Delitto Garlasco, da Dna al profilo psicologico: gli elementi della Procura per ipotesi movente sessuale per Sempio

Non sono ancora chiuse le indagini a carico di Andrea Sempio, indagato da 14 mesi nell'ambito della nuova fase del processo per la morte di Chiara Poggi, avvenuta il 13 agosto del 2007 a Garlasco. Il 6 maggio, Sempio, ora accusato di aver ucciso la 26enne da solo e non più in concorso con Stasi o con ignoti, è atteso in Procura per l'ultimo interrogatorio prima della chiusura delle indagini, quando le prove a suo carico non saranno più coperte da segreto istruttorio.
L'ipotesi di chi indaga è che Sempio abbia agito sapendo che l'amico, Marco Poggi, non era in casa quel giorno. L'allora 19enne, secondo gli inquirenti, avrebbe saputo che quella mattina Chiara Poggi era da sola, presentandosi a casa sua per tentare forse un approccio sessuale rifiutato dalla 26enne. A quel punto, sempre stando a quanto ipotizzato da chi indaga, Sempio avrebbe ucciso la ragazza.
Sempio, stando a quanto riferiscono i suoi legali, gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, non riesce a capacitarsi del nuovo quadro accusatorio e in particolare del movente sessuale. Il 38enne, infatti, ha sempre asserito di non aver mai frequentato Chiara Poggi e di averla vista solo qualche volta, quando andava a trovare suo fratello per passare del tempo insieme. Per capire da dove nasca l'accusa bisognerà aspettare la chiusura delle indagini, anche se sono già emerse le prime indiscrezioni su cosa abbia in mano la Procura per ipotizzare un movente del genere. Gli investigatori incrocerebbero principalmente l'elemento del DNA, la dinamica del corpo e il profilo psicologico di Sempio emerso dalle indagini.
Il primo punto: l'elemento del Dna
Dai risultati dell'incidente probatorio, conclusosi tra fine del 2025 e inizio 2026, non sono state trovate tracce di Sempio sui resti della colazione consumata in casa Poggi prima del delitto. Gli oggetti analizzati (piattino, confezione di yogurt, sacchetto di cereali e cannuccia) evidenziano tracce biologiche che appartengono alla vittima e all'allora fidanzato Alberto Stasi, il cui DNA è stato rinvenuto su una cannuccia. Sui reperti mobili, non vi sono tracce di Sempio. L'unico nodo da sciogliere in questo senso è legato al DNA sulle unghie di Chiara: il materiale rinvenuto anche durante i primi rilievi (del 2007) sotto le unghie della mano destra di Chiara, evidenzia un tentativo di difesa durante l'aggressione. La perizia ha definito la traccia (aplotipo Y) come compatibile con la linea maschile della famiglia Sempio, anche se esistono limiti di affidabilità biostatistica e non si può stabilire se il contatto sia stato diretto o indiretto.
In poche parole, quel DNA dice che il colpevole potrebbe essere Andrea Sempio, ma anche suo padre, suo fratello, un suo zio paterno o un qualsiasi lontano parente maschio che condivida lo stesso antenato.
Le tracce biologiche potrebbero non avere valore probatorio perché non vi è nessuna certezza d'identificazione, ma c'è una forte compatibilità con la famiglia Sempio. Non si fa accenno, invece, allo scontrino del parcheggio in piazza Ducale a Vigevano con la data del 13 agosto 2007 e gli attrezzi trovati in un canale poco meno di un anno fa.
Finché non saranno disponibili gli atti, dunque, non si può capire la ratio della nuova imputazione. Per il momento, è stata tolta la dicitura "in concorso" e introdotta l'aggravante della crudeltà, non contestata a Stasi all'epoca. Si parla anche di corpo spinto sulle scale dello scantinato nella nuova ricostruzione, ma su primi due gradini, secondo la difesa, risultano solo gocciolature e nessuna traccia da trascinamento.
Una delle novità più pesanti è però quella dell'impronta individuata sul dispenser del sapone nel bagno di casa Poggi. Si tratta di un'impronta invisibile evidenziata con le tecnologie più recenti che collocherebbe però Sempio sulla scena del crimine. La traccia è un'impronta palmare esaltata con la tecnica delle impronte latenti. All'epoca i rilievi scientifici evidenziarono diverse tracce, ma molte furono classificate come "non utili alle comparazioni". Con i nuovi software di miglioramento dell'immagine, è stato possibile leggere dettagli prima invisibili. I periti avrebbero in questo modo trovato una corrispondenza che collocherebbe Sempio fisicamente in quel bagno, ma secondo la difesa è comunque difficile la datazione di quell'impronta: il 38enne amico di Marco Poggi frequentava spesso quella casa e potrebbe aver toccato il dispenser in qualsiasi momento.
Il secondo elemento: la dinamica del corpo
Chiara è stata sorpresa in pigiama nel suo contesto domestico. La mancanza di segni di scasso indica che ha aperto lei stessa all'assassino e la Procura ipotizza che Sempio abbia tentato un approccio sessuale. Davanti al rifiuto di Chiara, sarebbe scattata la "furia punitiva". Secondo gli investigatori, Chiara sarebbe stata uccisa in cima alle scale o nel corridoio e poi è precipitata (o è stata fatta scivolare) lungo i gradini della cantina.
Sul corpo di Chiara non vi erano segni di violenza consumata o tentata, ma lo stato del pigiama e la modalità di aggressione molto violenta suggerirebbero un'aggressione frontale e ravvicinata. Secondo chi indaga, l'aggressore avrebbe bloccato Chiara tentando un approccio, lei avrebbe reagito (e da qui si spiega il Dna sotto le unghie), lui l'avrebbe colpita e scaraventata giù dalle scale.
Di Stasi, invece, si diceva che l'avesse uccisa perché lei aveva scoperto qualcosa di compromettente sul suo computer.
L'ultimo elemento: il profilo psicologico di Andrea Sempio
Il profilo psicologico ricostruito dalla Procura è l'ultimo tassello che avrebbe portato al cambio di ipotesi di reato in omicidio volontario. Secondo chi indaga, Sempio avrebbe avuto un'ossessione "silenziosa" per Chiara Poggi, coltivata "all'ombra del rapporto di amicizia con il fratello di lei". Questa ricostruzione arriva dalle vecchie testimonianze e dai tabulati telefonici dell'epoca, quando Sempio chiamò casa Poggi più volte nei giorni prima del delitto. Il giovane ha più volte affermato di aver chiamato solo per sapere se Marco fosse a casa e quando sarebbe tornato per poi poterlo vedere, ma per chi indaga si tratterebbe di un tentativo di capire se la vittima fosse sola.
Per gli investigatori, Sempio avrebbe covato un forte risentimento. Davanti a un rifiuto esplicito, la frustrazione sarebbe esplosa in una "rabbia narcisistica". La Procura ritiene al momento che la sua psicologia sia più compatibile con la brutalità dei colpi inferti a Chiara, mentre la personalità di Stasi veniva descritta come "distaccata e algida".