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Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

Garlasco, colluttazione e colpi sulle scale: le novità dei pm contro Sempio e le differenze con la sentenza Stasi

Per la Procura di Pavia ci sarebbe stata una colluttazione tra Chiara Poggi e il suo assassino e gli ultimi colpi sarebbero stati dati alla vittima quando il corpo era già sulle scale interne di casa. Sono queste le due grandi novità sulla ricostruzione fatta dai pm, che indagano Andrea Sempio, sul delitto di Garlasco. Ma qual è la dinamica accertata finora?
A cura di Giorgia Venturini
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Chiara Poggi
Chiara Poggi
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L'avviso della Procura di Pavia che ha inviato ad Andrea Sempio per presentarsi all'interrogatorio davanti ai pm il prossimo 6 maggio è dettagliato. I magistrati non solo hanno rivelato il capo d'imputazione per un eventuale processo con tanto di aggravanti, ma hanno scritto la loro dinamica dell'omicidio di Chiara Poggi. Una dinamica che solo in parte è uguale a quanto si legge sulla sentenza di Alberto Stasi (unico condannato in via definitiva per il delitto di Garlasco).

Sulla base delle ultime consulenze della Procura la ricostruzione di come è stata assassinata Chiara Poggi è questa: "Dopo una iniziale colluttazione – viene contestato a Sempio – colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra, facendola cadere a terra. A seguito di ciò, la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina, e dopo che la vittima provava a reagire, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi in regione perieto-temporale sinistra, in regione perietale posteriore, lungo la linea mediana ed in regione parietale sinistra paramediana, facendole perdere i sensi".

E ancora: "A seguito di ciò spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi in regione parieto-occipitale sinistra, cagionando alla stessa gravi lesioni cranio encefaliche dalla quale derivava il decesso".

Infine per i pm Sempio ha "agito con crudeltà verso la vittima in considerazione dell'efferatezza dell'azione omicidiaria per il numero e l'entità delle ferite inferte alla vittima, cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto". Ma in questa dinamica quali sono le novità?

A Fanpage.it Marzio Capra, consulente della famiglia Poggi, spiega: "Si tratta di un avviso per comparire all'interrogatorio molto dettagliato, non ne avevo mai visto uno così preciso. Dovremo vedere se poi davanti al giudice per l'udienza preliminare reggerà questo capo di imputazione, soprattutto se la sentenza di condanna ad Alberto Stasi non sarà revocata. Nell'invito a comparire fanno riferimento a una dinamica dell'omicidio in cui non vi è oggettivamente alcun elemento che la supporta. Sono diversi gli elementi che vanno contro questa costruzione. Quando avremo modo di accedere al fascicolo valuteremo tutto. Al momento nella ricostruzione che hanno fatto loro è sparito il locale bagno, il locale tv, il locale cucina, ovvero posti dove l'assassino è andato la mattina del 13 agosto 2007".

E ancora: "Stando a quanto ha scritto il pm la vittima nella prima fase non ha perso i sensi. Ha provato ad alzarsi all'altezza del telefono ed è stata colpita ancora. Questi colpi non sono stati sufficienti ad ucciderla, allora l'assassino l'ha gettata dalle scale e qui l'ha colpita e assassinata. Però Chiara Poggi è stata colpita in faccia e quando è stata trovata il suo volto era rivolto verso i gradini. Secondo la Procura di Pavia quindi il killer prima l'ha colpita e poi le ha girato la faccia? Inoltre, sulle scale interne della villetta di Garlasco non erano presenti tracce di sangue compatibili con i colpi descritti. Gli schizzi di sangue sono solo compatibili con lo scivolamento del corpo".

Per capire su cosa si basa la nuova ricostruzione dell'omicidio bisognerà attendere la chiusura delle indagini e che il fascicolo su Andrea Sempio sia accessibile a tutte le parti coinvolte. Fondamentale quindi sarà leggere la consulenza del Ris di Cagliari e dell'anatomopatologa Cristina Cattaneo.

Al momento la dinamica accertata è quella che si legge nelle carte della motivazione di condanna di Alberto Stasi. In 19 anni i professionisti che hanno lavorato al caso hanno sempre sostenuto che Chiara Poggi non abbia fatto in tempo a difendersi. Si legge così:

Chiara non si è difesa e non ha reagito affatto, a ulteriore conferma del rapporto di estrema confidenza e intimità col visitatore, e del fatto che proprio per questo si fidasse di lui e non si aspettasse in nessun modo di venire da lui così brutalmente colpita.

Anche la univoca direzione – al capo – dei colpi inferti appare poi significativa, come è stato correttamente sottolineato, di un rapporto di intimità scatenante una emotività giustificabile solo tra soggetti che si conoscevano bene. Già questi primi elementi consentono di ritenere quindi che l'omicida appartenesse alla cerchia delle persone più vicine alla vittima.

Invece sulla dinamica cosa di legge nella sentenza di Stasi? Eccola:

L'interpretazione delle tracce ematiche secondo la BPA, utilizzate per ricostruire le modalità dell'omicidio, ha poi evidenziato che la vittima venne colpita già nell'ingresso, ai piedi della scala di accesso al piano superiore, e quindi trascinata lungo il corridoio verso la porta a libro della cantina. Tale porta si presenta, chiusa e dall'esterno, identica alle altre porte dell'abitazione, così che l'avere gettato il corpo giù da quelle scale induce a ritenere che l'aggressore ben conoscesse anche la casa e la dislocazione dei locali.

Dopo avere tramortito la vittima l'aggressore la trascinava verso la porta di accesso della cantina, ma a questo punto, "forse per una sua reazione", la colpiva di nuovo al capo, nello spazio antistante alla porta del corridoio (come evidenziato nella ricostruzione effettuata sulla base della BPA, considerate le macchie sullo stipite destro di tale porta e quelle da trascinamento in direzione della porta della cantina). Davanti a quest'ultima la giovane era ancora colpita con violenza al capo, come dimostrato sia dall'ampia gora ematica davanti alla porta a libro, che dalla proiezione di piccole gocce di sangue sul pavimento, che dalle macchie sulla stessa porta a libro, che veniva aperta per consentire il "lancio" del corpo giù dalle scale.

Ecco quindi che la nuova ricostruzione della vittima ha soprattutto due novità rispetto a quanto accertato finora. La prima che tra vittima e assassino ci sia stata una colluttazione facendo così intendere che Chiara Poggi avesse provato a difendersi. Una versione smentita già nelle relazione dell'autopsia del 2007. La seconda è che la ragazza sia stata assassinata, quindi colpita mortalmente, quando era sulle scale interne di casa. Consulenze e perizie di questi 19 anni invece hanno precisato che Chiara venne gettata sulle scale solo dopo essere stata colpita e uccisa.

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