Quando Stasi può uscire dal carcere, l’avvocato Bocciolini: “Subito in uno stato di diritto”

La vicenda processuale del delitto di Garlasco è unica nel suo genere. Lo dimostra la presenza in carcere un condannato in via definitiva, Alberto Stasi, e di un indagato per lo stesso delitto per il quale presto si potrebbe aprire il processo, Andrea Sempio.
"Non è un semplice caso di revisione processuale, ma un fatto unico. Stasi non dovrebbe aspettare la revisione, in uno stato di diritto l'esecutività della sua pena dovrebbe immediatamente essere sospesa", lo ha detto l'avvocato penalista Daniele Bocciolini intervistato dalla giornalista Giorgia Venturini durante la diretta di Fanpage.it dedicata al delitto di Garlasco.
Stasi potrebbe restare in carcere ancora a lungo, nonostante in questi giorni la Procura di Pavia abbia chiuso le indagini nei confronti di Andrea Sempio, e sembra sia imminente l'apertura del processo nei suoi confronti per l'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto con l'aggravante della crudeltà.
"Stasi già si trova in uno stato di semi-libertà, e potrebbe uscire prima della fine della pena, a cui comunque ormai manca poco – spiega l'avvocato Bocciolini – In uno stato di diritto si tratta di una cosa decisamente insolita, e la sua pena andrebbe subito sospesa".
Secondo il penalista si tratta dell'effetto di un cortocircuito del nostro sistema giuridico che anche in un caso come questo richiede venga avanzata la domanda di revisione da parte dei legali del condannato. "Alla luce degli elementi emersi non bisognerebbe aspettare la revisione, ma dovrebbe essere automatica".
Il giudizio di revisione comunque resta un procedimento veloce. "Non si rifà il processo, ha una procedura più snella rispetto a quella di un processo ordinario, ma bisogna arrivarci: superare il primo vaglio e giungere alla corte d'Appello di Brescia".
Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco. Fu Stasi a dare l’allarme dopo aver trovato il corpo nella villetta e da subito i sospetti si sono concentrati nei suoi confronti.
Il processo di primo grado si concluse con l'assoluzione nel 2009. Un verdetto al quale la Procura si oppose presentando appello. Nel 2011 la Corte d’Assise d’Appello di Milano rispose confermando l’assoluzione. La Corte di Cassazione invecce annullò la sentenza assolutoria e ordinò un nuovo processo d’appello, che si fece con rito abbreviato, al termine del quale Stasi venne condannato a 16 anni di reclusione per omicidio volontario.
Nel dicembre 2015 la Cassazione confermò definitivamente la condanna. Oggi Stasi si trova in regime di semi-libertà ed è quasi al termine della pena. Sempio, invece, si prepara ad affrontare il processo per lo stesso reato ma con un'imputazione leggermente diversa: omicidio con l'aggravante della crudeltà.