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Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

“Una goccia del sangue di Chiara sotto l’impronta di Sempio”: i pm collegano la traccia 33 all’omicidio di Garlasco

Per la Procura di Pavia la traccia 33 di Andrea Sempio è attribuibile all’omicidio di Chiara Poggi perché “bagnata” e perché “vi erano delle macchie simili a schizzi”.
A cura di Giorgia Venturini
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Andrea Sempio e la traccia 33
Andrea Sempio e la traccia 33
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Per la Procura di Pavia la traccia 33, quella trovata sulla parete destra della scala interna della villetta di Garlasco dove è stato trovato il corpo di Chiara Poggi, è di Andrea Sempio. La notizia era già emersa lo scorso dicembre al termine dell'udienza in Tribunale a Pavia sull'incidente probatorio e la conferma ora arriva anche dalle carte del fascicolo depositato dal pm giovedì 7 maggio. Non solo, quella impronta per gli inquirenti è attribuibile all'omicidio perché "bagnata" e perché "vi erano delle macchie simili a schizzi". Tanto da "fare senso", come hanno detto i carabinieri del Ris che entrarono nella casa dell'omicidio nei giorni successivi al 13 agosto 2007 e che sono stati interrogati dagli inquirenti di Pavia nel 2025.

Per la Procura di Pavia, che giovedì 7 maggio ha chiuso le indagini e depositato il fascicolo, la traccia 33 è importante per le indagini perché si trova vicino a una goccia di sangue (la traccia 45) che si è staccata "da un oggetto insanguinato". Nelle carte dei pm si legge che questo oggetto (che può essere sia parte del corpo o arma del delitto) doveva trovarsi "ovviamente e obbligatoriamente più in alto rispetto al punto dove è andata a impattare con la parete" e che lo schizzo di sangue è caduto "dall'alto verso il basso con un andamento obliquo da destra verso sinistra". In altre parole l'accusa dei pm è chiara: questa goccia di sangue della vittima avrebbe un collegamento con la traccia 33 anche perché "si trova appena sotto, leggermente più a destra di quest'ultima".

Cosa aveva scritto il Ris sulla traccia 33 nella relazione del 2007
Cosa aveva scritto il Ris sulla traccia 33 nella relazione del 2007

Bisogna ricordare che l'impronta 33 nel 2007 era stata ritenuta rilevante tanto che il Ris grattò il muro per togliere l'intonaco su cui era depositata e venne analizzata. Allora gli esiti diedero risultati negativi e non venne considerata utile alle indagini, ma 19 anni dopo alcuni risultati di allora tornano ad essere rilevanti nelle accuse contro Sempio. Prima tra tutti il fatto che la 33 fu l'unica impronta ritenuta di particolare interesse tanto da decidere di procedere con il prelievo dell'intonaco.

Lo ha spiegato il tenente colonnello Alberto Marino (nel 2007 ct della Procura di Vigevano) nell'interrogatorio davanti agli investigatori il 9 giugno del 2025. Quando gli chiedono chi avesse deciso di effettuare il "grattato" sulla 33, lui risponde così: "Non ho un preciso ricordo, posso solo rifarmi alla mia esperienza e a valutazioni logiche. Il genetista, cioè io, si è confrontato con il dattiloscopista e ha valutato che, senza intaccare l' impronta, essendoci una particolare estensione della reazione della ninidrina e trovandosi la traccia in prossimità del corpo della vittima in una posizione di appoggio, la traccia era di particolare interesse e valeva la pena tentare un accertamento che normalmente non si effettua".

Insomma una impronta che già nel 2007 aveva sollevato sospetti. Anche il tenente colonnello Aldo Mattei, all'epoca comandante della Sezione impronte e fotografie del RIS di Parma, ha tenuto a sottolinearlo nel suo interrogatorio del 12 giugno del 2025 che allora si capì subito che si trattava di una mano destra. Ha spiegato che "faceva senso" perché era evidente che si trattasse di una mano che si era appoggiata su quella parete che era il luogo dove era stato rinvenuto il cadavere. "Era evidente che il deposito aminoacidico fosse consistente poiché l'impronta aveva un colore accesso", entra sul tecnico. Ha aggiunto che decisero di grattare l'intonaco perché, a differenza delle altre impronte, sembrava "lasciata da una mano bagnata" perché "c'erano macchie simili a schizzi".

Infatti a suo tempo quella traccia aveva avuto una particolare reazione alla ninidrina, il composto chimico usato per l'accertamento del caso. E questo dimostrò che era una "mano bagnata". Ma alcuni esami di 19 anni fa diedero esito negativo e quindi non venne ritenuta utile alle indagini. In questi mesi invece l'mpronta 33 è stata associata ad Andrea Sempio e sarebbe l'unico indizio che lo collocherebbero sulla scena del crimine.

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