosa c’è nell’esposto su Garlasco: foto, chat, audio e l’ipotesi di pressioni per indirizzare le indagini su Sempio

Screenshot di chat, un paio ore di audio, alcune foto e venti pagine scritte in cui viene elencata una ricostruzione dettagliata del significato di quegli stessi materiali per contestualizzarli e definirne la possibile rilevanza, è questo il contenuto dell’esposto sul caso Garlasco depositato ieri in Procura a Milano e finalizzato ad accertare presunte pressioni esercitate nel tentativo di indirizzare le nuove indagini sulla morte di Chiara Poggi che vedono indagato Andrea Sempio per omicidio in concorso con altri.
Stando a quanto si apprende, l’esposto presentato in Procura Generale dallo Studio legale Gasperini-Fabrizi è basato principalmente sulle considerazioni e sul materiale raccolto da una giornalista televisiva. Il materiale mette nel mirino in particolare l’avvocato Antonio De Rensis, legale dell’unico condannato per il delitto di Garlasco, Alberto Stasi. Il legale è individuato come colui che avrebbe orientato i contenuti di alcuni programmi televisivi per cercare così di "dare la linea" alle attività investigative portate avanti dagli inquirenti di Pavia nella nuova indagine.
Nell’articolata ricostruzione si fa riferimento ad esempio al dragaggio del canale di Tromello in cerca dell’arma del delitto dopo la testimonianza di Gianni Bruscagin a Le Iene e l'effetto mediatico che ebbe la vicenda nel maggio 2025. "Tale iniziativa contribuì ad accrescere l'attenzione e i sospetti mediatici nei confronti delle sorelle Cappa", si legge nell'esposto. In un altro passaggio si fa riferimento a una chat con un'autrice di un programma tv per cui lavorava la giornalista in cui si ritiene che de Rensis avrebbe esortato il conduttore a "tirare in ballo il fratello di Chiara", cioè Marco Poggi, alludendo a un legame intimo con Sempio.
Accuse che Antonio De Rensis rigetta al mittente parlando di “Operazione spazzatura”. Secondo il legale, “volevano colpire come primo obiettivo Stasi” ma “i primi a doversi sentire offesi da questa operazione spazzatura sono i giornalisti italiani perché pensare che un uomo che vive nella provincia di Bologna possa orientare tutta la stampa italiana è un’offesa a tutti i giornalisti italiani”.
“Sfido un giornalista a dire che io l’ho pressato, ho tentato di convincerlo, se c’è si faccia avanti. Io farò come i giocatori di poker, andrò a vedere, partirò con azioni vere. Non ho frequentato giornalisti in maniera particolare, mai inviato un vocale, se vengo messaggiato chiamo. C’è stata una giornalista che mi ha fatto un pressing anomalo e sapendo che è in rapporti con un mondo ostile a noi, con lei ho cenato il 22 gennaio in un ristorante noto di Milano, in un tavolo centrale, davanti a tutti, e tutti possono testimoniare cosa è accaduto. Quella sera ho parlato per l’80% di cose che non c’entrano con l’inchiesta, di Garlasco non ho detto niente di cui non parlo abitualmente. Non so se è lei, però non avendo parlato con nessuno, per deduzione…Non vorrei però essere nei suoi panni dal punto di vista giudiziario, il mio telefono è qua” ha dichiarato ancora De Rensis.
“Probabilmente temo che questa persona, se è lei che ha fatto l’esposto, non abbia capito in che gioco si faceva trascinare. Io amo i combattimenti e adesso salgo sul ring. Non mi dedicherò soltanto alla giornalista ma andrò a scavare più a fondo e vedrà che qualcosa trovo” ha concluso l’avvocato.